Buonasera, sono Claudio Barbaro. Avrei da raccontarle un’esperienza vissuta in prima persona”. Riguardo a cosa? “Sa, in questi giorni Silvio Berlusconi vuol far credere di conoscere appena il presidente kazako. A me risulta esattamente il contrario, direi un’estrema confidenza”.

In particolare a cosa si riferisce?
Aspetti, mi faccia partire dall’inizio.

Prego.
Siamo nel 2009 e l’Italia è candidata per ospitare i Mondiali di basket. A Roma arriva il presidente della Federazione, un signore australiano molto serio, insieme a lui la commissione giudicante. Ad accoglierlo l’allora presidente del Coni Gianni Petrucci, il capo ufficio stampa Danilo Di Tommaso, Massimo Cilli e Rocco Crimi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport. Anche io sono tra loro. (Claudio Barbaro è politico e dirigente sportivo, presidente dell’Associazione sportiva italiana e deputato nella scorsa legislatura per il Pdl. Prima di seguire Gianfranco Fini in Futuro e libertà).

Situazione inquadrata. E quindi?
Tutti insieme andiamo a Palazzo Chigi: al terzo piano ci aspetta Silvio Berlusconi nel ruolo di premier.

Il massimo dell’ufficialità.
In teoria! Ero anche emozionato, la mia prima volta. Ha presente quanto sono belle e maestose quelle stanze? Incutono un certo timore reverenziale.

Superato l’emozione?
Il presidente si mostra affabile, cordiale, come solo lui riesce a essere. Ma i convenevoli istituzionali durano giusto un paio di minuti. Poi il patatrac.

Cosa, scusi?
Improvvisamente, e ancora non ho capito il motivo, inizia a raccontare del suo viaggio in Kazakistan, con un’enfasi particolare. Tutti noi iniziamo a guardarci perplessi, a scrutare le reazioni dell’australiano. A chiederci il perché. Inutile farlo, oramai era partito.

Verso dove?
Qui inizia il bello. Un Berlusconi irrefrenabile ci racconta: “Subito dopo l’incontro, Nazarbayev mi dice: “Silvio, questa sera sarai ospite nella mia dacia. Portati il pigiama”.

Proprio “il pigiama”?
Sì. E da quel momento si è lanciato in un dettagliatissimo reportage della nottata vissuta.

Qualche primizia?
Insieme a lui andarono Paolo Bonaiuti e Valentino Valentini, ci parlò di un inizio serata con musica dal vivo, tra canzoni italiane e kazake. Giusto una mezz’ora, per riscaldare l’ambiente. Fino a quando…

Siamo al momento delle donne?
Esatto. Ridendo, con fare ammiccante, raccontò di aver sentito un improvviso tintinnio metallico dietro le spalle: “Non potevo girarmi, non mi sembrava carino. Ma con la coda dell’occhio ho visto arrivare una trentina di ragazze belle, anzi bellissime e semi-nude. Vestite solo con degli oggetti metallici”, queste le sue parole.

Bunga bunga in terra straniera.
Non soddisfatto si volta verso l’ospite australiano e specifica: “Sa cosa mi disse Nazarbayev? ‘Silvio, scegli quella che vuoi’. E io: scusa Nursultan, ma la mia religione non ammette la poligamia”. E giù altre risate.

Sicuro non finisce qui.
Infatti. Così aggiunge di non aver più visto, per un po’ di tempo, sia Bonaiuti sia Valentini.

Dove erano andati?
Questo non lo so. E Berlusconi ha specificato di aver ritrovato il fido Paolo qualche ora dopo con gli occhiali storti e le lenti appannate. Non solo.

Ancora?
Tutto questo racconto è durato circa una mezz’ora ed è stato accompagnato da continue pacche amichevoli sulla cosce del presidente australiano.

Le reazioni dell’ospite?
Rigido. Immobile.

Come è finita?
Mah, senta, magari non è stato a causa di questo bizzarro incontro, ma sta di fatto che la Federazione di basket non ci ha assegnato i Mondiali.

da Il Fatto Quotidiano del 18 luglio 2013