Alle 10.30 del mattino, secondo gli organizzatori sono già 30mila, i partecipanti alla ‘Marcia nazionale per la vita’ partita poco prima dal Colosseo in direzione Castel Sant’Angelo. A prenderne parte istituti religiosi, parrocchie e associazioni laicali pro-life. Ma è soprattutto Papa Bergoglio a sostenere l’iniziativa invitando i partecipanti a firmare l’appello europeo ‘Uno di noi’, per “garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza” (leggi). 

In testa al corteo, dietro lo striscione con su scritto ‘Marcia nazionale per la vita‘ anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “E’ un segnale di grande sensibilità questa manifestazione – ha detto – perché al Colosseo si manifesta contro la pena di morte e quindi non si può non dire ‘no’ alla strage degli innocenti”. Ma la presenza del primo cittadino al corteo pro-life non viene gradita dal candidato sindaco del centrosinistra Ignazio Marino che accusa Alemanno di “strumentalizzare l’evento a fini elettorali”. 

Tra i partecipanti alla Marcia, informano in una nota gli organizzatori, il cardinale Burke e numerosi parlamentari, tra cui Maurizio Sacconi, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi. Prima della partenza della camminata dal Colosseo a Castel Sant’Angelo ha preso la parola la portavoce della marcia, Virginia Coda Nunziante che ha ricordato “come la lotta a favore della vita è anche a difesa dell’intera società, sottoposta a un’enorme e spaventosa crisi valoriale”. Sono poi intervenuti i vari rappresentanti delle delegazioni straniere, tra cui Jeanne Monahan, presidente della ‘March for life di Washington’. Tutti hanno ribadito l’importanza di lottare in tutto il mondo contro l’aborto “in spirito di unità”.

“Partecipo alla marcia per la vita per ribadire una chiara scelta di campo. Difendere la vita dal concepimento al suo termine naturale è un dovere delle istituzioni a ogni livello. Così come lo è il sostegno alla famiglia, attraverso politiche sociali, economiche e fiscali – spiega Maurizio Gasparri, vicepresidente Pdl del Senato – In un momento di grande incertezza  una iniziativa come questa di Roma assume un significato ancora più importante”. 

A sfilare nella Capitale oggi non solo i pro-life. Studenti e collettivi femministi hanno ricordato o in Campo de’ fiori  Giorgiana Masi, uccisa da un proiettile delle forze dell’ordine, il 12 maggio 1977, in un corteo che celebrava la vittoria del referendum per il divorzio.