Il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e l’imminente aumento dell’Iva finiscono al centro del nuovo, scivolosissimo, scontro tra le forze politiche e rischiano di fare la fine del più classico capro espiatorio in pieno risveglio di Forza Italia

”Le continue esternazioni del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, si commentano da sole. In contraddizione con gli impegni programmatici del presidente del Consiglio, Enrico Letta, sui quali il governo ha ottenuto la fiducia. In contraddizione con le affermazioni del ministro dell’Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, oggi al Senato”, ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, a proposito delle ultime dichiarazioni di Zanonato sull’inevitabilità del balzello.

“L’unica cosa giusta che il ministro dice è che la decisione sull’aumento o meno dell’Iva non è sua competenza. Ecco, appunto, se ne faccia una ragione. E la smetta di produrre incertezza e dannosa confusione: non è un atteggiamento intelligente”, ha concluso Brunetta.

Linea analoga, se non più minacciosa, per il presidente della commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto: “Francamente non si capisce proprio chi ha deciso l’aumento di un punto di Iva cosi come ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Zanonato a Porta a Porta. Francamente Zanonato va messo in condizione di non nuocere agli altri e anche a se stesso”. 

”A raccontare una cosa che oggi risulta impossibile si fa presto, ma poi diventa difficile”. Aveva detto Zanonato a Porta a porta confermando che tra 16 giorni avremo l’Iva maggiorata di un punto, al 22%: “Sì, senza che il governo faccia nulla”.

“Non siamo nella possibilità di fare cose miracolose”, aveva aggiunto. “La mia linea è la stessa di Saccomanni. Ma le cose che dico io danno conto realisticamente della situazione: dobbiamo fare un discorso di verità. Brunetta e Schifani sono degli ottimisti della volontà – ha proseguito il ministro commentando le affermazioni dei due esponenti del Pdl – ma io devo avere il pessimismo dell’intelligenza”.

I fischi della platea della Confcommercio, insomma, non hanno cambiato le cose. “Mi piacerebbe essere qua a dirvi che l’Iva non aumenta, vorrei ma non lo posso fare”, aveva detto il ministro mercoledì ai commercianti riuniti a Milano sollevando un’ondata inarrestabile di fischi e mugugni che lo aveva costretto a interrompersi.

“Figuratevi quando mi piacerebbe potervelo dire… spieghiamoci su queste cose… la volontà di farlo resta, ed è forte, ma non posso dire che siamo in grado di farlo. Si tratta di una decisione che non è stata presa dal mio governo, e il corrispondente incremento di gettito è già all’interno del bilancio dello Stato”, aveva continuato.

A gettare acqua sul fuoco era invece stato il vicepremier Angelino Alfano: “Stiamo lavorando per trovare i soldi per evitare l’aumento dell’Iva. Sarà faticoso ma il governo sta lavorando a cominciare dal ministro dell’Economia Saccomanni”.  Mentre Renato Brunetta ne ha subito approfittato per alzare la pressione sul governo Letta in linea con i lavori in corso nel suo partito per un rilancio immediato dell’azione politica del Pdl sotto le resuscitate insegne di Forza Italia.

“Capisco i fischi della Confcommercio a Zanonato. I governi servono per governare e non per testimoniare l’impotenza, o per produrre incertezza”, aveva detto il presidente dei deputati Pdl secondo il quale per non aumentare l’Iva il primo luglio servono meno di 2 miliardi “ed è possibile trovare copertura. Per i 4 miliardi per il 2014, si vedrà”.

Assicurazioni anche dal ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi: “Iva e Imu sono un punto prioritario”. Compatto tutto il fronte Pdl nel contrastare lo scatto dell’aliquota. “Bene Sangalli, incalzeremo il governo”, aveva promesso Renato Schifani mentre in uno studio con Cer, Confcommercio snocciolava dati: “L’aumento dell’Iva determinerebbe pronunciati effetti regressivi. Sostituire una minore Irpef con una maggiore Iva penalizzerebbe le famiglie con perdite fra 200 e 50 euro per nucleo”.

La linea di Zanonato, in ogni caso, non è molto diversa da quella del ministro del Tesoro che in giornata ha detto al Senato che “la situazione mostra dei segni che non sono precisamente incoraggianti, c’è un quadro peggiore, non solo una decrescita ancora seria, ma anche dati negativi per quanto riguardano il gettito delle imposte e anche dell’Iva”. Con un’unica apertura. Per il blocco dell’aumento dell’Iva, secondo Saccomanni, “c’è un ventaglio possibilità”, tra cui anche la sospensione dell’aumento per tre mesi dell’aliquota, “che implica la necessità di trovare 2 miliardi e comporterà di reperire 4 miliardi per ciascuno degli anni successivi”.

Eppure secondo il presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani tra le due posizioni non c’è coerenza. “Il ministro Zanonato si coordini con il collega Saccomanni. Mentre il responsabile dell’Economia dichiara in Senato che è allo studio ogni soluzione, quello dello Sviluppo Economico afferma che è praticamente impossibile evitare l’aumento dell’Iva. Zanonato non allarmi gli italiani, tanto più che le sue dichiarazioni sono lesive e controproducenti per la ripresa dei consumi”, ha detto l’ex presidente del Senato.