Nulla di fatto. Dopo tre votazioni alla Camera e due al Senato, Montecitorio e Palazzo Madama non hanno ancora i rispettivi presidenti. Questo il bilancio della giornata in cui si è insediato il Parlamento. L’incertezza politica emersa dopo le elezioni del 24 e 25 febbraio, quindi, continua anche con l’inizio ufficiale della 17esima legislatura. L’impasse sulle presidenze dovrebbe sbloccarsi domani, ma non senza polemiche. L’ultima in ordine di tempo viene da Silvio Berlusconi, che all’uscita dall’ospedale San Raffaele – dove è stato ricoverato per una settimana – ha sparato a zero sulla strategia del Partito democratico: “Il Pd è irresponsabile, noi ci chiamiamo fuori da qualsiasi trattativa” ha detto il Cavaliere, che in merito all’elezione del Presidente della Repubblica spera “che non ci sia l’occupazione come nel 2006”. La presa di posizione del presidente del Pdl – che allontana per il momento qualsiasi tipo di accordo (o inciucio che dir si voglia) con il centrosinistra – è arrivata al termine di una giornata caotica, in cui il segretario democratico Bersani è stato zitto o quasi (“Bisogna fare presto” ha detto), mentre il leader di Sel Nichi Vendola ha ‘spinto’ per un voto unanime della sua coalizione in favore di Roberto Fico, candidato Cinque Stelle a Montecitorio. E sono stati proprio i deputati e i senatori del M5S i veri protagonisti dell’insediamento del Parlamento. In entrambe le aule si sono sistemati in alto, nelle ultime file al centro: “Vi controlliamo”. Poi le votazioni, con Pdl, Pd e Scelta Civica che, come annunciato, hanno presentato scheda bianca in tutti i turni di voto.

L’esito, quindi, era scontato: a Orellana, candidato del Movimento Cinque Stelle per la presidenza di Palazzo Madama, sono andati 52 voti in entrambe le votazioni. Fumate nere anche alla Camera dove si sono volte tre tornate e le schede bianche all’ultima votazione sono state 428 e a Fico sono andati 113 voti. Per superare l’impasse, tuttavia, prenderebbe corpo a Palazzo Madama la candidatura a presidente di Mario Monti. Da Scelta Civica, però, fanno sapere che il presidente del Consiglio sarebbe disposto a guidare l’Aula di Palazzo Madama solo nel caso di un governo di larghe intese.

La fotografia di fine giornata, quindi, è una sola: Parlamento spaccato in tre, stallo in Aula e ripresa delle manovre alla ricerca di una soluzione. In serata riunione ristretta tra Bersani, Franceschini ed Enrico Letta. Dal Senato, intanto, il Pd Nicola Latorre aggiunge sibillino: “Voterei Anna Finocchiaro alla presidenza, ma dobbiamo lavorare per le ampie convergenze”. Il nodo, insomma, parrebbe quello di una rinuncia, da parte del Pd, alla presidenza della Camera – nonostante la maggioranza schiacciante – per il più alto scranno di Palazzo Madama, seconda carica dello Stato dalla quale si può accedere a Palazzo Chigi per formare, chissà, un governo di larghe intese. Ma questo è uno solo dei possibili scenari, peraltro confermato dalle prime indiscrezione sulla riunione serale, nella quale il Pd si è detto aperto e disponibile sulla scelta delle istituzioni, in attesa di indicazioni da parte di Scelta Civica rispetto alle quali resta la disponibilità del Pd.

Il fatto è che la situazione è davvero incartata, e se da qui a domani non si troverà la via d’uscita si rischia di andare alle votazioni previste per le 11 in un clima di totale incertezza. Stasera è salito al Colle, per vedersi con Giorgio Napolitano, Mario Monti. Ordine del giorno: comunicazioni del Presidente del Consiglio sul recente vertice europeo. Difficile immaginare che i due si siano limitati alla disamina dei turbamenti dell’Unione. La voce che si registra più in basso, nel triangolo Piazza Colonna-Montecitorio-Palazzo Madama, è che il premier abbia avanzato l’ipotesi di una sua personale candidatura al Senato, ma che l’idea non sia piaciuta più di tanto. Un premier non può essere contemporaneamente anche Presidente di uno dei due rami del Parlamento, e l’assunzione dell’alta responsabilità comporterebbe la fine dell’esecutivo nel suo insieme.

La qual cosa complicherebbe non di poco il percorso a tappe messo a punto dal Quirinale in questi giorni. Un percorso riassumibile nell’adagio ‘un passo alla volta’. Cioè: prima le presidenze delle Camere, poi le consultazioni (chissà quanto dureranno: non si esclude più di un giro), poi il governo e infine il rinnovo della Presidenza della Repubblica. Se Monti dovesse dimettersi domani, causa elezione al Senato, si avrebbe un vuoto politico ed un ulteriore aggrovigliarsi della situazione. Il Professore, intanto, ha convocato i vertici di Scelta Civica. All’ordine del giorno, a quanto si apprende, l’impasse sulle presidenze della Camere ed in particolare la proposta, formulata informalmente dal Pd, di valutare l’ipotesi che a Montecitorio sieda un ‘montiano’.

Per sapere le modalità di voto dei presidenti di Camera e Senato clicca qui.

La cronaca di giornata 

Ore 20.12 – Berlusconi: “Pd irresponsabile, ci chiamiamo fuori da qualsiasi trattativa”. E sul Colle: “Spero non ci sia l’occupazione come nel 2006”
 ”In questo quadro davvero sconfortante, essendo stata respinta irresponsabilmente dal Pd la nostra disponibilità a farci carico delle responsabilità di garantire un governo al Paese, noi ci chiamiamo fuori da ogni trattativa di spartizione delle principali cariche istituzionali”. Lo ha detto Silvio Berlusconi in collegamento telefonico al Tg4 e ha aggiunto: “Ci auguriamo che l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica non avvenga nello spirito di occupazione di tutte le istituzioni democratiche, così come avvenne dopo le elezioni del 2006”.

