E’ diventato rapinatore per pagare bollette, debiti, e le spese della scuola dei figli, dopo che la sua piccola impresa era saltata per colpa della crisi. Un sessantenne, origini venezuelane ma da una vita residente a Cattolica, due figli di 5 e 11 anni, ha cercato di dare una svolta alla raffazzonata sua esistenza degli ultimi 24 mesi, entrando lo scorso 29 gennaio a volto scoperto, armato di un taglierino, nell’agenzia del Monte dei Paschi di Siena di Morciano dove si è fatto consegnare 8mila euro. Con un coup de theatre che nemmeno le maschere dei presidenti americani in Point Break: uscendo dalla filiale ha urlato contro i cassieri “i ladri siete voi”.

Stesso tecnica ma nessuna frase finale il 14 marzo alla Carim di Riccione, dove ha rubato 4mila euro. Poi ancora qualche giorno dopo, il 19, è toccato alla Banca Popolare Valconca di Sant’Andrea in Casale. Tre rapine che in un mese gli hanno fruttato un bottino vicino ai 20 mila euro, di cui solo 800 recuperati dai carabinieri del Nucleo operativo di Riccione che martedì scorso lo hanno arrestato mentre si trovava a casa con uno dei due figli.

Alla richiesta su dove fosse il resto del malloppo ha detto di aver speso tutto per far fronte ai propri debiti. Bizzarre le circostanze che hanno portato alla sua cattura. Essendo incensurato, quindi negli archivi delle forze dell’ordine non risultavano impronte o foto segnaletiche, il rapinatore è stato riconosciuto dal suo vicino di casa, un carabinieri, che quando i fotogrammi delle tre rapine sono stati messi insieme permettendo di “dare un volto al bandito”, lo ha riconosciuto.

L’uomo, difeso di fiducia dall’avvocato Andrea Mandolesi, dopo l’interrogatorio di garanzia di giovedì scorso, è tornato a casa. Il gip, grazie anche al parere favorevole della Procura, gli ha concesso i domiciliari.