Custodia cautelare per Mohamed Morsi, l’ex presidente egiziano che sarà trattenuto per 15 giorni a causa di una inchiesta per spionaggio per conto di Hamas e per le evasioni di massa dalle prigioni durante la rivoluzione del 2011. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha chiesto però all’esercito egiziano di liberare lui e altri dirigenti del Fratelli musulmani imprigionati. Ban auspica che Morsi e i suoi compagni “siano liberati o che i loro casi siano esaminati in modo trasparente, senza attendere più”. “No alla violenza, sì allo stato di diritto e a procedure regolari, riconciliazione basata sull’inclusione sono i principi base ai quali aderire in questo momento difficile” scrive su Twitter il vicepresidente egiziano Mohamed el Baradei.

Intanto sale la tensione al Cairo in vista delle manifestazioni di oggi pomeriggio, quando scenderanno in piazza sia i sostenitori delle forze armate che del deposto presidente. L’allerta delle forze di sicurezza, riportano i media locali, è massima nel centro della capitale per il timore di incidenti. Già dall’alba blindati e carri armati dell’esercito sono schierati intorno piazza Tahrir, dove è prevista la manifestazione dei filo-militari. Gruppi di volontari, inoltre, hanno allestito dei ‘checkpoint’ nelle vie limitrofe alla piazza per verificare l’identità dei dimostranti ed evitare infiltrazioni di violenti.

Le accuse rivolte dalla procura egiziana al presidente Morsi sono “ridicole” dice Gehad el-Haddad, portavoce dei Fratelli Musulmani. “Miracolosamente, un tribunale egiziano si è riunito – scrive su Twitter – ha deliberato e ha accusato Morsi alle 9 di mattina e durante un fine settimana di tutti reati che furono contestati a Hosni Mubarak”. Queste accuse, per il portavoce della Fratellanza, “non sono affatto prese sul serio. Continueremo la nostra protesta per le strade. Crediamo che sempre più gente capirà cosa rappresenta realmente questo regime: un ritorno al vecchio stato di Mubarak, governato dalla forza”. 

Le piazze contrapposte dei Fratelli musulmani e dei sostenitori dell’appello dei militari a manifestare per dare sostegno alle forze armate contro violenza e terrorismo si stanno preparando per quelle che si prevedono saranno manifestazioni imponenti nel corso della giornata. La sicurezza centrale, che raggruppa le unità anti sommossa, è in stato di mobilitazione generale, riferiscono fonti della sicurezza, aggiungendo che decine di blindati sono già schierati nei pressi di piazza Tahrir e del palazzo presidenziale di Ittahadeya dove i manifestanti anti-Morsi si stanno già riunendo

La Fratellanza ha indetto una trentina di marce da altrettante moschee per unirsi ai due sit in a Rabaa el Adweya e a piazza el Nahda davanti all’università del Cairo. Le forze armate hanno fatto sapere ieri attraverso una pagina Facebook ufficiosa che non useranno le armi contro manifestazioni pacifiche ma contro violenza e terrorismo. La stessa pagina questa mattina ha precisato che l’ultimatum di 48 ore lanciato ai manifestanti per unirsi al percorso della road map e titolato “Ultima chance” scade oggi.