C’era una volta lo Stato

C’erano i servizi pubblici. Una conquista straordinaria della nostra Italia che forse davamo per scontata. Ma oggi pezzo per pezzo rischiamo di perderli. Il Fatto del lunedì racconterà la giornata dei cittadini orfani dei servizi pubblici: dai trasporti con autobus che ormai ricordano i catorci dell’Est comunista (età media 12 anni), ai treni per pendolari, alle compagnie aeree nazionali sull’orlo del fallimento. Poi il piano delle poste per chiudere mille uffici che talvolta sono una delle ultime presenze dello Stato in quartieri e paesi lasciati a se stessi. Ancora: addio alle cabine del telefono, affidate alla cura dei privati. Addio alle biblioteche. Gli asili pubblici una volta garantiti a tutti sono oggi riservati a pochi fortunati. Mentre il soccorso stradale viene esternalizzato e talvolta gestito dall’Albania con carri attrezzi mandati per sbaglio a centinaia di chilometri di distanza. 

Piccoli e grandi disagi che oggi siamo soli a dover affrontare: fino alle emergenze sanitarie, con le guardie mediche decimate (racconteremo il caso di Milano, una volta modello per il sistema sanitario e il welfare). E poi Pantelleria, isola sperduta nel mare di Sicilia che non ha più la sua sala parto. Chi pensa di partorire meglio si organizzi per tempo.

*Lunedì mattina sul sito del Fatto (www.ilfattoquotidiano.it) vota i peggiori servizi pubblici italiani

Trivella Italia

Chi l’avrebbe mai detto: il nostro Paese è nel mirino delle multinazionali del petrolio e dei minerali. Titanio, per dire.

Strano, perché di materie prima non ce ne sono poi granché, ma il merito è soprattutto delle leggi sulle royalties: in pratica, a differenza di quanto succede altrove, del greggio estratto poco va allo Stato e quasi tutto alle grandi compagnie.

Così è partito l’assalto: in Emilia Romagna, Campania, Basilicata, Sicilia. Mentre in Liguria, nel cuore di un grande parco naturale, si è scoperto il più grande giacimento di titanio del mondo. E allora via a trivella selvaggia… alla faccia del paesaggio e del turismo, e magari dei rischi legati alla presenza dell’amianto. Presto il nostro paesaggio potrebbe essere segnato da centinaia di pozzi e piattaforme di petrolio.

“Bisogna avere orecchio”

Una canzone e un ritornello che risuonano nella vita di molti. Pochi, però, sanno che nacque da un sodalizio musicale che è stato anche amicizia di una vita. Gino&Michele con Jannacci.
Sul Fatto di lunedì 8 aprile Gino&Michele ci svelano come nacque quella canzone. E raccontano il loro Enzo, dagli anni ’60, all’avventura di Radio Popolare, fino a oggi. Molto più che un articolo, un tributo a un amico.