“La guerra è finita, arrendetevi. Liberateci per sempre dalla vostra presenza”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog dopo che la prima votazione per il Quirinale non ha portato Franco Marini a raggiungere il quorum. ”Nessuno ha spiegato a Bersani che l’Italia è cambiata, che non vuole più accordi sottobanco con lo psiconano”, continua il leader dei 5 Stelle, che sostengono la candidatura di Stefano Rodotà e continueranno a sostenerla anche nei prossimi scrutini. La conferma arriva dallo stesso Grillo, il quale da Trieste dice che il M5S porterà avanti il nome dell’ex garante della privacy fino al quarto scrutinio: ”Continueremo a votarci il nostro presidente Rodotà. Potete farci tutte le critiche del mondo ma non quella di incoerenza”. Un nome quello del giurista molto gradito anche ad Adriano Celentano: “L’appello di Grillo su Rodotà è la svolta che Bersani non può rifiutare” scrive su Twitter. E a Servizio Pubblico aggiunge: “Grillo lo ha messo con le spalle al muro. Se fossi in lui andrei da Grillo e gli direi di fare un governo insieme. Ma capisco che non lo possa fare”.

Parlamentari M5S in riunione: “Avanti con Rodotà”. Intanto a Montecitorio i parlamentari del Movimento Cinque Stelle, al termine delle prime due votazioni per eleggere il presidente della Repubblica, si sono riuniti per decidere come comportarsi domani. Il confronto era su due linee: quella dei ‘duri e puri’ che spingono per votare Rodotà “fino in fondo” e quella di coloro che propongono di valutare quali candidati saranno in lizza alla quarta votazione. Ha prevalso la prima, confermando quanto detto in giornata da Beppe Grillo: “Continueremo a votarlo, con lui al Colle si darebbe un segno di cambiamento e potrebbe nascere una seria proposta di governo”.

Grillo: “Ultima raffica di inciucio”. E della spaccatura del Pd parla anche Grillo. “Non sto gioedo, non sono felice nel vedere gente che brucia la tessera del Pd davanti a Montecitorio, non mi fa piacere – dice dal palco durante il comizio in Friuli Venezia Giulia -. Il Pd si sta spaccando in 2-3 correnti e noi siamo lì ad eleggere il nostro presidente”. E ancora: “Mi spiace vedere gente di 70 anni che brucia le tessere con le lacrime agli occhi: sono stati traditi e ora se ne sono resi conto”. Un intervento che arriva nel pomeriggio, dopo che il leader del Movimento 5 Stelle era già intervenuto sul suo blog: “Capranica è l’ultima raffica dell’inciucio”, scrive in riferimento alla riunione di ieri in cui i grandi elettori del centrosinistra hanno ufficializzato la candidatura di Marini. ”Gargamella ha inseguito i puffi presenti in sala per convincerli a votare l’ex democristiano Marini, candidato dal Pdl, invece di Rodotà, che sarebbe acclamato dagli italiani per plebiscito – continua  -. Marini rappresenta lo status quo, la garanzia di un governo Bersani ‘amico del giaguaro’ che vuole smacchiare lo psiconano con la lingua, la nomina di un ministro della Giustizia non ostile a Berlusconi e forse l’innalzamento di quest’ultimo a senatore a vita il prossimo anno”.

Grillo paragona poi quello che sta accadendo alla fine del Ventennio fascista:  ”Queste giornate di primavera – scrive nel post – ricordano un altro aprile, quello del 1945. La fine di una lunga guerra e la volontà di ricostruzione. Il Paese, come allora, è in macerie”. Ma rispetto ad allora l’attuale situazione politica presenta una differenza: “Il ventennio mussoliniano si concluse nel peggiore dei modi, ma nel dopoguerra almeno non si candidarono al Governo i superstiti del Gran Consiglio del Fascismo. Non ci fu un inciucio tra Togliatti e Dino Grandi. I responsabili non si ripresentarono come salvatori della Patria come avviene con Berlusconi, Bersani e D’Alema. La Nazione prese atto del disastro a cui l’aveva condotta il fascismo e voltò pagina”.

Una linea, quella dei 5 Stelle, confermata anche da Crimi: ”Rodotà è stato votato non solo dai nostri candidati. Quindi è un segno forte che è una persona di alto profilo. Rodotà non è un candidato del M5S potrebbe essere un presidente di tutti, quindi non vedo perché non potrebbe essere accolto dal Pd. Spieghino a noi e ai suoi elettori perchè il Pd dice no a Rodotà prima di chiederci altre proposte”. E se il Pd fosse disposto a votare un altro candidato insieme? “Personalmente penso che dobbiamo rispondere alla indicazioni dei nostri iscritti”.

Fuori da Montecitorio manifestazione pro Rodotà. I parlamentari del M5S, tra il primo e il secondo scrutinio, sono usciti da Montecitorio per incontrare il gruppo di cittadini (una trentina) che da questa mattina sta manifestando davanti alla Camera a favore della candidatura di Rodotà alla presidenza della Repubblica. Deputati e senatori hanno risposto con un applauso al coro “Rodotà-Rodotà” intonato dai manifestanti.

Lombardi: “Prodi? Rientra nella nostra rosa di nomi”. L’ipotesi che il Pd lanci la candidatura di Prodi per il Quirinale? “Beh, già che rientra nella rosa di nomi votati dal nostro elettorato alle Quirinarie sarebbe una gran cosa; anche se noi siamo compatti sul nome di Stefano Rodotà, perchè i nostri elettori ci hanno dato una precisa indicazione”: così la capogruppo dei ‘5 Stellè alla Camera Roberta Lombardi ai microfoni di Fanpage.it . Su una convergenza tra 5 Stelle e Pd sta lavorando come ‘pontiere’ il democratico Pippo Civati. Ma sul Professore sembra per il momento chiudere il capogruppo al Senato Vito Crimi: “Per ora non ci sono novità rispetto a Rodotà e Prodi non è il nostro candidato”. Una posizione che si fa forte anche del successo di oggi e della spaccatura in corso nel Pd.