Capisco che vivere sotto scorta h24 deve essere pesante, snervante e noioso. Capisco che Twitter è una valvola di sfogo utile all’abbisogna (io stesso sono un cinguettatore compulsivo). Quello che non capisco, però, è perché il nuovo Parlamento non abbia ancora approvato una legge che proibisca l’utilizzo di Twitter a Roberto Saviano. Lo scrittore, da alcuni mesi, twitta una quantità tale di banalità stucchevoli che Gigi Marzullo e Monsieur de La Palice, a confronto, sono profondi e originali pensatori.

L’ultimo capolavoro è di oggi, dopo la notizia della morte di Pietro Mennea. Saviano non ha perso tempo e ha twittato urbi et orbi quanto segue: “Mennea…Che ha fatto vedere al mondo come corre un uomo del Sud”.

Perbacco! Ma come corre un uomo del Sud? Me lo chiedo ormai da ore e non riesco ancora a trovare una risposta. E pensare che sono calabrese della Piana di Gioia Tauro, quasi maghrebino. Niente, non lo so come corre un uomo del Sud. Forse a ritmo di taranta o lisciandosi i baffi nero corvino.

La stucchevole banalità di questo tweet-cliché lascia interdetti. Ma non stupiti, sia chiaro. Perché Roberto Saviano, quando non parla di criminalità organizzata, somiglia sempre più alla macchietta di se stesso. Ed è un gran peccato. Chi va con Fazio impara a fazieggiare?