“Non dirà a”. E’ uno dei legali del suo studio ad annunciare che il professor Franco Coppi, che ha assistito Silvio Berlusconi nel processo Mediaset in Cassazione, non commenterà la sentenza di condanna nei confronti del suo illustre assistito. A tarda sera, però, gli avvocati hanno parlato. Per loro la decisione dei giudici di terzo grado ”non può che lasciare sgomenti. Vi erano solidissime ragioni ed argomenti giuridici per pervenire ad una piena assoluzione. Valuteremo e perseguiremo ogni iniziativa utile anche nelle sedi Europee per far si che questa ingiusta sentenza sia radicalmente riformata” hanno detto Coppi, Ghedini e Longo. No comment iniziale anche da Palazzo Grazioli, dove il Cavaliere ha accolto la decisione degli ermellini insieme ai suoi legali, alla figlia Marina, al segretario del Pdl e vicepremier Angelino Alfano, al capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani e a tutto lo stato maggiore del partito (Cicchitto, Santanché, Verdini, Brunetta, ecc). Chi ha commentato, invece, sono stati i sostenitori di Berlusconi che si trovavano nei pressi di piazza del Gesù: in un primo tempo hanno accolto con un boato la lettura della sentenza. Avevano capito male. E il tripudio è rientrato. Amaramente. Come la scelta del silenzio da parte dei vertici del Pdl. Che con Schifani e Brunetta hanno attaccato il Pd e il suo segretario. “Epifani porti rispetto della storia politica del Pdl, dei milioni di italiani che ci hanno votato e del suo leader Silvio Berlusconi, condannato ingiustamente a 4 anni”. Una risposta, quindi, alle parole dell’ex sindacalista, per cui “la sentenza va rispettata, eseguita e applicata”.

Beppe Grillo: “Condanna di B. come caduta del muro di Berlino”
A violare il silenzio tombale del mondo politico, invece, è stato Beppe Grillo. A modo suo. “Berlusconi è morto. Viva Berlusconi! La sua condanna è come la caduta del Muro di Berlino nel 1989” ha scritto il leader del M5s sul suo blog a pochi minuti dalla lettura della sentenza. Non solo. “Il Muro divise la Germania per 28 anni. L’evasore conclamato, l’amico dei mafiosi, il piduista tessera 1816 ha inquinato, corrotto, paralizzato la politica italiana per 21 anni, dalla sua discesa in campo nel 1993 per evitare il fallimento e il carcere – ha aggiunto l’ex comico – Un muro d’Italia che ci ha separato dalla democrazia. Oggi questo muro, da tempo un simulacro, un’illusione ottica, tenuto in vita dagli effetti speciali dei giornali e della televisione, è caduto”.

Napolitano: “Strada maestra è rispetto della magistratura”
Ovviamente su toni opposti il commento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in una nota ha sottolineato che ora, dopo la condanna in Cassazione per Berlusconi, la “strada maestra è il rispetto della magistratura”. Il Capo dello stato, come è ovvio, non è entrato nel merito né della sentenza né delle possibili ripercussioni politiche che essa potrà avere sul governo di larghe intese guidato da Enrico Letta e fortemente voluto da Giorgio Napolitano. “La strada maestra da seguire è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la magistratura, che è chiamata a indagare e giudicare in piena autonomia e indipendenza alla luce di principi costituzionali e secondo le procedure di legge” ha scritto il capo dello Stato in una nota. “In questa occasione attorno al processo in Cassazione per il caso Mediaset e all’attesa della sentenza – ha aggiunto – il clima è stato più rispettoso e disteso che in occasione di altri procedimenti in cui era coinvolto l’on. Berlusconi. E penso che ciò sia stato positivo per tutti”. Non solo.

Il capo dello Stato ha specificato di ritenere e auspicare “che possano ora aprirsi condizioni più favorevoli per l’esame, in Parlamento, di quei problemi relativi all’amministrazione della giustizia, già efficacemente prospettati nella relazione del gruppo di lavoro da me istituito il 30 marzo scorso. Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una nuova prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi” ha concluso Napolitano. La giustizia, quindi. Un tema su cui in tarda serata si è espresso anche Berlusconi, annunciando che proprio la riforma del sistema giudiziario sarà il primo obiettivo futuro del partito.