Ore 19.37 – Camera, spoglio della terza votazione per il presidente: 428 schede bianche, 113 voti per Fico
Ecco il risultato: presenti 610, votanti 610, astenuti 0, maggioranza 407. Hanno ottenuto voti: Fico 113, Madia 10, Lattuca 7. Voti dispersi 43, schede bianche 428, nulle 9. Nessun deputato con questi risultati risulta eletto quindi alle ore 11 del 16 marzo si svolgerà la quarta votazione.

Ore 19.30 – Fonti democratiche escludono alleanza con i 5 Stelle e pensano a un’intesa con Mario Monti
Archiviata la strada M5S, trattativa aperta tra Pd e Scelta civica. Fonti democratiche fanno sapere che Piere Luigi Bersani è intenzionato a insistere fino all’ultimo per arrivare ad una corresponsabilità istituzionale. Proprio per questo i gruppi di Camera e Senato del Pd torneranno a riunirsi domattina e non questa sera, come ipotizzato in precedenza. “Aspetteremo -fanno sapere- le valutazioni di chi deve darci una risposta, ovvero Scelta Civica, nella consapevolezza che domani eleggeremo i presidenti di Camera e Senato”.

Ore 19.20 – Camera: fumata nera anche nella terza votazione, non si raggiunge la maggioranza per eleggere il presidente
Anche lo spoglio della terza votazione ha dato esito negativo, Fico ha ricevuto molti voti, ma non è stata raggiunta la maggioranza richiesta.

Ore 19.10 – Calderoli: “Se non ci sarà un accordo complessivo, la Lega non voterà la Finocchiaro al Senato”
“Senza un accordo complessivo riguardante le Presidenze delle Camere e il Governo, la Lega non voterà al Senato il candidato del Pd”. Lo afferma Roberto Calderoli, conversando con i giornalisti a palazzo Madama. La Lega esclude di poter votare Orellana e non pensa che il Pdl possa votare Monti o Casini. “L’unica soluzione – prosegue Calderoli – è un accordo complessivo: la Camera al Pdl, il Senato al Pd, un governo di emergenza nazionale con Pd, Pdl, Monti e la Lega”.

Ore 19.02 – Vendola: “Spero che il centrosinistra trovi un accordo per votare un candidato M5s alla Camera”
Il leader di Sinistra ecologia e libertà ha espresso “l’auspicio che il centrosinistra possa fare un atto unilaterale di generosità e di responsabilità: votare un candidato 5 Stelle anche senza nulla pretendere in cambio, anche se non c’è stata un’interlocuzione”. Ai microfoni di Radio24 il presidente della Puglia ha rilanciato sulla presidenza della Camera al Movimento 5 Stelle. “Il Movimento 5 Stelle ha vinto le elezioni – spiega Vendola – E’ il primo partito d’Italia. E’ bene che qui a Montecitorio abbia gli onori e gli oneri che competono a chi ha vinto le elezioni: la presidenza della Camera e che senta il peso politico del Paese sopra le sue spalle, come lo sentiamo tutti noi”.

Ore 18.36 – Latorre (Pd): “Il Partito democratico è disposto a rinunciare a una Camera per trovare un’intesa”
“Il Pd è pronto a rinunciare a una delle presidenze delle Camera per una convergenza tra le forze politiche” ha dichiarato Nicola Latorre, senatore del Pd, al termine della seduta del Senato. Latorre ha precisato che tuttavia questa eventuale intesa “è separata da accordi politici o di governo”. Secondo il senatore per i vertici delle istituzioni è necessaria una soluzione condivisa: “Dedicheremo le prossime ore a insistere con le altre forze politiche per trovare una soluzione in tal senso”. Alla domanda su quale presidenza dei due rami del Parlamento il Pd sia disposto a un passo indietro Latorre risponde : “Dipenderà dall’intesa che si raggiunge”.

Ore 18.09 – Lega: “Noi siamo per la Finocchiaro al Senato e qualcuno del Pdl alla Camera”
Il capogruppo della Lega al Senato Massimo Bitonci ha espresso le preferenze del partito: ”La soluzione che noi caldeggiamo è Finocchiaro qui al Senato e un Pdl alla Camera”. “Ieri abbiamo incontrato il Pd e la discussione per noi è aperta: vogliamo superare la crisi – ha proseguito – Diamo la nostra disponibilità per trovare una soluzione”. Poi, a chi gli chiede se alla quarta votazione il Carroccio sia disponibile a votare per la Finocchiaro, Bitonci risponde: “Lo vedremo complessivamente per arrivare a un compromesso di questo tipo”.

Ore 17.57 – Senato, spoglio della seconda votazione per il presidente: 223 schede bianche, 52 voti per Orellana
Ecco il risultato: presenti 311, votanti 311, maggioranza 16o. Hanno ottenuto voti: Orellana 52, Sibilia 12, Ignazio Marino 8, Giuseppe Esposito 5, Casson 3, Scilipoti 2, Mussolini 1, Casini 1, Gentili 1. Voti dispersi nessuno, schede bianche 223, nulle 3. Nessun senatore con questi risultati risulta eletto quindi alle ore 11 del 16 marzo si svolgerà la terza votazione in cui sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche.

Ore 17.48: Bossi: “Non sarà la Lega a impedire la formazione del governo”
Umberto Bossi apre all’ipotesi di dialogo con il Partito democratico. Quando i giornalisti gli chiedono se la Lega sia disposta “a collaborare con il Pd’, risponde: “Non saremo noi ad impedire la formazione di un governo”.

