A oltre due settimane dalla nascita del governo di Enrico Letta, non è ancora chiaro il modo in cui il nuovo esecutivo punta a finanziare le ambiziose promesse. I soldi per rispettare gli impegni presi su Imu e cassa integrazione? “Si troveranno”, ha detto il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni a conclusione del G7 finanziario in Inghilterra, con una risposta tutt’altro che rassicurante. “L’impegno politico è stato preso”, ha spiegato, “si tratta adesso di redigere il testo normativo con i dettagli”.

Il neo ministro ha dichiarato che il decreto legge per la sospensione della rata di giugno sulla prima casa e i primi stanziamenti per la cassa integrazione in deroga sarà al centro del ritiro dei ministri del governo nell’abbazia toscana. Il decreto, secondo quanto emerso al termine del vertice di maggioranza tenuto a Palazzo Chigi dopo il primo esame ai provvedimenti svolto giovedì sera dal Consiglio dei ministri, sarà varato a metà della settimana prossima.

E i sindacati, intanto, avvertono che le risorse non andranno cercate all’interno dei fondi del lavoro come quelli per il salario di produttività. “Non può essere – dice il segretario generale Cgil, Susanna Camusso – che per finanziare la cassa integrazione il governo pensi a recuperare le risorse da altre voci che riguardano il lavoro. Sia chiaro: così non ci stiamo”. Non migliorano di certo il quadro i dati pubblicati questa mattina dall’Inps, che mostrano un ulteriore passo indietro sul fronte del lavoro. Il solo mese di aprile ha messo a segno circa 100 milioni di ore di Cig, con un trend che mira a sfondare il tetto del miliardo di ore anche per il 2013. 

Al centro del G7 finanziario, da cui è intervenuto Saccomanni, c’è stato il tema dell’equilibrio tra austerity e crescita, in linea con l’appello lanciato dagli Stati Uniti: ”Con gli europei siamo impegnati a trovare un maggior equilibrio tra austerity e crescita. Ma l’Europa deve fare meglio”, ha detto il segretario al Tesoro americano, Jack Lew. E il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble, ha aggiunto: ”E’ importante che le politiche economiche trovino un equilibrio tra rigore e crescita”.

Mentre per la chiusura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, ha spiegato il ministro dell’Economia, l’Unione europea ha bisogno di “informazioni sul piano della stabilizzazione e sul piano delle riforme”. “Vogliono atti pubblici”, ha proseguito, “e questi sono stati la fiducia al governo; il voto favorevole di entrambe le Camere sul Def e poi ci sarà il decreto del governo. Le leggi in questo caso sono il contesto istituzionale in cui ci si muove”.