Enrico Letta: “Prevalga interesse del Paese su interessi di parte”
Il presidente del Consiglio Enrico Letta non è stato in silenzio. E dopo aver sottolineato di condividere le parole di Napolitano (“Esprimo piena adesione alle parole del Presidente sul pronunciamento della Cassazione. La strada maestra è il rispetto per la magistratura e per le sue sentenze”), ha specificato che “per il bene del Paese è necessario ora che, anche nel legittimo dibattito interno alle forze politiche, il clima di serenità e l’approccio istituzionale facciano prevalere in tutti l’interesse dell’Italia rispetto agli interessi di parte”. Parole chiare, ma che comunque lasciano trapelare una certa preoccupazione del premier per il futuro del suo governo. 

Epifani (Pd): “La sentenza va rispettata, eseguita e applicata”.
Netto il giudizio del segretario del Pd Guglielmo Epifani: “La sentenza va rispettata, eseguita e applicata” ha detto il leader democratico, secondo cui “il Pd ha atteso la sentenza della Corte di Cassazione con un atteggiamento di grande serietà, privo di qualsiasi forma di speculazione politica. Oggi, dopo il verdetto di condanna, esprime il suo totale rispetto per la sentenza, le motivazioni correlate e il rigore delle procedure seguite” ha aggiunto l’ex sindacalista. “La condanna di Silvio Berlusconi è atto di grande rilevanza. Per quanto riguarda il Pd questa condanna va non solo, come è naturale, rispettata ma va anche applicata e resa applicabile e a questo spirito si uniformerà il comportamento del Gruppo parlamentare – ha specificato il segretario – Il Pd, proprio per il rispetto che si deve alla separazione dei poteri, chiede a tutte le forze politiche, e al Pdl in particolare, in un momento tanto delicato, di esprimere comportamenti rispettosi delle funzioni e dei poteri della Corte di Cassazione e di non usare forzature di carattere istituzionale, a seguito di una sentenza che muove dall’accertamento dei fatti e non da pregiudizi di alcun tipo”. Un messaggio diretto ai berlusconiani, quindi. “Seguiremo con attenzione il comportamento del Pdl, sapendo che un atteggiamento responsabile rafforzerebbe l’opportunità di tenere distinte le vicende giudiziarie da quelle politiche e di Governo, come il Pd ritiene necessario in una fase di crisi grave come quella che sta attraversando il Paese” ha concluso Epifani.

Stampa pro B. Ferrara: “Sentenza vile e cazzona”
“Sentenza vile e cazzona”. Il direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara, ha commentato così su Twitter e sul sito del quotidiano la decisione della Cassazione sul processo Mediaset. Pagina bianca con il titolo in alto, in caratteri cubitali, ‘Condannato’. E poi sotto, in piccolo ‘senza parole’. Così il sito de Il Giornale commenta in prima pagina la condanna di Berlusconi. “E’ la fine della carriera parlamentare di Berlusconi. Della carriera politica non lo so. La sua leadership è forte, e se dovesse saltare come probabile il governo delle larghe intese, aleggerebbe sul centrodestra” ha detto invece il direttore di Libero, Maurizio Belpietro

Da Storace a Vendola, da Salvini a Bondi: le altre reazioni
”La sentenza della Cassazione non dà serenità al nostro Paese, che avrebbe un bisogno assoluto di stabilità di governo e di riconciliazione nazionale. Toccherà alle forze politiche più responsabili e alle istituzioni più coscienti della gravità della situazione, agire per non far precipitare l’Italia in un pericoloso vicolo cieco e di mantenere aperta una prospettiva di tenuta dello Stato e della democrazia”. Parola del senatore berlusconiano Sandro Bondi, il quale si è detto sicuro “che il Presidente Silvio Berlusconi saprà, nonostante questa ulteriore e immotivata sofferenza che gli hanno inflitto, perseverare nel rappresentare le ragioni e le speranze di quegli italiani che vogliono vivere in un Paese civile, giusto e democratico”. Francesco Storace, invece, ha offerto una chiave di lettura tutta politica: “I quattro anni di carcere servono a non far candidare più Berlusconi. Ci sarà panico nel centrodestra e caos a sinistra contro il governo”.