Ore 16.52 – Camera, spoglio della seconda votazione per il presidente: 450 bianche, 110 voti per Fico (M5S)
Ecco il risultato dello spoglio della terza votazione per il presidente della Camera. Presenti 611, votanti 611. Maggioranza dei due terzi: 408. Hanno ottenuto voti: Roberto Fico 110, Enzo Lattuca 6. Voti dispersi 28, schede bianche 450, schede nulle 17. La terza e ultima votazione di oggi sarà in programma dalle 17,30.

Ore 16.46 – Sel, prime proposte di legge: da matrimoni gay a reddito minimo
Sette proposte di legge, di cui alcune di iniziativa popolare, che spaziano dai matrimoni gay al reddito minimo garantito passando per la reintroduzione del divieto delle dimissioni in bianco e delle misure anticorruzione: sono le prime iniziative legislative confezionate da Sel in occasione dell’apertura ufficiale del Parlamento.

Ore 16.38 – Camera, De Lorenzis (M5S): “Solo noi in Aula durante lo scrutinio”
“Lo scrutinio e le sedute le vedete in diretta ma non so se inquadrano che il nostro gruppo e’ presente in un aula quasi vuota e solo per questo molto silenziosa”, lo dice da Facebook il deputato 5 Stelle Diego De Lorenzis.

Ore 16.37 – Camera, fumata nera anche alla seconda votazione per il presidente
A scrutinio ancora in corso è ormai certo che la Camera non riuscirà ad eleggere il suo presidente nemmeno nella seconda votazione. Le schede bianche hanno infatti raggiunto quota 210, dunque nessun candidato potrà raggiungere i 420 voti necessari per l’elezione.

Ore 16.22 – Migliore (Sel): “Scheda bianca spreco di risorse? No, noi abbiamo rispetto per le istituzioni”
“Per noi non è uno spreco di risorse. Abbiamo rispetto per le istituzioni e le loro procedure”. Così Gennaro Migliore, indicato da Sel come futuro capogruppo alla Camera, commenta le critiche del M5S all’utilizzo delle risorse per l’elezione del presidente di Montecitorio.

Ore 16.18 – Camera, iniziato lo scrutinio della seconda votazione per il presidente
E’ iniziato lo scrutinio della seconda votazione. Il copione sembra lo stesso del primo voto: molte schede bianche, molti per Roberto Fico (candidato dei Cinque Stelle) e alcuni sparsi tra vari parlamentari (Franceschini, Boccia, Porta, il deputato più giovane di Montecitorio, il Pd Lattuca).

Ore 16.08 – Senato, al via la seconda votazione per l’elezione del presidente
E’ ripresa la seduta del Senato, con la seconda votazione a scrutinio segreto per l’elezione del presidente. Anche in questo caso, come nella prima votazione, è necessaria la maggioranza assoluta (160 senatori).

Ore 15.46 – Camera, Vendola: “Spero che dal centrosinistra arrivi scelta unilaterale per candidato M5S”
Nichi Vendola ha auspicato che il centrosinistra decida di votare per la presidenza della Camera un candidato del Movimento 5 Stelle. “Spero si determini una scelta in favore di un candidato del Movimento 5 Stelle”, ha detto il leader di Sel nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio.

Ore 15.44 – Senato, Mauro: “Monti presidente? No a accordi separati con Pd e Pdl”
“Discorsi che vedano uno schema Pd-Scelta Civica o Pdl-Scelta civica non ci interessano. Non siamo interessati a conventio ad escludendum”. Lo ha detto il senatore di Scelta Civica, Mario Mauro, conversando con i giornalisti di Palazzo Madama sul l’ipotesi, circolata nelle ultime ore, di un tentativo di Mario Monti di stringere un accordo con il Pd per essere eletto alla Presidenza del Senato.

Ore 15.41 – Senato, Lorenzin (Pdl): “Monti? Ipotesi incredibile”
“L’ipotesi Monti alla presidenza del Senato la vedo come una cosa incredibile perché non capisco da cosa nasce”. Lo afferma in un’intervista a Tgcom24 Beatrice Lorenzin (Pdl) che sottolinea che il suo partito “non è interessato alle presidenze delle Camere”.

Ore 15.26 – Senato, Olivero: “Monti disponibile, ma solo per governo di larghe intese”
“Mario Monti non sta cercando di diventare presidente del Senato, tuttavia sarebbe disponibile a questa ipotesi solo nel quadro di un governo di larghe intese”. Così Andrea Olivero, coordinatore politico di Scelta Civica, sull’ipotesi della candidatura del premier a Palazzo Madama.

Ore 15.19 – Senato, Pd preoccupato per ipotesi Monti presidente
Il Pd sarebbe preoccupato, a quanto si apprende, all’ipotesi che Mario Monti punti alla presidenza del Senato. La preoccupazione dei democratici è motivata dal vuoto esecutivo che si creerebbe all’improvviso alla guida del governo e dall’immagine di instabilità che questa situazione creerebbe anche all’estero e sui mercati.

Ore 15.18 – Senato, Borletti Buitoni (Scelta Civica): “Monti disponibile per superare l’impasse”
“Mi risulta la disponibilità del presidente Monti per la Presidenza del Senato con l’obiettivo di favorire l’avvio di questa legislatura che è in evidente situazione di impasse”. Lo ha detto Ilaria Buitoni Borletti, neoletta per Scelta Civica, parlando alla Camera a margine delle votazioni per l’elezione del presidente dell’assemblea dei deputati.

