Pipistrelli e dromedari. Nulla in comune se non quello di essere sospettati, nel mondo scientifico, di essere vettori della nuova Sars ovvero la Mers (Middle East Respiratory Syndrome). 

Un virus geneticamente identico al 100% a quello umano è stato trovato nelle feci di un pipistrello, prelevate a meno di dodici chilometri dalla casa di una delle prime persone infettate, in Arabia Saudita, e a meno di un chilometro da dove lavorava. L’ipotesi che l’animale possa essere l’anello di congiunzione tra la malattia e l’uomo è contenuta in uno studio coordinato dalla Columbia University e pubblicato dalla rivista del Cdc Emerging Infectious Diseases. 

Secondo gli autori della ricerca il ruolo dei mammiferi volanti è quasi certo, e costituisce un ulteriore motivo di somiglianza con la ‘vecchia’ Sars, che si pensa si sia originata proprio da questi animali. Gli scienziati hanno esaminato i campioni da 96 pipistrelli, raccolti tra ottobre 2013 e aprile 2014 appunto in Arabia Saudita. L’unico esemplare nelle cui feci è stato trovato il virus, della specie Taphozous perforatus o ‘pipistrello delle tombe egiziane’, proveniva dalla città di Bisha, a meno di 12 chilometri dalla casa di uno dei primi pazienti.

La scoperta è molto importante, perché per la prima volta si è trovata una corrispondenza genetica del 100%, mentre in altri casi si erano trovati virus simili a quello umano, ma lascia diversi interrogativi ancora aperti su come abbia fatto il salto all’uomo. “E’ possibile – spiega Jonathan Epstein della EcoHealth Alliance che ha partecipato allo studio – che una vittima, ad esempio un pastore che cercava rifugio negli edifici abbandonati abitati dai pipistrelli, abbia preso il virus respirando vicino al guano. Ma è anche possibile che qualche animale si sia infettato in questo modo, e poi abbia trasmesso il virus all’uomo”.

Un altro possibile ‘anello di congiunzione’ potrebbe essere il dromedario, come suggerito da uno studio pubblicato da Lancet in cui sono stati trovati gli anticorpi contro il virus in diversi esemplari, ma sarà difficile avere prove certe fino a che non saranno terminate le analisi su migliaia di animali in corso in diversi centri. Finora il virus, afferma il sito dell’Oms, ha infettato 94 persone uccidendone 46, e ha colpito soprattutto l’Arabia Saudita. Nel paese, ha ribadito alla conferenza Ziad Memish del ministero della Salute saudita che ha partecipato allo studio, c’è molta preoccupazione per i milioni di pellegrini che potrebbero arrivare il prossimo ottobre. “Abbiamo saputo dell’esistenza del virus solo lo scorso settembre – ha spiegato l’esperto – ed era troppo tardi per avvisare i pellegrini di non venire. Questo mette molta pressione sul nostro sistema sanitario, anche se abbiamo consigliato ai malati cronici di evitare il viaggio”.

L’articolo anche su Nature