Paolo Romani, Anna Maria Bernini, Daniele Capezzone del Pdl, Anna Finocchiaro e Francesco Boccia del Pd o Giancarlo Giorgetti della Lega. Al puzzle manca ancora qualche tassello. Dopo la nomina di viceministri e sottosegretari, rimane aperta solo la partita delle presidenze delle commissioni parlamentari. Il tempo stringe, l’appuntamento è fissato per martedì, ma i partiti sono già al lavoro per costruire gli equilibri. A quanto apprende l’Adnkronos, il senatore Romani, molto vicino a Silvio Berlusconi, è un nome possibile per la presidenza della commissione Lavori pubblici e comunicazioni e quella dell’Industria al Senato, mentre per le Politiche comunitarie, sempre a Palazzo Madama, potrebbe essere Anna Maria Bernini.

A contendersi l’ambita poltrona delle Attività produttive di Montecitorio, una rosa di tre parlamentari: Giancarlo Galan, Ignazio Abrignani e Daniele Capezzone. Ma a recuperare terreno è anche uno dei candidati alle primarie del centrosinistra, Bruno Tabacci. Per il bilancio, alla Camera, quello che ricorre maggiormente è  il nome di Francesco Boccia (Pd), mentre al Senato in pole viene dato Antonio Azzollini. A Montecitorio, però, rimane in dubbio Giancarlo Giorgetti. La Lega potrebbe esser presente nonostante si sia dichiarata all’opposizione del governo Letta, ma a quel punto la presidenza della commissione Bilancio al Senato spetterebbe al Pd.

Poi Affari costituzionali e la Giustizia. Per l’ultima il Pdl avrebbe prenotato il posto al Senato per l’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma. Il tutto bilanciato con Donatella Ferranti del Parito democratico alla Camera. Stesso discorso per la prima commissione: al Senato da tempo viene indicata come sicura Anna Finocchiaro, con un Pdl alla Camera. Poi c’è Laura Ravetto. Esclusa dalle nomine dei sottosegretari, l’esponente del Pdl potrebbe sedere sulla poltrona di una commissione di peso a Montecitorio. 

Poi ci sono le commissioni di controllo. Lì in campo ci sono M5s e Sel, che si contendono il Copasir. E poi rimane la Vigilanza Rai, posto molto ambito dal Movimento 5 stelle.