Ore 14.59 – Senato, spunta ipotesi candidatura Monti per la presidenza
Circola con insistenza in diversi ambienti parlamentari, nel Pdl, nel Pd e persino in Scelta Civica, l’ipotesi di una candidatura di Mario Monti a presidente del Senato. Uno scenario su cui fonti vicine al premier non vogliono rilasciare dichiarazioni, ma che nel palazzo trova, al momento, diverse conferme.

Ore 14.57 – Senato, il marito della Mangili (M5S): “Lascia per rispondere alle accuse”
Alle accuse di inciuci, presunte impossibili ridicole cordate e parentopoli brianzole abbiamo deciso di rispondere con un gesto forte e chiaro: le dimissioni da senatrice di mia moglie Giovanna Mangili”. E’ Walter Mio, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Cesano Maderno (Monza) e marito di Giovanna Mangili, che oggi si è dimessa dal Senato dopo essere entrata a Palazzo Madama come capolista in Lombardia, a fornire la spiegazione sul passo indietro della moglie, come lui attivista del M5S. A quanto si apprende alla basedella decisione ci sarebbe una polemica interna tra gli esponenti lombardi della forza politica che ha fatto il suo esordio in Parlamento. In occasione delle Parlamentarie, le primarie web convocate dal M5s per eleggere i candidati alle elezioni politiche, Mangili aveva ottenuto 231 voti, guadagnandosi il posto da capolista al Senato in Lombardia, seguita dall’attuale capogruppo a Palazzo Madama Vito Crimi. E alcuni attivisti avevano parlato di ‘cordatè per farla eleggere, dirottando su di lei i voti degli elettori di Monza-Brianza nonostante Mangili fosse militante del movimento solo dall’ottobre 2012. Polemiche che quindi avrebbero portato Mangili a rassegnare le dimissioni da Palazzo Madama, “per ridare dignità ad una persona che ha sopportato in silenzio attacchi e per non danneggiare un Movimento che ha sempre sostenuto e che sempre sosterrà”. “Un modo deciso ed inequivocabile – ha concluso il marito sulla sua pagina Facebook -, per dimostrare a quanti hanno sparso veleno sul desiderio di facili poltrone familiari”.

Ore 14.52 – Camera, al via la seconda votazione per eleggere il presidente
E’ in corso nell’Aula della Camera la seconda votazione per l’elezione del presidente. Il quorum richiesto in questa votazione è la maggioranza dei due terzi considerando anche le schede bianche. Nell’indire la votazione, il presidente provvisorio Antonio Leone ha sottolineato che è necessario scrivere sulla scheda sia il nome sia il cognome del candidato scelto: “in mancanza del nome il voto sarà considerato nullo”, ha ammonito.

Ore 14.50 – Camera, il presidente Leone raccoglie consensi anche dai 5 Stelle
Consenso unanime alla Camera per il discorso di apertura di legislatura pronunciato in Aula dal èresidente provvisorio Antonio Leone (Pdl). Parecchi deputati, che lo hanno fermato durante la sospensione dei lavori in transatlantico, gli hanno attribuito il merito di aver raccolto una “convergenza” tra i parlamentari. Leone è stato applaudito alla fine anche dai deputati del M5S.

Ore 14.44 – Camera, Lombardi (M5S): “Fico ma ‘Raffaele’, annullata una scheda M5S”
“Si è sbagliato uno di noi, capite, c’è anche l’emozione…”. La capogruppo in pectore del M5S a Montecitorio, Roberta Lombardi, svela ai giornalisti il motivo per cui sono stati 108 su 109 i voti validi dei grillini per la prima votazione del presidente della Camera. Una delle schede dei deputati a 5 Stelle è stata annullata: “Si è sbagliato. Non sappiamo chi è, ma uno di noi ha confuso i nomi e invece di Roberto Fico ha scritto Raffaele Fico”.

Ore 14.34 – Camera, Lombardi (M5S): “Voto troppo lento, spreco di denaro”
“E’ uno spreco di denaro pubblico perché, con un metodo normale, una votazione del genere si potrebbe effettuare in mezz’ora”. Il M5S critica la lentezza delle operazioni di voto alla Camera per l’elezione del presidente. “Con un metodo normale” i deputati “potrebbero adoperarsi per cose più utili per il Paese” – spiega Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera – Abbiamo calcolato che si sprecano 420mila euro”. “Non è che siamo il genio dellalampada e ci abbiamo pensato soltanto noi. Si poteva cambiare metodo” nelle precedenti votazioni, aggiunge. “Secondo un calcolo basato sullo stipendio mensile dei deputati moltiplicato per 630 e diviso per 30 giorni, costa agli italiani 420 mila euro – conclude Lombardi – Non si può perdere così una giornata e mezza di lavoro – dice Lombardi – per l’elezione del presidente della Camera, mentre il Paese ha fretta di uscire dal baratro”.

Ore 14.33 – Senato, Crimi: “Orellana non ha votato per se stesso, ma bianca”
Nella prima votazione sono stati 52 i voti per Luis Alberto Orellana sui 53 senatori del Movimento 5 Stelle presenti in Aula. Nessuna defezione, però, assicura il capogruppo Vito Crimi, bensì una questione di bon ton: Orellana, candidato per la presidenza del Senato del M5S, “non ha votato per se stesso e ha lasciato scheda bianca”. Tutti i senatori eletti del M5S sono presenti alla prima seduta di Palazzo Madama, tranne Giovanna Mangili, che ha rassegnato le dimissioni.

Ore 14.22 – Senato, a Orellana un voto in meno dai M5S. Cioffi: “Ci sono 4 nulle”
A conti fatti un grillino in meno dei presenti al Senato parrebbe aver votato per il candidato M5s alla presidenza, Luis Alberto Orellana, che ha ottenuto 52 dei 54 voti dei Cinque Stelle (dai quali, però, va probabilmente tolto quello di Giovanna Mangili che ha comunicato le proprie dimissioni da senatrice a inizio seduta). “Ci sono quattro schede nulle…”, replica Andrea Cioffi, neo-senatore del movimento interpellato sul punto dai cronisti.