Più articolato il parere di Nichi Vendola (Sel): “Quattro anni di carcere per frode fiscale sono una condanna definitiva con il sigillo della Corte di Cassazione. Siamo di fronte alla prova provata della caduta di autorevolezza di una intera classe dirigente” ha detto il governatore della Puglia, secondo cui “l’abbiamo chiamata questione morale ed essa torna ad esplodere in maniera dirompente”. Vendola, però, ha fatto anche una valutazione politica sull’alleanza del Pdl con il Pd dopo la condanna di oggi. “Credo che sia necessario trarre delle conseguenze: non è possibile immaginare che il Pd permanga nella condizione di alleato del partito di Silvio Berlusconi” ha detto, sottolineando che “non è possibile immaginare che Silvio Berlusconi rimanga al centro della scena politica. Credo che grandi cambiamenti siano necessari per dare una risposta alla crisi morale del paese”.

“E’ una giornata di grande dolore, per chi conosce Berlusconi è una giornata di non verità” ha detto Gianfranco Rotondi, giungendo a via del Plebiscito. ”Berlusconi condannato a 4 anni. Adesso sono curioso di sentire come faranno i Kompagni del Pd, sia in Parlamento che su Facebook, a giustificare il fatto che sono al Governo con un condannato…”. Firmato Matteo Salvini. Il vice segretario della Lega Nord, inoltre, ha detto di non avere “nessuna fiducia in una magistratura faziosa. Spero solo che adesso cada questo governo infame”.

Di “conseguenze politriche inevitabili” ha parlato invece Ignazio Larussa, secondo cui la sentenza della Cassazione “non accoglie i seri motivi del ricorso presentato dagli avvocati Coppi e Ghedini, ma non conferma l’interdizione che avrebbe impedito a Berlusconi di ricandidarsi”. Per Larussa, la decisione degli ermellini “sembra un colpo (pesante) al cerchio e un colpo (di consolazione) alla botte. Dalla Cassazione ci saremmo aspettati una sentenza meno equilibrista”. A sentire il presidente di Fratelli d’Italia, poi, “non vi è dubbio che ci saranno inevitabili conseguenze politiche. E’ già molto che Berlusconi sia riuscito a far tenere ai suoi un atteggiamento pacato che di certo larga parte della sinistra non avrebbe avuto se fosse stata cassata la condanna””.

Biancofiore: “Rimetto il mio mandato a Berlusconi”
“La condanna di un innocente, del leader del centro destra italiano, dell’uomo politico col maggior numero di consensi della seconda Repubblica, del 4 volte Presidente del Consiglio, del maggior contribuente d’Italia per frode fiscale è l’Apocalisse d’Italia, la fine del mondo politico italiano e di una parvenza di democrazia nel Paese”. Non ha usato mezze misure Michaela Biancofiore del Pdl per descrivere la propria delusione. e via con la denuncia del complotto: “E’ la conferma di un disegno politico-giudiziario che parte da molto lontano ed alimentato da poteri e stati stranieri che magna pars hanno avuto nella distruzione del nostro e di altri Paesi” ha detto il sottosegretario alla Pubblica amministrazione. Poi la Biancofiore ha dato una notizia: “Come annunciato, sto andando a rimettere il mio mandato di sottosegretario nelle mani del Presidente Berlusconi che per quella carica mi ha indicato all’interno del governo Letta da lui fortemente voluto. Mi auguro – ha detto l’esponente del Pdl – che gli avvocati facciano immediato ricorso alla Corte Europea del Diritto dell’Uomo“.

Nitto Palma (Pdl): “Delusi, ma sosterremo il governo”. Cicchitto della stessa opinione
“Come sta Berlusconi? Non credo che sia felice. Probabilmente è amareggiato per un esito che non ci aspettavamo”. Lo ha detto il presidente della commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma uscendo da Palazzo Grazioli. “Ci aspettavamo un risultato diverso – ha aggiunto – ma siccome noi siamo al servizio del Paese, continueremo a sostenere il governo”. “Noi manterremo i nervi saldi rispetto al governo, rimandiamo al mittente l’attacco che l’on. Epifani ha indirizzato al Pdl” ha detto il deputato Pdl Fabrizio Cicchitto a In Onda, su La7. “Un fatto di singolare ipocrisia – ha aggiunto – se il Pd vuole arrivare ad una crisi di governo se ne assuma tutte le responsabilità”.