Vi raccontiamo la decisione presa dalla Corte d’Appello di Torino che nel processo Eternit ha condannato l’imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny a 18 anni per disastro doloso e omissione di cautele antinfortunistiche. Si tratta di due anni in più rispetto al primo grado. I giudici hanno esteso la responsabilità dell’imputato anche agli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia). La multinazionale dell’amianto è stata riconosciuta colpevole di aver provocato circa 3.000 vittime tra morti e malati di mesotelioma pleurico e asbestosi, nei 4 stabilimenti italiani di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Ammontano, rispettivamente, a 30,9 milioni di euro e 20 milioni di euro i risarcimenti riconosciuti al Comune di Casale Monferrato e alla Regione Piemonte. Sul fronte della politica si parla di riforme istituzionali. I partiti devono fare il punto sul percorso da seguire per l’avvio del processo mentre infiamma il dibattito sul presidenzialismo, che sta animando e dividendo anche la maggioranza stessa. Il Pdl dice sì compatto ai cambiamenti che rendano l’elezione del presidente della Repubblica diretta. Il Pd si divide. Il M5S, invece, si dice fermamente contraria con l’attacco senza mezzi termini sferrato da Beppe Grillo a Napolitano. Poi, per la corsa alle amministrative che vedrà il 9 e 10 giugno il ballottaggio per la poltrona di sindaco di Roma, vi spieghiamo cosa sta succedendo nel Pdl con i rapporti freddi tra Silvio Berlusconi e Gianni Alemanno. Ci vediamo ‘In edicola’: ogni sera le anticipazioni su ilfattoquotidiano.it (riprese e montaggio Samuele Orini e Paolo Dimalio).
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