Polemica vibrante tra il presidente del Senato Pietro Grasso e il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Nicola Morra. Il parlamentare, durante il suo intervento a favore della mozione di sfiducia contro Alfano, menziona più volte il nome del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Non sono ammessi riferimenti al Capo dello Stato” – ammonisce Grasso – “Lasciamolo fuori da quest’Aula”. “Io penso che sia possibile fare delle riflessioni” – replica Morra – “Le facciamo a voce alta, per cui per noi tutto questo avviene in trasparenza. Se poi sbaglierò, dovranno essere i cittadini a valutare“. Il senatore M5S prosegue la sua dichiarazione di voto, chiedendo con toni durissimi le dimissioni di Alfano. “Ringrazio in particolare il senatore Berlusconi, che è qui presente” – puntualizza ironicamente – “ci onora della sua presenza e ci fa capire chi sia effettivamente a reggere questa maggioranza insieme al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano“. E, menzionando il caso di Josefa Idem, si rivolge al presidente del Consiglio: “Io ricordo, onorevole Letta, che per qualcosa, a nostro avviso, decisamente meno grave in un’ottica di difesa della dignità della persona, e qui in tanti si sono riempiti la bocca di dignità della persona, lei è intervenuto su un suo ministro, ormai ex, per indurla ad un comportamento ben diverso da quello che sta tenendo chi adesso le siede alla sua destra“. In conclusione del suo intervento, il parlamentare, insieme al suo gruppo, rende un tributo a Paolo Borsellino, ma ne sbaglia il nome, citando quello del fratello, Salvatore Borsellino. I senatori pentastellati si alzano in piedi, sventolando delle agende rosse per ricordarlo, ma vengono richiamati da Grasso, che commenta: “Queste cose non sono ammesse al Senato. Noi dobbiamo ricordare Paolo Borsellino. Non credo che Salvatore Borsellino sia ancora nelle condizioni di essere commemorato. Prego, eliminate le agende