Ore 14.21 – Lombardi (M5S): “Ritorno alle urne? Sempre pronti a tutto”
Il M5S prosegue sulla strada del no all’accordo con i partiti per la formazione di un governo, anche se questo dovesse portare nuovamente alle urne. “Siamo sempre pronti a tutto”: è la risposta di Roberta Lombardi, capogruppo del Movimento Cinque Stelle, ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono di commentare il post di Beppe Grillo quando afferma che “ormai siamo in guerra e, se moriremo, lo faremo solo sul campo di battaglia delle prossime elezioni”.

Ore 13.59 – Camera, risultato della prima votazione: 459 schede bianche, a Fico 108 voti
Presenti 618, votanti 618. Maggioranza necessaria dei due terzi: 420. Hanno ottenuto voti Fico (M5S) 108 e Marantelli (Pd) 6. Voti dispersi 21. Schede bianche 459, schede nulle 24. Il secondo voto è previsto alle 14,45.

Ore 13.52 – Senato, la seconda votazione in programma alle 16
La seconda votazione per l’elezione del Presidente del Senato comincerà a Palazzo Madama alle ore 16. Servirà una maggioranza di 160 voti.

Ore 13.46 – Camera: solo deputati Cinque Stelle compatti in Aula a seguire lo spoglio
Mentre la stragrande maggioranza dei deputati diserta l’Aula di Montecitorio durante lo spoglio della prima votazione, sicuramente vana, per eleggere il presidente, i deputati del M5S non hanno lasciato l’Emiciclo: seguono lo spoglio delle schede dagli scranni in fondo dove hanno preso posto a inizio seduta.

Ore 13.45 – Camera, fumata nera per l’elezione del presidente
Mentre lo spoglio per l’elezione del presidente della Camera è ancora in corso le schede bianche hanno superato quota 210. Non è dunque più possibile raggiungere il quorum dei 420 voti necessari per l’elezione del presidente con il quorum dei due terzi degli aventi diritto.

Ore 13.44 – Senato, risultato della prima votazione: 246 schede bianche, 52 voti a Orellana. Uno a Scilipoti
Il risultato della prima votazione per il presidente del Senato. Presenti 313, votanti 313. Maggioranza 160. Orellana (M5S) 52, Sibilia (Pdl) 4, Mussolini (Pdl) 3, Compagna (Pdl) 2, Emilio Colombo (senatore a vita) 1, Domenico Scilipoti (Pdl) 1. Schede bianche: 246. Schede nulle: 4.

Ore 13.35 – Senato, tre Cinque Stelle portano in Aula un apriscatole
Un apriscatole, con affianco una spilletta del Movimento 5 Stelle e i tesserini parlamentari dei senatori Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi e Daniela Donno. Sono poggiati su uno scranno dell’Aula del Senato occupato dai parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Ore 13.32 – Senato, molte schede bianche, spunta voto per Mussolini
Tantissime le schede bianche durante le spoglio per la elezione del presidente del Senato. Di tanto in tanto Emilio Colombo, che presiede la seduta, legge il nome di Orellana, candidato 5 Stelle sostenuto e votato dai 54 grillini presenti nell’Aula di Palazzo Madama. Durante lo spoglio, però, spunta anche il nome di Mussolini.

Ore 13.31 – Camera, un voto per Berlusconi. Che però è senatore
E la prima scheda è per Berlusconi. Solo che si tratta dello scrutinio delle schede per l’elezione del presidente della Camera, e il leader Pdl in questa legislatura e’ senatore. Nel corso dello scrutinio in Aula alla Camera, anche un voto per Dario Franceschini. Un voto, nel corso dello scrutinio, anche per Bersani.

Ore 13.30 – Senato, fumata nera al primo turno: si rivota nel pomeriggio

Ore 13.16 – La Russa (Fli): “Non è un problema di nomi, ma di equilibri politici”
“Non è la prima volta che si comincia con incertezza, nel ’94 anche per Spadolini al Senato ci furono incertezze per un voto… quindi un po’ di pazienza siamo solo all’inizio”. Il leader di Fratelli d Italia, Ignazio La Russa che invita ad avere pazienza per l’elezione dei presidenti di Camera e Senato. Sui nomi commenta: “Non è un problema di nomi dice ancora La Russa e’ un problema di equilibri politici”. Quanto a Grillo l’ex Ministro della Difesa spiega: “Grillo? Io non lo rincorro e lo rispetto”.

Ore 13.02 – Senato, iniziato lo scrutinio del presidente Colombo
Tra i primi voti molte schede bianche, alcuni voti al candidato dei Cinque Stelle Orellana e uno a testa a Sibilia e Mussolini (Pdl). Curiosità: il presidente Colombo ha chiesto agli altri componenti dell’ufficio di presidenza come pronunciare il nome di Orellana (se all’italiana o pronunciando in spagnolo la doppia “elle”).

Ore 12.44 – Camera, oggi Sel a destra: “Vogliamo provare un punto di vista diverso”
“Vogliamo provare per un giorno ilpunto di vista di chi la vede in modo diametralmente opposto al nostro..”. Scherza Serena Pellegrino eletta in Friuli con Sel. Oggi con i suoi compagni ha deciso di sedersi all’estrema destra dell’emiciclo in Transatlantico. “Ci siamo seduti lì perchè i posti a sinistra erano tutti occupati. Si vede – osserva – che hanno tutti voglia di stare a sinistra…”.

