“Un sacerdote molto coperto, molto protetto da un ambiente omertoso. Tutti sapevano, ma nessuno parlava. Era un personaggio chiacchierato da tempo”. L’avvocato Monica Gnesi punta il dito anche contro i superiori di don Gabriele Corsani, sacerdote vicino alla famiglia Berlusconi e già confessore dell’ex premier, condannato a 3 anni e 4 mesi per violenza sessuale dal giudice per l’udienza preliminare di Rimini Stefania Di Rienzo. Il pm, che aveva chiesto 6 anni di carcere, durante la requisitoria aveva parlato di “serialità” e infatti il gup ha trasmesso gli atti a Pavia perché proceda dopo la denuncia di uno studente della facoltà di Medicina di Pavia. Don Gabriele, economo del collegio salesiano della città lombarda e già celebrante ai funerali di Giorgio Gaber, ha insegnato anche religione all’Istituto Breda di Sesto San Giovanni. Il sospetto è che possa aver “circuito” altri giovani, magari anche minorenni ma che nessuno abbia voluto vedere questa sua propensione a baciare e ad accarezzare i ragazzini. Organizzava gite, insegnava ed era l’animatore di iniziative ma probabilmente per poter avvicinare sempre di più gli studenti

Il giudice lo ha riconosciuto colpevole di aver molestato sessualmente un giovane, all’epoca dei fatti, nel 2007, appena ventenne, in una camera d’albergo di Rimini dove il gruppo si trovava per un seminario, ma il legale di parte civile sostiene che l’avvicinamento al suo assistito sia avvenuto prima, quando aveva meno di 18 anni. L’inchiesta della Procura di Rimini nei riguardi del sacerdote, 44 anni, era partita il 5 luglio 2011, con la denuncia del ragazzo, che oramai 24enne aveva trovato il coraggio di raccontare tutto dopo cinque anni di tormenti e paura. “Sì perché sceglieva bene le sue vittime – prosegue l’avvocato – ragazzi con gravi problemi familiari, sensibili o timidi e che magari proprio per questo l’avrebbero protetto”. Il prete, che non ha mai partecipato al processo, durante la fase delle indagini preliminari ha negato tutto; anche di essere stato a Rimini dove  ha dichiarato di essere stato soltanto da bambino. Il magistrato gli ha anche inflitto l‘interdizione perpetua dai pubblici uffici

Secondo l’accusa, il sacerdote aveva attirato in una stanza l’ex allievo dell’istituto salesiano, proponendogli di dormire insieme per poi palpeggiarlo. Il ragazzo però non si era fermato ed era uscito dalla stanza. Nel corso delle indagini affidate ai carabinieri sarebbe emerso un altro episodio, raccontato ma non denunciato da un diciannovenne che, nel 2005, don Gabriele avrebbe tentato di baciare sulle labbra. Per l’episodio il prete è stato assolto, mentre per la violenza in camera d’albergo il giudice ha stabilito anche una provvisionale di 5.000 euro. Con la trasmissione degli atti a Pavia verrà aperta una nuova indagine: “Spero che altri ragazzi che non hanno ancora avuto il coraggio di denunciare lo trovino. Molto hanno paura e pensano che non saranno creduti” dice l’avvocato che non esclude anche una casa civile per ottenere un risarcimento.  

Don Corsani prima di questo episodio di cronaca giudiziaria era conosciuto per essere il primo sacerdote ad accorrere a casa di Rosa Bossi, madre di Silvio Berlusconi, alla notizia della sua morte nel febbraio 2008 a Milano. Un anno dopo il religioso aveva concelebrato ad Arcore la Messa funebre di Maria Antonietta Berlusconi, sorella dell’allora premier. Don Gabriele aveva conosciuto l’allora premier nel 2002: dai Salesiani l’ex presidente del Consiglio ha studiato e da allora è sempre rimasto legato all’ordine religioso. Tanto che nell’aprile del 2010 un gruppo di studenti universitari salesiani del Collegio Don Bosco di Pavia era stato in visita a Palazzo Chigi su invito del presidente del Consiglio e avevano assistito alle dichiarazioni alla stampa del premier con il collega libanese Saad Hariri al termine del loro incontro. Subito dopo, in un’affollatissima Sala dei Galeoni, Berlusconi ha portato Hariri, tenendolo sotto braccio, verso gli otto ragazzi accompagnati da don Gabriele Corsani per presentarglieli. ”Siamo salesiani – ha detto Berlusconi ad Hariri – una congregazione che si trova anche in Libano”.