Un cartello di inizio lavori piazzato a sorpresa a Monti dell’Ortaccio, un ministro dell’Ambiente che cade dalle nuvole annunciando l’invio dei carabinieri e un vero groviglio legislativo e burocratico che rende le cose ancora meno chiare. Roma, pochi giorni prima dell’insediamento della nuova giunta regionale, si è svegliata con un piccolo giallo sul futuro trattamento dei rifiuti. Nella zona indicata dal prefetto Goffredo Sottile – commissario straordinario nominato dal ministro Corrado Clini per affrontare l’emergenza dovuta alla chiusura dello storico impianto di Malagrotta – per la realizzazione della discarica provvisoria è apparso domenica mattina un cartello annunciando l’inizio dei lavori di sbancamento delle cave di Monti dell’Ortaccio per lunedì 11 marzo. Opere autorizzate dallo stesso commissario a fine dicembre, ma poi smentite dal ministro dell’ambiente con un decreto dello scorso gennaio, che chiedeva di utilizzare prioritariamente gli impianti già esistenti nel Lazio. Il tutto reso ancora più complicato dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della regione – dopo l’emanazione del decreto Clini – dell’autorizzazione commissariale. Un vero groviglio.

Il ministro dell’ambiente ha assicurato al Corriere della sera di non saperne nulla. Anzi, Clini ha chiesto al reparto del Noe dei carabinieri di andare a verificare sul posto cosa stia accadendo, mentre questa mattina i comitati della zona di Massimina si stavano mobilitando per un presidio davanti al cantiere già recintato. La tensione nella zona è iniziata a salire subito dopo l’apparizione del cartello del cantiere, gesto ritenuto provocatorio da parte dei cittadini che da anni si battono contro la discarica di Malagrotta e – dal 2012 – contro la realizzazione di un secondo invaso a poche centinaia di metri di distanza. Al momento i lavori non sarebbero ancora iniziati.

Il proprietario dei terreni e il committente dell’impianto è la Colari, gruppo dell’avvocato Manlio Cerroni, che ha affidato a due società di Latina gli scavi di preparazione della nuova discarica “provvisoria” di Roma. Nel cartello del cantiere il tempo di “completamento delle opere” è indicato in 610 giorni (con la consegna di un primo lotto entro quattro mesi), quasi due anni. Un dettaglio curioso, visto che il commissario Goffredo Sottile ha autorizzato l’opera come discarica temporanea per un periodo complessivo di massimo tre anni. La Via rilasciata da Goffredo Sottile prevede una volumetria di 4 milioni di metro cubi e un conferimento giornaliero di massimo 1000 tonnellate di rifiuto urbano trattato.