Ore 12.44 – Camera, Lombardi (M5S): “Voteremo contro la fiducia di un governo tradizionale”
“Noi saremo in Aula e voteremo contro, alla Camera”. Cosi’ Roberta Lombardi, capogruppo designato alla Camera per M5S, ha ribadito che il Movimento votera’ contro la fiducia ad un governo dei partiti tradizionali.

Ore 12.42 – Grillo: “Nessun accordo con Bersani o Berlusconi”
“Non posso raggiungere alcunaccordo con il partito di Bersani o di Berlusconi”: lo ha detto Beppe Grillo alla televisione pubblica Ard. “I partiti classici non hanno capito cosa è accaduto”. “Parlano di alleanze, compromessi. Ma tutto questo esiste sempre meno. I cittadini vanno in rete, si informano e scambiano le informazioni”.

Ore 12.22 – Senato, Colombo invita al silenzio e i Cinque Stelle applaudono
Il presidente di turno della prima seduta dell’Assemblea del Senato, il senatore a vita Emilio Colombo, strappa un lungo e convinto applauso da parte dei senatori del Movimento 5 Stelle, quando invita i senatori a tenersi ai loro posti e a cessare con il “fastidioso brusio” che disturba il regolare svolgimento delle votazioni. “Basta brusii! – si è arrabbiato Colombo – Qui non si sente più niente, andate a sedervi ai vostri posti”.

Ore 12.15 – Camera, Lombardi (M5S): “Vogliamo scranni in alto”
“Non solo perché sono trasversali, sono simbolici del modo in cui vogliamo stare in Parlamento: vigilare, controllare quello che fanno i vecchi partiti”. Roberta Lombardi, capogruppo designata dal M5S alla Camera, conferma, in una pausa dei lavoro a Montecitorio: “Chiederemo che ci vengano assegnati i posti in alto” dell’emiciclo.

Ore 12.12 – Senato, Zanda (Pd): “Non sono previsti altri incontri con M5S”
Con il Movimento Cinque Stelle “non c’è mai stata una trattativa, si è trattato di colloqui di metodo. Non sono previsti altri incontri”. Lo ha detto il senatore Pd Luigi Zanda, conversando con i giornalisti in una pausa dei lavori dell’Aula di Palazzo Madama.

Ore 12.11 – Mauro (Scelta Civica): “Voteremo scheda bianca”
“Voteremo scheda bianca”. Mario Mauro, di Scelta Civica, ai microfoni di Radio Uno conferma l’orientamento della lista di Mario Monti. “Siamo pronti a discutere con tutti quelli che non vogliono uscire dall’euro”, ha aggiunto con un implicito riferimento al M5S. La seduta di oggi, ha proseguito, dovrebbe essere un “momento di riconciliazione” per un “governo stabile”.

Ore 12.11 – Cinque Stelle, Lombardi in fila alla “fontanella” e niente plastica
Si mette diligentemente in fila perabbeverarsi alla ‘fontanellà da cui scorre a Montecitorio la freschissima acqua ‘pubblicà dell’antichissimo condotto dell’acqua di Trevi. La capogruppo designata alla Camera per il M5S, Roberta Lombardi, non fa eccezione sulla scelta dell’acqua pubblica e alle minerali della buvette preferisce quella della fontanella: per berla evita addirittura di utilizzare i bicchieri che sono impilati accanto alla canna dell’acqua. “Sono bicchieri di plastica, inquinano. Da domani mi porto un bicchiere di quelli da pic nic…” promette. 

Ore 12.06 – Senato, Minzolini e Scilipoti entrano insieme
Dopo le opzioni sui capolista con la rinuncia di Silvio Berlusconi per alcune regioni in cui si era presentato, entrano insieme per il Pdl Domenico Scilipoti e Augusto Minzolini. Per Scilipoti è la prima volta da senatore e per un momento, con aria imbarazzata, non sa dove andare a sedersi. Ma sciolto il primo imbarazzo è uno dei più attivi nel girare tra i banchi del Pdl a stringere mani e far capannello. Per l’ex direttore del Tg1 è la prima volta da parlamentare ed entra con un fascio di giornali ed è subito accolto da paolo Bonaiuti e poi va a sedersi nei banchi più alti della parte destra dell’emiciclo.

Ore 12.05 – Formisano (centrosinistra): “Finanziamento ai partiti, depositato una proposta di legge per abolirlo”
“Ho depositato un disegno di legge alla Camera per abolire l’attuale finanziamento pubblico ai partiti ed introdurre una contribuzione volontaria da parte dei cittadini che lo vogliano, sulla base del meccanismo del 4 per mille”. Ad annunciarlo, è Nello Formisano, coordinatore nazionale organizzativo di Centro Democratico.

Ore 12.02 – Senato, Cioffi (M5S): “Emozionato, ma ti bolle il sangue”
“Sono emozionato ma ti bolle il sangue…”. Sfodera un bel sorriso e anche un pizzico di ironia il grillino Andrea Cioffi, intercettato dai cronisti sulla porta della buvette a Palazzo Madama. A chi gli chiede come si sente nel suo primo giorno da senatore, risponde senza esitare: “Ti bolle il sangue perche’ pensi a chi era seduto su queste sedie cinquanta anni fa e ti bolle il sangue perche’ pensi a chi c’era seduto l’anno scorso. Comunque ti bolle”.

Ore 12.00 – Camera, Smeriglio (Sel): “Disponibili a votare un candidato 5 Stelle”
“Voteremo con la scheda bianca” ma siamo disponibili a votare un candidato di Grillo alla presidenza della Camera. Lo afferma Massimiliano Smeriglio (Sel) intervistato da Luca Telese per RadioIes pochi minuti prima della votazione per l’elezione del Presidente della Camera.

