I disagi, le disavventure, i malfunzionamenti e i ritardi che rendono gli spostamenti di ogni giorno un’impresa da affrontare con una buona dose di pazienza. Ma anche le storie, gli incontri e le emozioni impreviste che si dipanano lungo i chilometri percorsi da treni, corriere e altri mezzi di trasporto che quotidianamente si trasformano in veri “luoghi viaggianti” per portare da una città all’altra tantissime persone. All’universo dei pendolari, degli oltre 10 milioni di italiani che viaggiano per motivi di studio o lavoro, è dedicato “Pendolibro”, un esperimento editoriale 2.0 mirante a fare emergere gli aspetti nascosti e sorprendenti di questo fenomeno. Ma di cosa si tratta? «Quello che vogliamo creare è un “open e-book” – spiega Saro Trovato, sociologo, mood maker e fondatore di Libreriamo, il social book magazine per la promozione dei libri e della cultura che ha lanciato l’iniziativa – raccogliendo le esperienze dirette dei pendolari sotto forma di racconti e realizzando un’opera condivisa e condivisibile da tutti gratuitamente». Concretamente ciò significa che ogni pendolare può inviare il proprio racconto sull’argomento compilando un apposito form online: «Il progetto è stato lanciato lo scorso 17 aprile e la raccolta dei testi continuerà fino alla fine di giugno 2013. Il materiale sarà letto e valutato da una giuria composta da blogger e critici letterari che selezionerà i migliori lavori andando a comporre l’opera che speriamo di rendere disponibile già tra luglio e settembre». L’open e-book sarà scaricabile gratuitamente dal sito di Libreriamo e utilizzabile con tutte le principali piattaforme di reader.

«L’idea di “Pendolibro” – prosegue Trovato – è nata da una duplice considerazione. Innanzitutto dall’osservazione concreta di un fenomeno sociale di grande rilevanza che coinvolge milioni di persone, e in secondo luogo dal fatto che in Italia c’è un grande desiderio di scrivere. Con questo e-book diamo sfogo a questa aspirazione e speriamo di incoraggiare anche la lettura». Con la leggerezza e il sorriso tanto necessari in tempi difficili come questi: «Speriamo che sia un modo per trasformare i disagi di ogni giorno in “avventure” piacevoli da raccontare. Condividendo situazioni personali che nell’immediato possono portare a sentimenti di rabbia o frustrazione, e leggendo con occhio interessato quelle simili di altri, vogliamo tramutare la negatività in una proposta positiva contribuendo a un rasserenamento e a un abbassamento dei toni di cui il Paese ha bisogno anche nelle piccole cose».

Un’iniziativa che mira a diventare un appuntamento annuale e magari a trasformarsi anche in un volume cartaceo, perfettamente in linea con la filosofia di Libreriamo, progetto non profit nato un anno fa con un obiettivo ambizioso e capace di creare una community con numeri importanti, come i 15mila fan sulla pagina Facebook e gli oltre 1.800 follower su Twitter: «In Italia si legge troppo poco. Noi vogliamo portare la cultura fuori dai tradizionali “luoghi chiusi” in cui si nasconde e metterla a disposizione di tutti su una piazza virtuale, sfruttando i nuovi linguaggi della Rete e proponendo un innovativo modello di comunicazione sull’argomento che superi i condizionamenti tipici del settore».

di Paolo Scandale

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