Berlusconi dice avanti tutta e via l’Imu. La risposta del governo non sembra quella desiderata, però. In particolare, oltre ai dubbi sulla fattibilità del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, c’è il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato che ripete quello che già aveva detto alla Confcommercio, raccogliendo una selva di fischi: “Non è che non voglio bloccare l’aumento dell’Iva – dichiara a Repubblica – Dico che è molto difficile trovare le coperture, visto il poco tempo a disposizione. Comunque Saccomanni è impegnato a farlo, e mi auguro davvero che ci riesca. Speriamo nel miracolo”. E insiste: “Auspico che si possa bloccare l’aumento dell’Iva, introdotto dal governo Berlusconi in un momento di estrema gravità, ma sono allo stesso tempo preoccupato per le risorse. E penso che gli italiani vogliano sentirsi dire la verità”. Parole che fanno indispettire ancora una volta il Pdl che ha trovato nell’ex sindaco di Padova il principale ostacolo al quieto vivere dell’esecutivo: “Perché Zanonato, invece di rilasciare interviste distruttive a Repubblica non si correla e non lavora insieme in modo costruttivo a Stefano Fassina e a Renato Brunetta? – chiede Cicchitto – Non abbiamo ancora capito se Zanonato è un gaffeur o un killer”. Il riferimento è all’inedito asse dai due esponenti – quasi sempre ai poli diametralmente opposti su qualsiasi tema – che potrebbero aver trovato la soluzione alla questione Iva e Imu nello stanziamento di altri 15 miliardi di euro da aggiungere ai 40 miliardi già messi sul piatto dal governo per pagare i debiti commerciali della pubblica amministrazione. Se si pagano fatture per 15 miliardi, lo Stato incasserebbe circa 3 miliardi di Iva.

Inutile aggiungere che è pronto a replicare a Zanonato il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta che già aveva intimato a Saccomanni di fare silenzio perché è un tecnico e ora invita il ministro per lo Sviluppo a “stare sereno” e pensare “alle cose serie e di cui è più competente”. “Per l’Iva – spiega Brunetta – basta trovare 2 miliardi per il 2013 e risolvere in modo strutturale il problema con la prossima legge di stabilità, che il governo dovrà presentare al Parlamento entro il mese di ottobre. Dal 2014, infatti, i margini a disposizione sono maggiori. Su come fare le possibilità sono diverse, per esempio un piccolo taglio sulla spesa corrente (meno dello 0,3%) oppure l’aumento delle imposte su prodotti più nocivi, come le sigarette elettroniche (oggi free) o le accise sui superalcolici. O un mix di entrambi i provvedimenti”. “A questi temi – aggiunge – dovrebbe appassionarsi il ministro, invece di dire cose che non rispondono al vero. L’aumento dell’Iva, infatti, non fu disposto dal decreto 98 del 2011, varato dal governo Berlusconi, che ipotizzava altro (una semplice clausola di salvaguardia nel caso non si fossero realizzati i tagli previsti su agevolazioni ed esenzioni fiscali); bensì dal decreto 201 del 2011, il cosiddetto ‘Salva Italia’, di montiana memoria”.

E’ ancora più chiara la senatrice Anna Maria Bernini, portavoce vicario del Pdl secondo la quale “le parole di Zanonato sull’Iva sono gravi, del tutto inopportune e, considerato che non si tratta di una voce dal sen fuggita ma di una posizione tignosamente reiterata, rappresentano un’irresponsabile tentativo di destabilizzazione del governo”. Maurizio Gasparrisi chiede: “Per conto di chi parla Zanonato? E’veramente incredibile la sua posizione in totale contrasto con quella del governo”. Perfino due senatori democratici (di area renziana) protestano: “Il governo è al lavoro per rinviare l’aumento dell’Iva di qualche mese. E’ davvero incomprensibile la posizione di chi vuole essere più realista del re – dichiarano Mauro Del Barba e Stefano Collina – Sfugge la ratio per la quale poi un esponente del Pd debba intestarsi la posizione più rigida, lasciando campo alle rivendicazioni dei ministri del Pdl”. Nel frattempo Roberto Maroni e l’intera Lega vanno all’attacco di Brunetta: “Sull’Imu tutte bugie”.

Cerca di dare un equilibrio alla situazione proprio il ministro Saccomanni: “Abbiamo bisogno del tempo necessario per adottare misure fiscali ragionate e ragionevoli” dice a proposito dell’Iva. E lo stesso Zanonato precisa di auspicare, certo, “che si possa bloccare l’aumento dell’Iva”, pur “nella consapevolezza della difficoltà di trovare coperture adeguate in tempi stretti”. Anche perché nel frattempo i suoi viceministri parlano quasi in coro. Da una parte Antonio Catricalà: “evitare l’aumento dell’Iva “è tra le priorità del Governo – dice – C’è un problema di risorse e un programma di governo da rispettare. Vedremo come i ministri economici riusciranno a sciogliere questo nodo”. Dall’altra Carlo Calenda (in quota Scelta Civica): “L’idea di tutto il governo è abbassare la pressione fiscale – conferma – soprattutto quando colpisce e le imprese e i consumatori”. 

Ma che aumento dell’Iva e abolizione dell’Imu non siano proprio in cima ai pensieri di tutti i ministri del governo Letta lo fa capire un’altra intervista, questa volta al Corriere della Sera, di Dario Franceschini: dopo il decreto del fare, dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento, ”in cima a tutto c’è da affrontare la disoccupazione giovanile. Per me, prima di Imu e Iva. Una grande operazione di defiscalizzazione per i nuovi assunti, su tutto il territorio nazionale”. 

Sullo sfondo, poi, tra mezze smentite e mezze conferme c’è la situazione in divenire all’interno dei gruppi parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Il Pdl teme risvolti inaspettati (e le parole di Berlusconi vanno proprio in questa direzione, per evitare subito eventuali colpi di testa). Giusto domenica il capogruppo del Pdl Renato Schifani si era detto preoccupato “per quel che succede nel Partito democratico, voci di trasversalismi e di ribaltoni nei confronti di questo esecutivo. Tutto questo non va. Gli italiani hanno bisogno di un governo stabile, che affronti e risolva i loro problemi. E noi del Popolo della libertà vogliamo questo”. Dal governo i ministri democratici abbozzano una smentita. Zanonato sottolinea che “questo governo deve andare avanti. Franceschini precisa che non c’è stata “nessuna bordata da Bersani” per Letta, ma “solo una constatazione oggettiva. Le difficoltà nel Movimento 5 Stelle – spiega – sono sotto gli occhi di tutti, e può essere che un’altra maggioranza diventi numericamente possibile. In questo momento nessuno sembra voler andare alle elezioni e, siccome credo alle parole dette, tutti sostengono il governo, da Renzi a Berlusconi”.