“Il Csm riafferma il proprio ruolo di garante dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”. E’ uno dei passaggi di una dichiarazione che il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Michele Vietti ha letto in apertura del Plenum sulla vicenda della manifestazione del Pdl al Tribunale di Milano. E il ministro della Giustizia Paola Severino, a margine di un convegno organizzato presso la Corte d’appello di Roma, dall’Unione delle camere penali italiane, precisa che i poteri dello Stato e ”in particolare quello politico e giudiziario, non possono e non debbono trovarsi in posizione di ostilità tra di loro”.

Secondo Vietti, sono ”gravi” la ”vicende accadute”, ma “per senso di responsabilità, accogliendo l’invito del suo presidente, il Csm evita qualunque commento”. Il presidente della Repubblica ”ha rivolto un appello, che faccio mio, al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che la rappresentano”, dice Vietti riferendosi ai contenuti dell’incontro di ieri con il Capo dello Stato.

“In relazione ai recenti avvenimenti nell’ambito dei procedimenti a carico dell’onorevole Silvio Berlusconi – ha aggiunto Vietti – mi limito a richiamare quando dichiarato ieri dal Presidente della Repubblica il quale ha ‘espresso il suo vivo rammarico’ per il riaccendersi di tensioni e contrapposizioni tra politica e giustizia. Rammarico, in particolare, per quanto è accaduto (l’altro) ieri ed è sfociato in una manifestazione politica senza precedenti all’interno del palazzo di giustizia di Milano'”. Vietti, poi, ha ricordato al plenum che il Capo dello Stato “ha voluto incontrare, sempre nella giornata di ieri, il comitato di presidenza del Csm con cui ha avuto un ampio scambio di vedute. Il Presidente Napolitano ha poi rilasciato una dichiarazione in cui – ha detto Vietti, citando il Capo dello Stato – ha indicato ‘nel più severo controllo di legalità un imperativo assoluto per la salute della Repubblica da cui nessuno può considerarsi esonerato in virtù dell’investitura popolare ricevuta'”. Dopo l’intervento di Vietti non c’è stato alcun dibattito al Csm. D’altra parte i laici del Pdl avevano già fatto sapere che, in caso contrario, sarebbero usciti dall’aula Bachelet.

Severino si è espressa in merito agli scontri in atto sul nodo giustizia, pur senza entrare direttamente nel merito delle questioni giudiziarie che riguardano Silvio Berlusconi e le reazioni del Pdl. Ha sottolineato che il Paese si trova in “un momento di eccezionale difficoltà”, caratterizzato da un “grande vuoto di poteri” perché “abbiamo un presidente della Repubblica in scadenza, un governo dimissionario, un Parlamento che ancora deve esprimere i propri punti di riferimento, i presidenti della Camera e del Senato; in ultimo abbiamo perfino l’assenza di un Papa”. Per questo secondo il ministro della Giustizia ci si deve “ispirare alla costruttività, da realizzare col contributo di tutti, nel rispetto della divisione dei poteri”. Una divisione che non deve diventare “contrapposizione”. “La soluzione è complessa – ha ammesso Severino – e occorre lo sforzo di tutti per arrivare alla soluzione dei profili istituzionali che riguardano il potere politico e poi alla soluzione dei profili che riguardano il potere giudiziario”.