I mercati finanziari votano la fiducia al governo di Enrico Letta. Dopo il discorso per chiedere il sostegno alla Camera, dove il premier ha promesso lo stop al pagamento dell’Imu a giugno e la rinuncia all’inasprimento dell’Iva, Piazza Affari ha aumentato i rialzi, arrivando a guadagnare oltre il 2 per cento. Bene anche lo spread, che rimane sotto i 280 punti. Il Tesoro ha venduto tutti i 6 miliardi di Btp a 5 e 10 anni, con tassi ai minimi da ottobre 2010. Il rendimento medio del decennale è sceso infatti al 3,94 dal 4,66 per cento di marzo. L’entusiasmo per il nuovo esecutivo è confermato da un report di Credit Suisse, che segnala “buone notizie” dall’Italia.

“Crediamo che questo governo possa durare più di quanto generalmente riconosciuto”, afferma la banca svizzera, sottolineando che il rischio di elezioni anticipate nei prossimi dodici mesi è “estremamente basso”. Una soluzione che, secondo gli analisti dell’istituto, è “la migliore rispetto alle alternative considerate non solo negli ultimi giorni ma anche da prima delle elezioni di due mesi fa”, perché Letta “è un noto europeista”. Credit Suisse – che prima del voto aveva segnalato la vittoria di Silvio Berlusconi come “lo scenario peggiore per i mercati” e nelle ultime settimane si era detta favorevole a una coalizione Pd-Pdl – dichiara che il nuovo governo è “ben bilanciato e appare forte”, anche se “le debolezze del sistema politico italiano potrebbero ancora affossarlo”.

L’agenzia di rating Moody’s ha però avvertito che bisogna verificare “la capacità dell’esecutivo appena insediato di affrontare con decisione le imponenti riforme strutturali di cui il Paese avrebbe bisogno per migliorare la propria affidabilità creditizia”.

Ma i commenti al nuovo esecutivo non provengono soltanto dal mondo della finanza. La stampa estera ha infatti tirato un sospiro di sollievo per la soluzione raggiunta. A partire dal New York Times, secondo cui la formazione del governo “pone fine a due mesi di stallo distruttivo” e Letta nella sua composizione ha “riconosciuto la popolare e crescente tendenza per un cambio generazionale”. Il quotidiano americano definisce il nuovo presidente come un “politico acrobata“, con “abilità consumate nel negoziare e costruire ponti tra forze che a malapena si parlano”.

Da Londra, invece, secondo il Financial Times “ci si attende che Berlusconi eserciti la sua influenza dietro le quinte”, mentre per la Bbc “le ambizioni politiche del Cavaliere non si sono mai spente dalla debacle economica che portò alla fine del suo governo” nel novembre del 2011. Grande evidenza anche in Francia, dove Le Monde sottolinea che “l’Italia si dota di un governo d’unione e di tregua” e Le Nouvel Observateur titola: “Il governo Letta parte con il piede giusto”.

In Germanaia lo Spiegel online scrive “finalmente è accaduto, l’Italia ha un governo”, titolando “La via del duro Enrico Letta”. Dalla Spagna, infine, arriva il plauso de El Pais, che in un editoriale non firmato – espressione della posizione dell’intera redazione – titola “Un respiro per l’Italia”, sottolineando “l’alta capacità tecnica e politica” del nuovo esecutivo, formato da “personalità con una riconosciuta competenza e con un forte segno europeista”.