Ore 12.00 – Senato, Casini saluta Finocchiaro con un baciamano
Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini arriva a seduta iniziata, e appena entrato nell’emiciclo si avvicina ad Anna Finocchiaro e la saluta con un perfetto baciamano. Poi si dirige verso i banchi del Pdl e si intrattiene in cordiale conversazione con Renato Schifani, Gaetano Quagliariello e Maurizio Gasparri.

Ore 11.57 – Camera, Lombardi (M5S): “Da Pd nessuna nuova richiesta di incontro”
“Non ci è arrivata nessuna nuova richiesta di incontri da parte del Pd’’. Lo assicura la capogruppo designata del M5S Roberta Lombardi che ripete: “non ce lo chiedono anche perchè sanno che se ci vediamo noi trasmettiamo l’incontro in diretta streaming”. Anche per questo la deputata a 5 Stelle non si attende novità o colpi di scena per oggi: “a meno che lo Spirito Santo non li illumini..” scherza.

Ore 11.51 – Senato: proclamati 22 senatori, primi dei non eletti
In virtù delle opzioni di Berlusconi, Tremonti, Ichino, Marino, Casini, sono stati proclamati senatori 22 tra i primi dei non eletti: Chiavaroli, Viceconte, Scilipoti, Fasano, Cardiello, Bianconi, Bernabò Bocca, Aracri, Minzolini, Zuffada, Ceroni, Rizzotti, Bruni, Floris, Gualdani, Mazzoni, Rossi, Conte (Pdl), Di Maggio, Giannini (Lista Monti), Valentini (Pd), Davico (Lega).

Ore 11.50 – Senato, iniziate le operazioni di voto per la presidenza
Nell’aula del Senato si è aperta la prima votazione a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente. Ogni senatore scrive su una scheda il proprio prescelto in una cabina che lo protegge da occhi indiscreti. 

Ore 11.48 – Camera, eletti De Mita e Adornato per l’Udc dopo le rinunce di Catania e D’Alia
Eletti alla Camera per l’Udc Giuseppe De Mita e Ferdinando Adornato. I due subentrano dopo le opzioni del ministro delle Politiche agricole Mario Catania e di Gianpiero D’Alia, eletti in più circoscrizioni.

Ore 11.47 – Camera, iniziate le operazioni di voto per la presidenza
E’ iniziato nell’Aula della Camera il primo scrutinio per eleggere il presidente. La votazione è segreta e avviene per schede: ciascun deputato entra in una delle tre cabine allestite tra il banco del governo e quello della presidenza e vi esprime il proprio voto. 
Nella prima votazione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea, ovvero 420 voti. Cosa improbabile, visto che Pdl e Pd hanno annunciato che voteranno scheda bianca.

Ore 11.46 – Camera, Salvini sceglie l’Europarlamento e si dimette
Matteo Salvini ha presentato le sue dimissioni irrevocabili da deputato. Il segretario nazionale della Lega Lombarda, eletto alla Camera nella circoscrizione Lombardia 1 (era capolista), è anche europarlamentare e ha deciso di mantenere quest’ultima carica elettiva (incompatibile con quella di deputato). Trattandosi di dimissioni motivate, ha spiegato Leone, non si procederà a votazione. Il primo dei non eletti leghisti in Lombardia 1, e che dunque subentra a Salvini, è il parlamentare uscente Marco Rondini.

Ore 11.42 – Finocchiaro: “Io a colloquio con la Lega? E’ falso”
“Leggo sui quotidiani di un mio ‘colloquio segreto’ con i rappresentanti della Lega su ipotetiche trattative per le presidenze delle Camere. E’ una notizia totalmente priva di fondamento”. Lo dice la senatrice del Pd Anna Finocchiaro.

Ore 11.32 – Bersani a Alfano: “Bisogna fare quello che bisogna fare”
“Non rispondo neanche… Bisogna fare quello che bisogna fare”. Pier Luigi Bersani, a margine della prima seduta della Camera, risponde così all’accusa del segretario Pdl Angelino Alfano di “un accanimento terapeutico” del Pd rispetto ad un’intesa con i grillini, a partire dalla presidenza delle Camere.

Ore 11.19 – Senato: Berlusconi opta per il Molise, Casini per la Campania
Il senatore Lucio Barani ha optatoper risultare eletto in Lombardia, il senatore Pier Ferdinando Casini ha optato per risultare eletto in Campania, il senatore Silvio Berlusconi ha optato per risultare eletto in Molise. E’ stato annunciato nel corso della seduta in Aula al Senato. Inoltre il senatore Pietro Ichino ha optato per la Lombardia, il senatore Ignazio Marino per il Piemonte, il senatore Giulio Tremonti ha optato per la Lombardia.

Ore 11.14 – Senato, Mangili (Cinque Stelle) si dimette
Apertura di legislatura con sorpresa al Senato. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Giovanna Mangili, ha presentato istanza per dimettersi “per motivi personali”. Le dimissioni, per essere operative, dovranno essere confermate dall’aula.

Ore 11.13 – Senato, Colombo nomina Papa Francesco. Tutti in piedi tranne molti Cinque Stelle
Quando il presidente dell’assemblea Emilio Colombo, evoca il nome di Papa Francesco, parte un applauso da tutta l’assemblea. Quasi tutti i senatori si alzano in piedi ma molti esponenti del Movimento 5 Stelle rimangono seduti.

Ore 11.06 – Senato, Colombo cita Napolitano: applauso in Aula
“Voglio rivolgere un pensiero deferente al presidente della Repubblica, che con tanta saggezza e tanto senso delle istituzioni guida il nostro Paese in uno dei momenti più difficili della nostra Repubblica”. Così Emilio Colombo nell’aprire la XVII legislatura. I senatori in Aula hanno applaudito. Colombo ha rivolto un saluto anche al nuovo Papa Francesco. “Sono certo di interpretare il pensiero di tutti voi rivolgendo a lui il nostri rispettoso e fervido augurio per un fecondo pontificato” ha dichiarato.

