Dopo la bufera Ior arriva un raggio di sole sulla finanza vaticana. L’Autorità di informazione finanziaria della Santa Sede è stata ammessa nel Gruppo Egmont che riunisce le Unità di Informazione Finanziaria a livello globale. La notizia arriva dopo l’arresto di monsignor Nunzio Scarano, fino a un mese fa capocontabile dell’Amministrazione del patrimonio della sede apostolica e le dimissioni del direttore generale e del vicedirettore dell’Istituto per le Opere di Religione, Paolo Cipriani e Massimo Tulli. La “promozione” dell’Aif nel Gruppo Egmont arriva nonostante l’organismo vaticano non sia riuscito a individuare le operazioni messe in atto da “monsignor 500”, così è soprannominato Scarano per la sua grande disponibilità di banconote da grosso taglio, per far rientrare dalla Svizzera, a bordo di un jet privato, 20 milioni di euro, somma destinata agli armatori D’Amico. “La partecipazione al Gruppo Egmont – spiega una nota della sala stampa vaticana – rappresenta l’inserimento in una rete globale di Unità di Informazione Finanziaria e facilita lo scambio di informazioni per la lotta contro i crimini finanziari. Per la Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano ciò rappresenta un nuovo passo nella partecipazione a questo impegno internazionale”.

“L’ammissione dell’Aif al Gruppo Egmont – ha affermato il direttore dell’Autorità René Bruelhart  rappresenta il riconoscimento degli sforzi sistematici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano nell’identificare e combattere il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo. Il nostro inserimento in questa rete globale promuoverà ulteriormente la nostra capacità di contribuire alla lotta contro i crimini finanziari”. Il Gruppo Egmont è stato fondato nel 1995 e attualmente consiste delle Unità d’Informazione Finanziaria di oltre 130 Paesi. Esso costituisce il luogo appropriato per le Fius di tutto il mondo per lo scambio di informazioni e per il coordinamento della lotta contro il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo.

I conti della Santa Sede, comunque, sembrano essere ok. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha comunicato che il Consiglio di Cardinali per lo Studio dei Problemi Organizzativi ed Economici della Santa Sede, presieduta dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone , ha approvato un bilancio consuntivo consolidato per il 2012 con un utile di 2 milioni e 185.622 euro, grazie soprattutto al buon rendimento della gestione finanziaria. All’incontro è intervenuto anche Papa Francesco e ha ribadito “le finalità e l’utilità del consiglio e invitando a proseguire i periodici incontri”.

Tra i capitoli di spesa più impegnativi si annoverano quelli relativi al costo del personale che, al 31 dicembre 2012, contava 2.823 unità, ai mezzi di comunicazione sociali, considerati nel loro complesso e al pagamento delle nuove tasse che gravano sugli immobili (come l’Imu), risultate in aumento per 5 milioni rispetto al passato. Il consuntivo 2012 del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, “che comunque ha risentito del clima economico mondiale”, si è chiuso con un attivo di 23.079.800 euro, in aumento di più di un milione di euro rispetto a quello dell’anno precedente. Al 31 dicembre 2012 risultavano impiegate 1.936 persone.

L’Obolo di San Pietro, cioè le offerte dei fedeli a sostegno della carità del Papa, è passato da 69 milioni e 711.722 dollari del 2011 ai 65 milioni e 922.637 del 2012. Il contributo in base al canone 1271 del codice di diritto canonico, che corrisponde sostegno economico prestato dalle circoscrizioni ecclesiastiche di tutto mondo per il mantenimento del servizio che la Curia Romana presta alla Chiesa universale, è passato da oltre 32 milioni e 128mila dollari (2911) a 28 milioni e 303.239, con un calo dell’11,91%. Gli ulteriori contributi alla Santa Sede da parte degli istituti di vita consacrata, società di vita apostolica e fondazioni sono calati del 5% (da un milione e 194mila del 2011 a un milione e 133mila del 2012). Complessivamente, pertanto, vi è stato un decremento del 7,45% rispetto al totale, espresso in dollari USA, del 2011.

Lo Ior, come ogni anno, ha offerto al Papa una somma significativa a sostegno del suo ministero apostolico e di carità. Per l’esercizio 2012 si è trattato di 50 milioni di euro ai quali vanno aggiunti un milione per il Fondo Amazzonia, un milione e mezzo per il Fondo Pro orantibus (sostegno ai Monasteri di clausura), un altro milione e mezzo per il Fondo San Sergio (sostegno alle Chiesa dell’ex Unione Sovietica) e un milione per la Commissione per l’America Latina e altre elargizioni di minore entità.

“I cardinali – ha concluso padre Lombardi – hanno riflettuto sui dati di bilancio loro offerti constatando i positivi risultati raggiunti, e hanno incoraggiato la necessaria riforma finalizzata a ridurre i costi attraverso un’opera di semplificazione e razionalizzazione degli organismi esistenti, nonché una più attenta programmazione dell’attività di tutte le amministrazioni. I membri del consiglio hanno espresso profonda gratitudine per il sostegno dato, spesso in forma anonima, al ministero universale del Santo Padre, nonostante il momento di crisi economica, esortando a perseverare in tale opera di bene”.