Dopo il processo Mediaset, l’ineleggibilità. Al centro ci sono sempre guai giudiziari e conflitti d’interesse di Silvio Berlusconi e la spaccatura dentro al PdIl dramma sul voto per la sospensione dei lavori di Montecitorio è stata solo la prima puntata, evidentemente. La giunta per le elezioni, infatti, ha avviato la discussione generale sull’ineleggibilità di Berlusconi. E i democratici si presentano, come spesso è accaduto nelle ultime settimane, in ordine sparso. Da una parte il capogruppo alla Camera Roberto Speranza: “Secondo la legge del 1957 – ha dichiarato – Berlusconi non è ineleggibile quindi noi come sempre abbiamo fatto rispetteremo la legge”. Dall’altra l’ex magistrato e ora senatore democratico Felice Casson“Non mi risulta” che il Pd sia contrario a votare la ineleggibilità. “La questione – aggiunge – è già stata sollevata in giunta. Ora vedremo se ci saranno delle memorie difensive e la approfondiremo”. “Intanto – conclude – oggi cominciamo ed è importante che ci sia la relazione”.

La Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato ha avviato la discussione generale, con la relazione del senatore Andrea Augello, relativa ai ricorsi nella regione Molise, per cui il Cavaliere ha espresso l’opzione. Nel corso della seduta, ma di fatto nella fase finale perché stavano per riprendere i lavori d’Aula sulle riforme istituzionali, Felice Casson ha chiesto l’acquisizione degli atti del processo Mediaset. Il presidente Dario Stefano (Sel) ha espresso soddisfazione per il fatto che il calendario sia stato rispettato. “Purtroppo – ha aggiunto – il calendario d’aula, alla luce di quanto accaduto ieri (lo stop dei lavori chiesto dal Pdl, ndr) non ci ha consentito molti interventi”. Quanto alla richiesta di Casson, Stefano ha detto che “l’acquisizione degli atti avverrà alla fine della discussione generale. Ho detto che se arrivasse la sentenza della Cassazione, non avremmo nessuna difficoltà a lavorare anche in agosto. Ma parlavo per ipotesi, ogni commento opportuno andrà fatto in esito a decisione Cassazione che al momento non c’è”. 

Intanto i Cinque Stelle aprono un altro campo di battaglia: “Abbiamo chiesto l’acquisizione delle concessioni per cui Mediaset trasmette e ci è stato risposto da esponenti del partito-azienda che non ci sono concessioni da acquisire – ha detto il senatore Mario Giarrusso – Se la Guardia di Finanza dice che non ci sono concessioni e, quindi, c’è un soggetto che trasmette senza titoli è giusto che venga sanzionato, anche oscurato”. Secondo il senatore M5S “Mediaset non ha la concessione del governo per trasmettere e se questo risulterà vero noi ci rivolgeremo direttamente alla Guardia di Finanza per chiedere che venga oscurata”. Per Giarrusso, insomma, Berlusconi sarebbe “un abusivo” e di questo dovrebbe risponderne. “Chi ce lo ha detto? I rappresentanti del partito-azienda in Giunta”. 

“Ma il collega del M5S non ha capito niente – ribatte Giacomo Caliendo (Pdl) – perché evidentemente non conosce le leggi che disciplinano il settore. Dal 2005 in poi infatti non c’è più bisogno di un atto di autorizzazione specifico”. “Esiste il decreto legislativo n.177 del 2005 – spiega ancora Caliendo – grazie al quale non si rende più necessaria una concessione specifica da parte dello Stato. Per realtà economicamente rilevanti che svolgono una determinata attività, com’è appunto Mediaset c’è solo un’autorizzazione generale che però non si concretizza in un atto specifico come richiesto oggi da Felice Casson in Giunta per le Immunità. Ed è in questo senso che ho detto che un documento specifico da acquisire agli atti che dimostri come Mediaset sia un concessionario dello Stato non c’è. Ma si tratta di questioni complesse sulle quali si dovrebbe aprire un discorso serio, un ragionamento. Non è un tema da liquidare in 20 minuti…”. “Comunque – conclude l’ex sottosegretario alla Giustizia – spero che nelle prossime riunioni della Giunta ci sia più tempo per spiegare meglio ai colleghi Casson e Giarrusso come stiano davvero le cose..”.

“Con la legge che c’è non ci si può pronunciare a favore dell’ineleggibilità di Berlusconi. Ma questo è un mio pensiero. La legge va cambiata” sostiene Anna Finocchiaro (Pd) risponde alla domanda se esista o meno una linea del Pd. “Se arrivasse una sentenza definitiva di condanna con l’interdizione dai pubblici uffici il Parlamento non potrebbe che prenderne atto” risponde a chi le chiede come dovrebbe comportarsi il Senato nel caso in cui la Cassazione confermasse la sentenza di condanna nei confronti di Berlusconi. “La legge sull’ineleggibilità è del ’57, era quindi in vigore anche nel ’94 e all’indomani delle successive legislature. Sarebbe alquanto singolare se trovasse applicazione solo in questa occasione sotto la spinta di una strumentalizzazione politica” sostiene il responsabile del Forum Giustizia del Pd Danilo Leva nel corso della trasmissione Skytg24 Pomeriggio.