Ore 11.06 – Senato, Movimento Cinque Stelle occupa gli scranni al centro dell’emiciclo
I senatori del Movimento 5 Stelle si siedono per la prima seduta, come avevano chiesto, al centro dell’emiciclo. Guardando dai banchi della presidenza il Pd e i montiani sono a sinistra, la lega e il Pdl a destra.

Ore 11.03 – Senato, iniziata la prima seduta
Comincia nell’Aula di Palazzo Madama la prima seduta di insediamento della XVII legislatura. A presiedere è il senatore più anziano, Emilio Colombo.

Ore 10.53 – Crimi (5 Stelle): “Fiducia al governo Bersani? Voteremo no”
La fiducia al governo Bersani?“Voteremo no. Non ci sono altre ipotesi, come l’astensione o il non voto. Votiamo contro”, così Vito Crimi di M5S risponde ai cronisti prima di entrare a Palazzo Madama.

Ore 10.52 – Senato, Crimi (5 Stelle): “Ballottaggio? Se non c’è il nostro candidato, scheda bianca”
“Se non c’è il nostro candidato non abbiamo nessuno da votare”: così Vito Crimi, prima di entrare a Palazzo Madama, risponde a chi chiede come voterà il M5S al ballottaggio sulla presidenza del Senato. A chi chiede se ci siano stati contatti notturni con il Pd Crimi risponde: “Nessuno”.

Ore 10.52 – Senato, Orellana (5 Stelle): “L’incontro con il Pd è ancora possibile”
L’incontro tra il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico? “Potrebbe ancora succedere, anche in Aula”. Lo dice Luis Alberto Orellana, indicato dal M5S come candidato alla presidenza del Senato. In ogni caso, sottolinea, “vorremmo introdurre modalità di totale trasparenza di tutti gli incontri, con la diretta streaming”.

Ore 10.44 – Lorenzin (Pdl): “Voteremo scheda bianca, non siamo interessati a trattative sulle presidenze”
“Abbiamo deciso di votare scheda bianca e di fare un’opposizione molto forte. Non siamo interessati alle trattative per le presidenze delle due Camere”. Lo ha detto Beatrice Lorenzin (Pdl) intervenendo ad Agora’ , su Rai Tre. “All’inizio abbiamo offerto con senso di responsabilita’  la nostra collaborazione – ha continuato Lorenzin – ma a questo punto credo che per l’Italia non ci sia altro che il voto”.

Ore 10.42 – Camera, presidente Leone: “M5S? Gente normalissima animata da passione e responsabilità”. 

Ore 10.40 – Camera, presidente Leone: “Napolitano gestirà la situazione con saggezza”
Il presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano “è chiamato ad affrontare, nell’esercizio delle sue alte funzioni istituzionali, la particolare complessità dell’attuale fase politica, che sappiamo saprà gestire con l’equilibrio e la saggezza di sempre”. Lo ha detto il presidente provvisorio della Camera Antonio Leone rivolgendo il saluto dell’Assemblea al Capo dello Stato.

Ore 10.39 – Alfano: “Pd? Con M5S accanimento terapeutico”
“Si. Ci pare che da parte del Pd cisia un accanimento terapeutico e serva un altro giorno di paralisi per farsi dire dei no da Grillo. Speriamo che domani il Pd sia più responsabile”. Lo afferma il segretario del Pdl, Angelino Alfano, conversando con i cronisti alla Camera e ribadendo che il Pdl voterà scheda bianca alle votazioni odierne.

Ore 10.37 – Deputati Cinque Stelle tutti nelle ultime due file
Tutto pronto per la prima seduta dell’Aula della Camera. I grillini, entrati per primi, hanno occupato, letteralmente correndo, tutte le due ultime file in cima ai settori prima usati da Pdl, Lega, Udc e Fli. In molti sono accaldati e uno di loro si è tolto la giacca (cosa non consentita dal regolamento a seduta in corso), sfoggiando una vistosa camicia color prugna. Il leader del Pdl Angelino Alfano è entrato e prenderà il suo vecchio posto.

Ore 10.36 – Camera, iniziata la 17esima legislatura
E’ iniziata sotto la presidenza provvisoria di Antonio Leone (il più anziano degli ex vicepresidenti rieletti) la prima seduta della XVII Legislatura. All’ordine del giorno – tra l’altro – l’elezione del presidente dell’Assemblea.

Ore 10.13 – Camera, deputati M5S si siedono ai posti Pdl e Fli
I deputati dell’M5S alla Camera hanno occupato i posti che prima appartenevano a parte del Pdl e Fli. Nella prima seduta non c’è assegnazione predefinita dei posti, che verranno assegnati successivamente dall’ufficio di presidenza.

Ore 10.09 – Camera, deputati 5 Stelle in fila, primi ad entrare in Aula
Deputati 5 Stelle in fila davanti alla porta dell’aula della Camera, per la prima seduta della nuova legislatura, e quello del Movimento 5 Stelle e’ il primo gruppo a fare ingresso nell’emiciclo. “E’ un bel momento – sottolinea la capogruppo, Roberta Lombardi – e il primo giorno che i cittadini possono esprimere il loro voto in Parlamento ed esprimersi per il loro presidente di Camera e Senato”. Nelle prime sedute d’aula, finche’ non saranno costituiti i gruppi, i singoli parlamentari potranno prendere posto liberamente, visto che non sono ancora stati assegnati i diversi settori. Fra, “emozione” e “grande senso di responsabilita'”, cosi’ spiegano, e’ cosi’ cominciata questa loro nuova avventura”.