Da ieri pomeriggio il sito ufficiale di CasaPound è irraggiungibile. A rivendicare l’azione è un comunicato stampa a firma Anonymous Italia distribuito via email e un post sul blog ufficiale anon-news in cui gli hacktivist motivano il loro attacco e avviano una raccolta firme per chiedere lo scioglimento del partito-associazione. Nel testo pubblicato sul web, gli Anonymous indicano CasaPound come una associazione “fondata inconfutabilmente su ideali vilmente discriminatori e violenti propri del fascismo”, richiamando a prova della loro tesi gli eventi legati all’uccisione a Firenze di due cittadini senegalesi a opera di Gianluca Casseri, militante di estrema destra iscritto a CasaPound, e l’operazione dei carabinieri dei Ros di Napoli che ha portato all’arresto di 10 militanti partenopei per banda armata, detenzione e porto illegale di armi e di materiale esplosivo, lesioni a pubblico ufficiale e attentati incendiari, oltre che per il progetto di violentare una studentessa di origine ebree.

La petizione proposta dal gruppo Anonymous attraverso il sito thepetitionsite.com si rivolge direttamente al Presidente della Repubblica ed è piuttosto chiara: “Ai sensi della legge 20 giugno 1952 n.645 art. 4, ‘Apologia del fascismo’, chiediamo l’immediato scioglimento di associazioni fasciste, a partire da CasaPound e, pertanto, oscuriamo il sito www.casapounditalia.org”. Secondo i cyber-attivisti la recente “discesa in campo” di CasaPound e la presentazione di candidati alle scorse elezioni politiche ha trasformato l’associazione in un partito a tutti gli effetti, motivo per cui nella petizione viene chiesto che “sia fatta valere la XII norma transitoria e finale della Costituzione, la quale sancisce che è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

Non è la prima volta che CasaPound finisce nel mirino di Anonymous. Nel marzo del 2012 un gruppo che si era dichiarato appartenente ad Anonymous ha portato attacchi a Radiobandieranera, emittente legata ai “fascisti dl terzo millennio”, mentre il sito nazionale era stato abbattuto qualche settimana dopo come rappresaglia per gli scontri avvenuti tra militanti di estrema destra e centri sociali a Casal Bertone, azione rivendicata anche in quel caso con la firma Anonymous e, già allora, affiancata alla richiesta di chiusura dei circoli di CasaPound.