Nessuna ipotesi di governo di minoranza e maggioranze col “trucco” al Senato per Giorgio Napolitano. Nel groviglio degli scenari possibili per un nuovo esecutivo il presidente della Repubblica, secondo le indiscrezioni rilanciate da Corriere della sera e Repubblica, ribadisce l’urgenza di dare un esecutivo al Paese e rifiuta una prosecuzione “a tempo” del suo mandato al Quirinale oltre la scadenza naturale. E nel caos dei giorni dopo l’esito delle urne, “si continua a ignorare che spetta a lui, e solo a lui, avviare una nuova fase politica, scegliendo in piena autonomia, al temine delle consultazioni, a chi affidare l’incarico per formare il governo”. 

Il Colle accantona l’ipotesi di un governo di minoranza guidato dal “vincitore perdente” Pierluigi Bersani che, senza una “fiducia preventiva – scrive il quotidiano di via Solferino – va allo sbaraglio in Parlamento, contrattando di volta in volta l’appoggio sulle singole leggi”. Napolitano, mentre esorta a “evitare premature e categoriche determinazioni di parte”, vuole verificare “la percorribilità di qualche soluzione alternativa”. Tra queste, quella di un governo di scopo “guidato da una personalità di caratura istituzionale e che sia in grado di fare convergere più forze su un programma limitato”. Uno scenario “intermedio” rispetto a quello di un governissimo Pd-Pdl che Bersani, riporta Repubblica, esclude. “Un governo sostenuto da noi insieme al Cavaliere – avrebbe confidato il segretario democratico agli amici – sarebbe disastroso per la nostra gente”. E ancora: “Tutti si devono togliere dalla testa che noi facciamo l’inciucio. Anche perché comunque si tornerà al voto in tempi brevi e noi la pagheremmo tantissimo”. 

Intanto il leader di Scelta Civica Mario Monti si è lasciato “sfuggire” che non è affatto scontato che “daremo la fiducia a un governo Pd-Grillo”. A fronte di uno scenario così incerto e scivoloso, Napolitano non esclude di affidare un governo “di scopo” a Bersani, leader della coalizione di maggioranza alla Camera, che garantisca gli impegni con l’Unione europea e riformi la legge elettorale. Ma se risulterà bloccato dal veto 5 Stelle e, come ha detto, indisponibile a collaborare con Berlusconi allora “non potrebbe sciogliere la riserva – precisa Repubblica – e Napolitano non lo manderebbe a schiantarsi a Palazzo Madama a fari spenti”. In questa ipotesi di stallo, “l’incarico passerebbe a un altro” e il Quirinale giocherebbe la “carta di riserva”, ovvero “un governo del Presidente a responsabilità parlamentare”.

E nell’urgenza di dare un governo al Paese, è necessario anche anticipare la convocazione delle Camere, dal 15 al 12 marzo. Ma per farlo, scrive il Corriere, “bisogna che tutte le Corti d’Appello completino la verifica che porta alla proclamazione degli eletti” che, a loro volta, se eletti in più circoscrizioni, devono optare “per una di esse”.