Tre barconi di migranti con a bordo quasi 400 persone sono arrivati nella notte e in mattinata a Lampedusa e sulle coste di Siracusa. Tra loro anche due vittime, uno dei quali un bimbo, morte su un gommone che trasportava 103 migranti somali, durante la traversata tra le coste nordafricane e l’Italia. Episodi che risvegliano l’emergenza immigrazione su cui è intervenuta ai microfoni di Radio1 il vice ministro degli Esteri, Marta Dassù, secondo cui “il problema vero è che l’Europa nel suo insieme deve essere più solidale”. Infatti, ha proseguito, “esiste un diritto umanitario che noi abbiamo applicato in questo caso, esiste però anche un problema di migliore coordinamento europeo che per ora non c’è. Ed è per questa ragione che il commissario Ue degli Interni Cecilia Malmstrom ha ringraziato l’Italia per aver voluto accogliere questi 102 immigrati“, ha aggiunto Dassù riferendosi ai migranti salvati dalla nave cisterna Salamis, alla quale Malta ha rifiutato l’ingresso in porto. Parole che cadono nel vuoto per il vice ministro, perché, “oltre ai grazie – ha sottolineato – ci vorrebbe una maggiore solidarietà e una divisione degli oneri molto più equilibrata. Ma i numeri ci dicono che l’Italia è al sesto posto nell’ospitalità ai rifugiati. Germania, Francia e Svezia, ne accolgono di più”.

Le vittime erano su un gommone che è affondato nel Canale di Sicilia. L’imbarcazione è stata soccorsa in nottata prima dal motopesca Atlantide e successivamente dal pattugliatore Libra della Marina Militare. Tra i naufraghi c’erano 29 donne, una delle quali incinta. Il pattugliatore Libra, giunto in prossimità del motopeschereccio italiano ha accolto a bordo i naufraghi ai quali ha distribuito generi di conforto e assistenza medica. La nave della Marina ha poi ripreso la navigazione ed è giunta alle due circa di questa mattina in prossimità dell’isola di Lampedusa dove i migranti sono stati trasferiti a terra. Alle tre di notte, inoltre, sono sbarcati a Lampedusa gli 85 immigrati che erano stati avvistati, nel pomeriggio di mercoledì, ad 80 miglia e un’altra imbarcazione con circa 200 persone a bordo, tra cui donne e anche due neonati, è stata soccorsa al largo di Siracusa dalla guardia di finanza. 

Sono stati i naufraghi somali a raccontare delle due vittime, i cui corpi sarebbero stati abbandonati in mare. Tra loro anche la mamma del bimbo, che aveva circa sette anni; la donna, ancora sotto shock e con lo sguardo perso nel vuoto, non è stata in grado di rispondere alle domande dei soccorritori. Domenica scorsa altri 90 somali soccorsi nel Canale di Sicilia, una volta giunti a Lampedusa, avevano raccontato che tre donne erano morte di stenti durante la traversata durata quattro giorni.