Nella gara a chi scrive i post più razzisti sui social network, dopo le performance della Lega Nord si è iscritto anche il Pd, grazie a Caterina Marini: consigliera della Circoscrizione Centro, ex portavoce del segretario della federazione pratese del Pd Ilaria Bugetti, e ora renziana di ferro. Qualche giorno fa la Marini ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post dove, senza tanti giri di parole, ha dato sfogo ai suoi peggiori istinti dopo un furto subito da uno dei suoi familiari: “La telefonata di mia sorella mi ha lasciato senza parole: mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia in casa con un ladro…. Che città di merda è questa… Extracomunitari ladri stronzi dovete morire subito”. E poi, tra le risposte di amici e parenti preoccupati e di cittadini oltraggiati dalle sue dichiarazioni, ha rincarato la dose: “Era un magrebino. Agile come un gatto. E datemi di razzista non me ne frega un cazzo. La gente ha solo discorsi”.
 
Il post è stato subito rimosso, ma la rete ha memoria, e lo screenshot con la sua performance è stato salvato ed è ora disponibile. Il segretario provinciale del Pd Ilaria Bugetti ha subito dichiarato: “Con quelle dichiarazioni Caterina Marini è di fatto fuori dal Partito democratico, perché violano chiaramente i nostri principi fondanti che da sempre si rispecchiano nell’anti-razzismo, nella non-violenza e nel rispetto della convivenza. Tali affermazioni hanno giustamente colpito la sensibilità delle forze politiche, associative e civili che tutti i giorni lavorano a quell’idea d’integrazione irrinunciabile in una moderna ed evoluta società”. E per la Marini è già stata chiesta l’apertura di un procedimento disciplinare presso la commissione di garanzia, l’anticamera dell’espulsione.
 
Non è la prima volta che un esponente del Pd finisce nella bufera per avere postato commenti razzisti su un social network, solo il mese scorso Cristiana Alicata, membro della direzione regionale del Pd Lazio (e anche lei vicina al sindaco di Firenze Matteo Renzi) aveva accusato i Rom in fila per votare alle primarie di farlo per denaro, e le sue scuse furono la classica toppa peggiore del buco. Ma la Marini è andata oltre, e dopo il danno dell’espulsione è arrivata addirittura la beffa del rimbrotto ufficiale dell’europarlamentare leghista Claudio Morganti, “Marini avrà scritto quel post in un momento di rabbia, ma la morte non si augura a nessuno”, il cui collega di partito della medesima circoscrizione di Prato Emilio Paradiso solo il mese scorso definì il ministro per l’integrazione Cecile Kyenge “nero di seppia”.
Per non parlare, rimanendo solo alle ultime della Lega Nord, di Dolores Valandro, consigliere di quartiere di Padova che su Facebook ha scritto, sempre a proposito dello ministro dell’integrazione ““Ma mai nessuno che la stupri così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna!”. E per questo è stata espulsa. O dell’esponente leghista di Monza, Anna Giulia Giovacchini, che ha scritto “Quindi le gabbie per i tonni non solo uccidono i poveri pesci, ma danneggiano direttamente anche gli italiani, vegetariani o onnivori! Un motivo in più per non mangiare tonno!”. Evidentemente i social network, con questo caldo, vanno maneggiati con cautela. A destra come a sinistra.