“L’emergenza delle emergenze”. Nel giorno del Primo maggio la presidente della Camera Laura Boldrini definisce così la situazione del lavoro, auspicando l’intervento del governo. E dal nuovo esecutivo arrivano le parole del premier Enrico Letta e del ministro del Lavoro Enrico Giovannini che lasciano spazio a modifiche della riforma Fornero. “Una legge in cui ci sono alcuni punti che in una fase recessiva stanno creando dei problemi”, dice il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Parigi, dopo l’incontrato con il presidente francese François Hollande. “In un momento straordinario come questo è necessario un pochino meno di rigidità”, aggiunge facendo riferimento ai contratti a termine.

Letta aveva affrontato il nodo occupazione anche qualche ora prima lasciando Berlino: “Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo”. E in mattinata Giovannini, proprio sulla riforma Fornero, aveva spiegato: “Questa legge è stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per una economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole”. Secondo il neoministro del Welfare, “occorre urgentemente affrontare le emergenze occupazionali, di chi il lavoro lo ha perso o non lo trova. Ma soprattutto, occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese”. 

Boldrini: “L’emergenza lavoro rende le vittime carnefici”
“L’emergenza lavoro” fa sì che “la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi”. Lo dice la presidente della Camera Laura Boldrini auspicando dal governo “risposte tempestive all’emergenza delle emergenze”. Boldrini ribadisce che “non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza”. Per questo, aggiunge, “dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia”, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori “che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco”. 

Alle parole della Boldrini si aggiungono quelle del presidente del Senato Pietro Grasso: ”Il governo che ieri ha ottenuto la fiducia anche in Senato dovrà affrontare il tema del lavoro con rapidità e dando risposte concrete ed efficaci. Sono certo che lo farà, il Paese ne ha bisogno e non può accettare ulteriori ritardi”.

Leader Cgil, Cisl e Uil a Perugia: “Senza lavoro il Paese muore”
”Priorità lavoro”, con questo slogan i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio. ”Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato e alla creazione di lavoro dall’altro”, questa la richiesta del segretario della Cgil Camusso. ”Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire”.

Occorre un impegno“straordinario” e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è invece l’appello del leader della Cisl Bonanni, che dalla piazza del Primo Maggio a Perugia insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. “Il nostro impegno – continua – è chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all’Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell’economia, delle questioni concrete”. Anche secondo Angeletti della Uil, ”la priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi”. E continua: ”O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà” e affonderà “se non cambiamo la politica economica”.

A Torino lancio uova contro corteo Pd e contestazioni a Fassino
Tensione nel corteo del Primo maggio a Torino. Un lancio di uova cariche di vernice nera è partito da un gruppo di persone contro lo spezzone del Pd. Il lancio sarebbe partito da alcuni giovani del centro sociale Askatasuna e si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine. ”Fuori il Pd dal corteo”,“inciucio” e “no alla casta” sono alcuni degli slogan.

Fassino è stato contestato più avanti in piazza Castello da gruppi di attivisti No Tav, Cub e No Inceneritore, che hanno fischiato al passaggio del primo cittadino. Fassino, all’arrivo in piazza San Carlo, è stato avvicinato da alcuni ragazzi vestiti da clown, mentre durante il suo intervento dal palco da un piccolo gruppo di persone si sono levate grida “buffone” e “vergogna”. Alla fine delle celebrazioni, un folto gruppo di giovani molti dei quali vestiti di nero e con il volto coperto dalla maschera bianca di Anonymous, sono saliti sul palco da cui sino a pochi minuti prima avevano parlato le autorità (e che era stato già lasciato libero) e hanno srotolato striscioni e sollevato cartelli. Nel capoluogo piemontese un gruppo di autonomi ha anche srotolato uno striscione con l’immagine di Luigi Preiti, l’uomo responsabile della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e di una coppia di Macerata suicida per debiti. Sotto le fotografie la scritta “il primo maggio è per voi”.

A Milano nel corteo per la festa del Primo maggio si sono levate grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. Diversi gli striscioni e i cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione. A Bologna una trentina di persone – giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali – ha contestato il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi, ospite di Cgil Cisl e Uil alle celebrazioni del primo maggio in piazza Maggiore. Appena ha iniziato a parlare in una tavola rotonda, Vacchi è stato contestato al grido di “vai a casa”, “ladro ladro”, “buffone buffone”.