Giornata di vittorie e sconfitte per il Movimento 5 Stelle. “Ecco chi ha votato contro i cittadini”. Il primo a comunicare la bocciatura al Senato della mozione del movimento per l’introduzione del reddito di cittadinanza è Beppe Grillo, che in un tweet  mostra una foto del tabellone elettronico di Palazzo Madama, con su scritto “Al Senato bocciato il reddito di cittadinanza. I responsabili? Pd, Pdl e Lega“. Il cinguettio del leader M5S rinvia a un post sul blog che svela i numeri del voto: con un “181 contro (Pd, Pdl, Scelta civica), 50 a favore (M5S, Sel). Astenuta Lega”.

Poi nel pomeriggio il Movimento ritrova il sorriso. L’Ufficio della presidenza della Camera ha stabilito che sia legittimo per il Movimento affidare la  comunicazione del gruppo alla Camera a personale indicato da Gianroberto Casaleggio o con legami con la Casaleggio associati. Questa volta ad essere bocciata è la questione posta da Beppe Fioroni, del Partito democratico e da Sergio Boccadutri, di Sel, che avevano chiesto una verifica che stabilisse se vietare l’utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla Camera, anche indirettamente a società amministrate, partecipate o controllate da soggetti che abbiano un ruolo politico all’interno dei partiti.

Ma l’ufficio di presidenza, secondo quanto si apprende, ha dichiarato la questione “non sussistente”, dal momento che le norme del regolamento assicurano un’adeguata trasparenza ed efficacia dei controlli. In base allo statuto del M5S la comunicazione del gruppo alla Camera viene affidata a uno ‘staff‘ che viene indicato dai vertici del partito, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.