Il padre gesuita Paolo Dall’Oglio sarebbe morto, secondo quanto riferisce un sito arabo. Ma da Salam Kawakibi, esponente dell’opposizione siriana all’estero e vicedirettore di Arab Reform Initiative, arriva una smentita confortante: padre Dall’Oglio è vivo ed è tuttora “ospite” del gruppo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Le sue informazioni “risalgono a poche ore fa” e gli sono state fornite da una persona “attendibile” di “gruppi rivoluzionari” di Raqqa. “Seguo questa questione ora dopo ora – ha aggiunto – e le mie ultime informazioni confermano che padre Paolo, che è un amico, è in buona salute. E seguo tutte le strade per saperne di più”. “Queste false informazioni si sono originate da Facebook – ha spiegato ancora Kawakibi – dove la “gente cerca di fare sensazionalismo”.

La notizia è apparsa sul sito internet al-Ahadath vicino al regime di Damasco. “Ci sono notizie che elementi appartenenti allo Stato islamico dell’Iraq e del Levante hanno giustiziato Padre Paolo Dall’Oglio”, si legge. Il sito, però, non cita la fonte della notizia relativa alla presunta esecuzione. In Italia, per il momento, non ci sono informazioni sulla vicenda. La Farnesina dichiara che “si tratta di un’indicazione che va presa con estrema cautela e che non trova al momento alcuna conferma”. 

Anche il Vaticano non conferma la notizia. “Non abbiamo ancora nessuna informazione in merito”, risponde ai giornalisti padre Ciro Benedettini, vice direttore della sala stampa della Santa Sede. Il Vaticano monitora la situazione tramite i canali della Nunziatura di Damasco e della Curia generalizia dei Gesuiti. Incertezza pure dal governo: “Purtroppo non abbiamo notizie. Non abbiamo conferma, siamo trepidanti e stiamo cercando informazioni e contatti” ha detto il premier Enrico Letta. Tuttavia, le informazioni che arrivano da diversi canali sul terreno indicano che “c’è una speranza” che il religioso sia vivo. Lo ha detto all’Ansa il responsabile di una Ong a Beirut in contatto con gli attivisti che hanno accompagnato il gesuita al suo ingresso in Siria.

Dall’Oglio era stato sequestrato in Siria a fine luglio da un gruppo di miliziani legati ad Al Qaeda. Negli scorsi giorni il Ministero degli Esteri, dando notizia che per l’altro italiano rapito nel Paese, Domenico Quirico, erano in corso “contatti” che inducevano “all’ottimismo” – aveva confermato invece il nulla di fatto sulla vicenda legata al padre gesuita. Adesso si attendono conferme o smentite sulle brutte notizie che arrivano dal medioriente.