Aspettando Godot l’Italia muore”. Beppe Grillo, con un nuovo post sul suo blog, cita Samuel Beckett per descrivere la situazione di un’Italia in stallo mentre avanza il pericolo default. “Bisogna agire al più presto con la ristrutturazione del debito – avverte l’ex comico genovese – Gli interessi chiesti dal mercato sui nostri titoli di Stato decennali sono aumentati del 10% nelle ultime due settimane. Lo spread è tornato a circa 300 punti, ai livelli di settembre del 2012, e il suo rialzo è appena iniziato perché il mercato dovrà digerire molte brutte notizie per l’Italia”. Insomma, la situazione non è buona. Per spiegare il problema nel dettaglio, Grillo nel suo post lo scorpora in quattro notizie. 

“La prima notizia. E’ ormai chiaro che la “droga” monetaria fornita dalla FED negli ultimi anni ad un ritmo di 85 miliardi di dollari al mese e di acquisti di titoli di Stato stampando moneta è finita” – avverte Grillo, con gravi conseguenze sulle economie di molti Paesi considerati “forti”. “Perché si dovrebbero comprare titoli di Stato italiano? – si chiede allora – L’Italia è vittima del suo ritardo perché non ha agito sul debito pubblico durante gli anni della politica monetaria favorevole degli Stati Uniti. E’ scontato che i rendimenti dei titoli di Stato di molti Paesi ripartiranno rendendo di difficile collocazione i nostri titoli”.

Poi la seconda notizia: anche nei mercati emergenti, l’economia sta rallentando e il risultato sarà “un’ulteriore concorrenza per i nostri titoli”.

Nella “terza notizia” Grillo annuncia che “tutta la periferia d’Europa porta pessime nuove per l’Italia. “Mentre l’Italia sta decidendo il da farsi con annunci propagandistici – spiega il post –  gli altri Paesi non solo hanno chiesto aiuti, ma stanno già rinegoziando le condizioni di tali aiuti, in sostanza la ristrutturazione del loro debito. Ristrutturare il debito, quindi deprezzare i nostri titoli di Stato e farlo ora, il più presto possibile, per l’Italia significa scaricare il 35% delle perdite all’estero. Attendere che tutto il debito sia in mano italiana, facendolo comprare alle nostre banche, prima di ristrutturarlo vuol dire fare un enorme favore alla Germania e alla Francia che ne posseggono una gran parte, non certo agli Italiani che si troverebbero – avverte Grillo –  a sostenere tutte le perdite, esattamente come successo ai greci”.

Infine la quarta notizia: “Quando lo stanziamento di 60 miliardi di euro per ripulire i bilanci delle banche sembrava acquisito con l’Unione bancaria, i partner europei si sono arenati. La Germania pretende che prima di attingere al salvadanaio europeo ogni governo contribuisca con il 20% del costo e le banche delle singole nazioni aumentino il patrimonio con la conversione di strumenti di debito in titoli propri o la imposizione di perdite che potrebbero includere i depositi bancari. Se ipotizziamo 20 miliardi di euro per “ripulire” le banche italiane, arrivate a 140 miliardi di euro di sofferenze (ndr; crediti difficilmente o non esigibili), significa che la metà dovrà metterla l’Italia tra governo centrale e privati”.

Insomma, conclude Grillo, “aspettando Godot, l’Italia avrà come unico risultato l’aumento del costo del suo salvataggio che sarà fatto interamente sulla pelle dei cittadini. Come? E’ quello che stanno decidendo. Se con una mega patrimoniale, con un’ulteriore austerity o mettendo le mani sui depositi bancari”. E attacca l’esecutivo: “Chi è responsabile al governo di una strategia così miope? C’è qualcuno a Palazzo Chigi? Il tempo è una risorsa preziosissima che si sta lasciando trascorrere senza agire. Questo atteggiamento non farà altro che aumentare il costo che la crisi presenterà agli italiani. Le stime dei conti pubblici del Governo prevedono una crescita negativa del PIL di meno 1,3% per il 2013. In realtà nella prima metà del 2013 l’Italia ha viaggiato a meno 2,4% ed è probabile che si chiuda l’anno con meno 3%. Qualcuno sano di mente può credere che l’Italia possa crescere dell’1% nella seconda metà del 2013 come prevedono Letta&Alfano?”

In conclusione: “L’Italia è avviata verso una manovra di aggiustamento dei conti pubblici di almeno 20 miliardi (che potrebbero raddoppiare) dopo l’estate. Altro che permesso dell’Europa di sforare il 3% di deficit. Altro che rinvio dell’IMU. Aspettando Godot l’Italia muore”.