Sono circa 60mila in questi giorni gli italiani piegati dai virus intestinali, che con gli sbalzi termici tipici della vigilia di primavera trovano l’habitat ideale per moltiplicarsi e diffondersi. Parola di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, che conferma il proliferare della cosiddetta “influenza che prende la pancia”. “In realtà – spiega l’esperto all’Adnkronos Salute – l’influenza invernale ‘vera’è giunta quasi al suo termine ed è proprio questo, così come anche accade anche a fine estate, il momento più favorevole agli altri microbi. Sono soprattutto enterovirus, ma pure adenovirus che possono manifestarsi anche con sintomi intestinali. Si tratta di infezioni che danno anche un po’ di febbre. Si trasmettono molto facilmente per via respiratoria” e, come l’influenza classica, finiscono per trasformarsi in ‘malattie di famiglia’.

Dai nonni al nipote, passando da mamma e papà. Per debellare questi virus di pancia, ricorda Pregliasco, “l’approccio è sintomatico e si basa fondamentalmente su una buona idratazione, rivolgendo un’attenzione particolare soprattutto ai bimbi più piccoli. In genere, tutto passa nell’arco di 2-3 giorni”. E l’influenza dell’inverno? Secondo l’ultimo bollettino dei medici sentinella della rete Influnet, relativo alla settimana dal 4 al 10 marzo, i virus hanno colpito circa 334 mila connazionali con un’incidenza di 5,5 casi ogni mille assistiti e un picco nei bimbi da 0 a 4 anni (13,18/mille). “In questo momento siamo già scesi e ci attendiamo un dato intorno ai 200 mila”, precisa il virologo. Complessivamente, dall’inizio della sorveglianza i casi sono stati circa 5,3 milioni: “Un dato in linea con le nostre previsioni iniziali, di una stagione influenzale vivace con un totale di 4-6 milioni di italiani colpite”. E per Pasqua? Il ritorno in queste ore di un clima quasi invernale, con previsioni meteorologiche che parlano addirittura di neve al Nord della Penisola, “potrebbe rallentare un pochino la discesa dei virus. Ma per il 31 marzo – conclude Pregliasco – dovremmo avere ormai archiviato l’influenza dell’inverno”.