Il governo delle larghe intese aiuterà Silvio Berlusconi – di fatto vincitore della partita post-elettorale, sulle macerie del Pd – a raggiungere il suo obiettivo di sempre, cioé l’annullamento dei processi anche e nonostante la condanna in appello nel processo Mediaset? Molti lo temono, altri lo auspicano, anche tra elettori e attivisti di centrosinistra. Lo ha verificato ‘Uomo da marciapiede’ il primo maggio, a Milano, dialogando con i manifestanti lungo il corteo della Festa del Lavoro. Per la base del Pd andare al governo con B. è un rospo davvero indigeribile, un dramma difficile da rielaborare dando la colpa a Grillo o sperando che la parentesi sia breve. Ma ci sono anche coloro che non ne possono più di vedere la scena pubblica condizionata dall’imputato che per salvare se stesso fa imbastire leggine mentre minaccia sfracelli. Che sia arrivato il tempo anche per gli elettori di centrosinistra della cosiddetta “pacificazione del Paese” – questa è la provocazione che rivolgiamo a voi lettori – una “pacificazione” che non può che avere come suggello il salvacondotto giudiziario, in una forma o nell’altra, per Silvio Berlusconi? “Tanto quello lo salvano sempre”, dice in piazza un elettore di sinistra ormai rassegnato al peggio. “Ormai è un uomo di 77 anni, inutile accanirsi”; aggiunge un altro. Non manca il militante renziano, che ricorda che “in questi anni l’antiberlusconismo ci ha fatto perdere, Berlusconi va abbattuto politicamente, non nei tribunali”. E voi come la pensate? Dite la vostra nei commenti e votando la risposta che vi convince di più  di Piero Ricca, riprese e montaggio di Ricky Farina