Bersani ribadisce il no a un’intesa con il Cavaliere. “Certo che non cedo“, ha detto il leader del Pd durante la manifestazione a Corviale. E ha aggiunto: ”Noi dobbiamo spiegare perché non vogliamo il governissimo: perché non è la risposta ai problemi”. Precisando così ancora una volta il suo no alle larghe intese e rilanciando la sua proposta di governo. ”Vengono a dire a noi che la situazione è drammatica e bisogna fare qualcosa dopo che per anni hanno detto che i ristoranti erano pieni”, ha proseguito. “Basta con la demagogia dopo demenziali panzane e alla politica attorcigliata sugli interessi di qualcuno”.

Il leader del Pd ha lanciato poi una frecciata a Matteo Renzi, definendo “indecente che in questa fase si dica ‘la politica faccia presto'” perché “siamo ad un incrocio e questo è un ulteriore elemento di difficoltà in una fase difficile”. E rispondendo al sindaco di Firenze, che ha definito “umiliante” il confronto streaming con il Movimento 5 Stelle, ha dichiarato: “Qualcuno mi ha detto che ci vuole dignità e non bisogna inseguire i 5 Stelle. Una frase così non l’avrei accettata neanche da mio padre. Per il bene del partito sto zitto”.

E ha ribadito l’intenzione di trovare un accordo su un candidato condiviso per il Colle. “Noi siamo fedeli alla Costituzione, secondo cui il presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale”, ha detto. “Faremo una ricerca onesta fino a prova contraria della soluzione più largamente condivisa in Parlamento”. Bersani ha separato quindi l’elezione del nuovo capo dello Stato dalla soluzione per fare un governo. “L’elezione del presidente della Repubblica non c’entra niente con il governo che fa un altro mestiere”, ha detto. “Il capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale, il governo deve trovare una soluzione alla crisi e dare segnali di cambiamento per superare la sfiducia dei cittadini”.

Bersani ha lanciato infine un messaggio al M5S. “Ai Cinque Stelle dico: predicavate il cambiamento e ora? Siete ancora lì a dire che c’è l’inciucio Berlusconi-Bersani? Avanti sulla distruzione del Paese“, ha detto ricordando che “ha detto no alla proposta di un governo di cambiamento su otto punti”. E ha concluso con una critica all’ex primo ministro britannico appena deceduta: “La storia dello sviluppo delle disuguaglianze è cominciato con la Thatcher e ancora oggi la ricchezza è mobile ma la povertà è stabile”.