Un endorsement al Movimento 5 Stelle che ha suscitato proteste bipartisan. A creare il “caso” è David Thorne, ambasciatore Usa a Roma che, parlando agli studenti del Liceo Visconti della Capitale per la giornata dell’orientamento professionale, ha detto (nel video sotto al minuto 15): ”Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento”. Poi si è augurato che i ragazzi diano “un contributo positivo” all’Italia, “un Paese importantissimo nel mondo”. Sa “che ci sono problemi e sfide in questo momento, problemi con la meritocrazia” ma ha invitato i giovani a “prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento”. 

Pd, Anzaldi: “Grave ingerenza” – Parole contro cui si sono scagliati sia il Pd che il Pdl. Il primo a parlare è stato il deputato di centrosinistra Michele Anzaldi che ha parlato di “grave ingerenza” e ha invitato il ministro degli Esteri Terzi a chiedere “immediatamente spiegazioni all’ambasciata americana e chieda al Dipartimento di Stato una correzione e una smentita rispetto a queste dichiarazioni”. “Se confermate – ha detto Anzaldi – le dichiarazioni dell’ambasciatore americano David Thorne di sostanziale appoggio al Movimento 5 Stelle configurerebbero una gravissima ingerenza nelle vicende italiane. Proprio perché amici e ammiratori della grande democrazia americana – ha concluso – non è davvero accettabile una simile entrata a gamba tesa, in un momento tanto delicato della nostra vita politica e istituzionale”.

D’accordo con Anzaldi la neo senatrice del Pd Rosa Maria Di Giorgi, già assessore all’istruzione della giunta Renzi al Comune di Firenze, che ritiene le dichiarazioni “fuori luogo, rese con deprecabile leggerezza”. Non solo: se confermate “si configurano come un vero e proprio incidente diplomatico, su cui è necessario un immediato intervento da parte delle autorità competenti statunitensi e italiane”. Di Giorgi si augura “che dal Dipartimento di Stato Usa arrivi subito una presa di distanza dalle dichiarazioni attribuite all’ambasciatore”.

Giudizio tranchant anche da parte di Lapo Pistelli, responsabile Esteri del Pd, secondo cui, visto che “stiamo vivendo giorni delicati e forieri di decisioni importanti per il futuro del nostro Paese”, si sente il bisogno “di tutto fuorché di parole francamente inappropriate, anche se pronunciate da amici del nostro Paese, come quelle dette stamani dall’ambasciatore americano”. Poi prosegue: “I giovani sono sicuramente il fattore decisivo del futuro dell’Italia – conveniamo con lui – sia che abbiano votato Berlusconi, Monti o Movimento 5 Stelle, tutte soluzioni variamente auspicate, a seconda dei momenti e dei tempi, dalle parti di via Veneto. Sia pure che abbiano votato per il Partito Democratico, aggiungiamo noi. Ma in questi giorni sarà utile che parlino solo le forze politiche italiane e le istituzioni repubblicane, non gli osservatori stranieri che sono tenuti a svolgere un altro compito”.

Su Twitter, il leader M5S, che sul blog riprende le parole dell’ambasciatore, commenta le parole di Anzaldi e scrive: “Secondo il pdmenoelle questa è una grave ingerenza”.

Pdl, Giovanardi: “Governo Usa chiarisca” – Sulla stessa linea del Pd anche il Pdl, dove il senatore Carlo Giovanardi commenta così le parole di Thorne: “Dopo le dichiarazioni irresponsabili di Maurizio Migliavacca, che ritiene normale prevedere una richiesta di arresto per Berlusconi che il capo dello Stato ha definito aberrante da ipotizzare, ci si mette anche l’ambasciatore degli Stati Uniti a trinciare giudizi sulle vicende politiche interne di un paese da sempre amico ed alleato. Siamo in attesa che il governo americano chiarisca che cosa ha voluto dire il suo ambasciatore, con l’intervento di questa mattina al liceo classico Visconti di Roma”. L’eurodeputata Lara Comi, poi, invita il Pd a “parlare di ingerenza anche dopo le parole di Schulz“, che a febbraio, prima delle elezioni, aveva invitato a non votare Berlusconi.

Ambasciata Usa: “Non sosteniamo nessun soggetto politico” – Alla luce delle reazioni e delle critiche dal mondo della politica, su twitter Thorne ha osservato: ”Le mie parole hanno suscitato interesse. L’uso dei new media è positivo per il sistema politico italiano”, riferendosi alla possibilità di seguire in diretta streaming il suo intervento. Durante l’incontro con gli studenti ha inoltre spiegato che “è interessante vedere che effetto avranno i ‘grillini’, anche se non vogliono farsi chiamare così. Abbiamo incontrato molti di loro – ha proseguito – sono giovani, sono molto seri, si organizzano completamente sul web, non vogliono ricevere soldi e una delle grandi questioni in Italia è quella della quantità di soldi destinata al sistema politico”. Per l’ambasciatore “è interessante vedere un movimento di riforma che non viene dall’alto verso il basso, ma dal basso all’alto” perché si tratta di “un segnale incoraggiante”, anche se “non facile”, “vedere che i giovani italiani alzano la voce per chiedere il cambiamento”. L’ambasciata Usa, sempre sul sito di microblogging, ha specificato nel pomeriggio che “non appoggia nessun soggetto politico. Dialoga con tutti e sostiene l’uso dei social media come strumento di cambiamento”.

L’endorsement di Thorne, nominato ambasciatore da Obama nel 2009, arriva dopo i giudizi non negativi espressi su Grillo da Goldman Sachs e da Mediobanca, che una settimana prima del voto aveva descritto il leader del Movimento come “il possibile vero vincitore delle elezioni”. La banca d’affari americana aveva accolto con piacere il successo dell’ex comico e Jim O’Neill, presidente dell’unità di gestione, ha definito il risultato elettorale come qualcosa di “abbastanza entusiasmante”. L’Italia, secondo il numero uno di Goldman Sachs Asset Management, “ha bisogno di cambiare qualcosa di importante” e forse il risultato del movimento di Grillo è un “segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo”.

Già a febbraio il segretario di Stato americano John Kerry (la cui ex moglie è la sorella gemella di Thorne, ndr) in visita in Italia, aveva incontrato esponenti della politica italiana e in quell’occasione aveva chiarito che gli Usa guardano da tempo al fenomeno Grillo e c’è molta attenzione al movimento, senza nessuna demonizzazione. I militanti, aveva spiegato Kerry, vanno considerati uno ad uno: non sono tutti estremisti di sinistra ma molti sono elettori, professori, gente comune. E aveva quindi ricordato di guardare alle componenti del movimento senza preconcetti.