A meno di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico 47 bambini rischiano di non poter andare a scuola perché non esiste più un servizio di scuolabusSuccede alla periferia di Pisa: i bimbi coinvolti fanno parte della comunità rom del campo di via della Bigattiera, strada che congiunge la città con il litorale. Non mancano solo gli scuolabus: al campo rom non c’è acqua corrente e luce dal 2012. “Il diritto alla sopravvivenza viene ancora prima del diritto allo studio, alla Bigattiera abbiamo fatto un salto all’indietro di 20 anni” denuncia padre Agostino Rota Martir, sacerdote del campo di Coltano. Associazioni cittadine, volontari e insegnanti hanno dato la loro solidarietà alla comunità rom della Bigattiera attraverso una mozione dove si chiede al Comune di Pisa di ripristinare al più presto il servizio di scuolabus e fare in modo che il diritto allo studio non venga negato ai bambini del campo rom. Dal canto suo l’amministrazione comunale chiede alle famiglie rom di impegnarsi maggiormente nel mandare i figli a scuola. “I bambini non devono fare le spese dell’insolvenza di nessun adulto – afferma Maria Luisa Chiofalo, assessora comunale al Sociale e all’Istruzione – Il problema deve essere risolto entro settembre, per questo è stato aperto un tavolo con la Regione Toscana per gestire quella che per noi è un’emergenza”.

Lo scuolabus che non c’è più
Il servizio attuale prevede tre pulmini impegnati nel trasporto degli studenti provenienti dai campi rom di Coltano e Oratoio. Ma dal 2011 non è più previsto il collegamento con la Bigattiera: il Comune lo ha tagliato perché classifica il campo rom e i suoi abitanti come “abusivi”. Ma la storia appare più complessa. Di proprietà del Demanio l’area era stata data in concessione al Comune con un contratto di tre anni (dal 2007 al 2010) affinché fossero regolarizzate le posizioni abitative di 8 nuclei familiari. Circa 40 persone che, secondo il Comune, non potevano usufruire delle abitazioni consegnate alla comunità rom di Coltano nell’ambito del progetto per l’integrazione creato dalla municipalità pisana “Città Sottili”.

Allo scadere del triennio la concessione non è stata rinnovata e il numero degli abitanti del campo è cresciuto: ad oggi vivono alla Bigattiera 150 persone, un terzo sono bambini. “Per quanto riguarda le bimbe e i bimbi al campo non autorizzato della Bigattiera – si legge in una nota del Comune di Pisa – solo tre dei circa 50 appartengono a famiglie che sono residenti a Pisa e che contemporaneamente sono nel comprensorio della scuola scelta: a questi è stato regolarmente assegnato il servizio come in tutti gli altri casi cittadini (il regolamento approvato dal consiglio comunale prevede che le famiglie richiedenti debbano essere residenti a Pisa e coloro che scelgono la scuola fuori dal comprensorio di residenza vengono serviti solo a riempimento di scuolabus parzialmente pieni). Quella delle bimbe e dei bimbi del campo della Bigattiera, che lo scorso anno hanno avuto frequenze in larga prevalenza basse o nulle, assume dunque i contorni di un’emergenza”.

L’assessora Chiofalo assicura: “Città Sottili è un progetto che ha prodotto buoni risultati. I suoi limiti sono dovuti al fatto che non sempre c’è stata collaborazione da parte delle famiglie per il proprio inserimento sociale e lavorativo e soprattutto per l’impegno riguardo all’inserimento scolastico dei proprio figli. In ogni caso l’equazione scuolabus-scolarizzazione non esiste”. Peraltro, nel caso della Bigattiera, a causa della scarsa frequenza degli alunni i carabinieri hanno fatto scattare una denuncia per abbandono scolastico nei confronti dei genitori e questo ha scatenato l’indignazione di associazioni e volontari. Alcuni cittadini hanno deciso di presentare una mozione per il ripristino del servizio di scuolabus che sarà discussa dal consiglio comunale di Pisa nei prossimi giorni con il sostegno di alcuni gruppi consiliari.

Un campo senza acqua ed elettricità
Ma alla Bigattiera c’è un problema ancora più grave della mancanza dello scuolabus: mancano acqua ed elettricità. Di fatto si va avanti con i generatori e l’acqua corrente, anche se il sistema idrico è stato riallacciato all’autoclave, è scarsissima. Come fanno sapere dalla direzione della Società della Salute di Pisa entrambi i servizi sono stati tagliati nel 2012 in seguito alle segnalazioni della Protezione Civile e dei vigili del fuoco che avevano denunciato il deterioramento (anche a causa di manomissioni) e la pericolosità degli impianti. E anche in questo caso a farne le spese sono soprattutto i bambini.

Come spiega Milorad Petroski dell’Asifar, associazione per lo sviluppo interculturale dei rom: “I bambini hanno detto di vergognarsi quando sono in classe con i loro compagni perché sono sporchi, non possono lavarsi. Le madri stesse non vogliono che vadano a scuola in quelle condizioni e mi hanno anche detto che sarebbero disposte a farli andare a scuola a piedi se prima almeno potessero lavarli. Qui non c’è nemmeno la possibilità di avere un frigorigero e ogni volta che piove il campo si trasforma in un lago di fango”. Sara Cozzani, insegnante e presidente della sezione pisana di Opera Nomadi, aggiunge: “Come si fa a vivere senza luce e acqua? Questa è un’emergenza umanitaria. Il Comune insiste sull’autonomia delle famiglie ma in molti casi non è possibile. Oltre a mancare lo scuolabus i bambini sono costretti ad andare a scuola sporchi. E’ degradante ed in alcuni casi, anche se isolati, perfino le insegnanti hanno fatto degli apprezzamenti sull’odore dei bambini”.

Anche se di elettricità e scuolabus ancora non si parla, l’amministrazione comunale ha aperto un tavolo di confronto con la Regione Toscana per dare il via ad un micro finanziamento finalizzato alla scolarizzazione dei bimbi rom della Bigattiera che dovrebbe garantire la frequenza scolastica a settembre ma di deciso non c’è ancora niente. “Sono stato al campo della Bigattiera venti giorni fa – spiega l’assessore regionale al Sociale Salvatore Allocca – Queste persone vivono senza i mezzi minimi. La Regione deve occuparsi di tutti e non lasciare indietro nessuno. Per quanto riguarda il campo della Bigattiera stiamo pensando ad un progetto di finanziamento leggero”. Nel frattempo a pagare il prezzo più alto sono i bambini.