La Repubblica Ceca accelera sul nucleare. Il neo ministro all’Ambiente Tomas Podivinsky ha espresso la chiara intenzione di completare quanto prima la costruzione del terzo e quarto reattore della centrale di Tamelin. Secondo il ministro non c’è altra fonte di energia che possa competere con il nucleare e il mercato di oggi sarebbe dopato dagli incentivi ingiustamente dati alle rinnovabili. Insomma, avanti tutta con la fusione dell’atomo. Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ČeskéNoviny, il ministro Podivinsky avrebbe espresso la chiara intenzione di andare avanti con la costruzione dei due nuovi reattori di Tamelin perché, secondo lui, con il nucleare non c’è confronto. “Per ottenere la stessa energia dal carbone, avremmo bisogno di un treno di 150 chilometri di carico” e “se pensiamo all’energia rinnovabile, come quella solare, avremmo bisogno di pannelli distesi su un’area grande come 50mila campi da calcio”. Poco importano le scorie radioattive e il pericolo di incidenti.

Podivinsky confessa di non conoscere ancora l’opinione degli altri ministri ma si dice sicuro che le sue idee sull’atomo sono molto simili a quelle del premier Jiri Rusnok, insediatosi il 25 giugno scorso dopo le dimissioni di Petr Nečas travolto dallo corruzione e spionaggio. Insomma se il governo di Rusnok ottenesse la fiducia da parte del parlamento, la strada verso i due nuovi reattori sarà tutta in discesa.

Si tratta della centrale nucleare di Tamelin, situata vicino all’omonimo paesino nel sud della Repubblica Ceca. Del suo ampliamento si è iniziato a parlare nel 2005, ma il progetto era stato congelato nel 2007 per la ferma opposizione del partito verde allora membro della coalizione di governo. Nel 2009 l’azienda proprietaria dell’impianto, la Čez Group, si era aggiudicata il permesso di costruzione di due nuovi reattori nucleare ad acqua pressurizzata, ma dopo il disastro di Fukushima tutto è stato ritardato al 2013 (l’ex premier Petr Nečas non aveva mai rinunciato al progetto). Proprio contro l’impianto di Tamelin, Greenpeace International ha a lungo battagliato per una serie di “difetti tecnici letali in caso d’incidente” che ne iscrivono i due reattori a pieno titolo nella lista dei più pericolosi d’Europa (secondo l’associazione, fatta da 6 centrali per un totale di 14 reattori). 

Ma gli affari sono affari. La costruzione di questi due nuovi reattori farebbe dell’impianto di Tamelin uno dei progetti infrastrutturali più grandi del Paese, con un costo stimato di circa 200-300 miliardi di corone ceche. Un buon affare anche per lo Stato, visto che ben i due terzi del Čez Group sono pubblici. Già in corso le negoziazioni per i lavori, con implicate anche la nippo-americana Westinghouse e il consorzio russo-ceco MIR1200Secondo le stime ufficiali i due nuovi reattori dovrebbero più che raddoppiare l’attuale produzione di 2000 megawatt di energia ed essere completamente operativi entro il 2025. Insomma, come direbbe il ministro Podivinsky, “non c’è paragone con le fonti rinnovabili”.

@AlessioPisano