Era fin dalla nascita di Forza Italia un fedelissimo di Silvio Berlusconi tanto da mettere una foto con il leader nazionale del Pdl nel suo profilo Facebook. Adamo Longo, capogruppo di un Pdl sfilacciato e ridotto elettoralmente al 12,6% nelle elezioni di domenica e lunedì scorsi a Imola, è stato trovato morto nel pomeriggio di oggi nella sua casa di via Selice 74 insieme con la moglie Carmela Burgo.

Di loro, non si avevano più notizie da domenica così una vicina, insospettita, ha chiamato la polizia e i vigili del fuoco che hanno sfondato una finestra e hanno trovato i due corpi, quello di Longo (64 anni) su una poltrona con la televisione ancora accesa, e quello della moglie 62enne riversa vicino sul letto, entrambi in stato di decomposizione da almeno due giorni. Nessun segno di violenza o di effrazione alla porta dell’appartamento. Una possibilità potrebbe essere un’intossicazione da monossido di carbonio, ma il cane è ancora vivo. Dunque, gli agenti del commissariato coordinati dal pm Antonella Scandellari stanno vagliando pure l’ipotesi di un suicidio, la casa è stata trovata in grande disordine, o di un’infezione alimentare in attesa dell’autopsia.

Longo era stato, insieme con la moglie, alla chiusura della campagna elettorale del Pdl con cena al ristorante “Il Maglio” venerdì 22 febbraio quando tutti in sala aspettavano una telefonata di Berlusconi mai arrivata. Forse un cattivo presagio per lui che così tanto “amava il Presidente”. Certo, a scaldare la platea in sala ci aveva provato l’onerevole Anna Maria Bernini, ma non era stata la stessa cosa. Poi, il voto e lunedì 25 accade una cosa strana: Longo, ingegnere sempre scrupoloso, non partecipa alla commissione consiliare Urbanistica. Lo ricorda l’assessore Andrea Bondi: “Ho notato la sua assenza, veniva quasi sempre. Mi dispiace molto, era un avversario sempre gentile, mai rissoso, cercava di stare sul concreto e non sugli slogan”.

In effetti, era un politico particolare, capace di emozionarsi fino ad avere difficoltà nell’esprimersi quando interveniva in consiglio comunale. La moglie, con la quale almeno all’apparenza non c’erano problemi tanto che uscivano quasi sempre insieme come da tradizione delle loro origini siciliane, era una donna molto attiva che aveva fondato un gruppo di donne dal nome “Le monelle dei fornelli” che cercava di fondere insieme gli amori per l’arte e la cucina con sede nella loro abitazione di via Selice.

Alla notizia delle due morti giunta ai colleghi di partito Simone Carapia e Alessandro Mirri in lacrime, la seduta del consiglio comunale è stata sospesa e non più ripresa. In serata, nella casa di via Selice è arrivato pure il figlio della coppia che da molti anni non viveva più con loro.

di Massimo Mongardi