“Non siamo preoccupati. L’Ue prende atto del risultato delle elezioni ed ha piena fiducia nel processo democratico. L’Italia è uno dei grandi Paesi fondatori e lavoreremo assieme per rilanciare la crescita e la creazione di impiego in Italia”. Queste le prime parole ufficiali della Commissione europea sugli esiti elettorali italiani. Il portavoce di Bruxelles,  Olivier Bailly, ha cercato di gettare acqua sul fuoco ribadendo “la piena fiducia nella capacità di formare rapidamente un governo e di rispettare gli impegni presi”. Questo rispetto “sarebbe un messaggio forte per assicurare la fiducia di tutti nell’economia italiana”, ha proseguito Bailly.

L’Ue, quindi, “si rammarica” che il messaggio di sostegno dell’Europa all’Italia non si passato fino in fondo, ma “l’Europa continuerà a sostenere l’economia italiana, le imprese ed i cittadini”. Bruxelles, infatti, “continuerà ad aiutare questo Paese ed a lavorare con le autorità italiane”. La Commissione resta comunque “convinta che il livello del debito pubblico raggiunto dall’Italia nel corso degli anni sia insostenibile per gli italiani di oggi e per le generazioni a venire”. E, quindi, “più si ritardano le riforme in Italia, più sarà alto il conto da pagare”.

Due parole, poi, anche per il governo dei tecnici: “L’agenda sviluppata negli ultimi 15 mesi era un’agenda che andava nella buona direzione, l’abbiamo detto e continueremo a dirlo”, ha detto Bailly, sottolineando che il governo Monti “ha condotto riforme estremamente ambiziose e a ritmo sostenuto, queste erano indispensabili per l’economia italiana”. Tuttavia, “sarebbe stata un’illusione pensare di avere nell’arco di soli 6 mesi piena occupazione e crescita: quindici mesi non sono abbastanza per vedere gli effetti delle riforme sull’economia italiana, ma continuiamo a credere che, ora che il deficit avrà raggiunto un livello migliore, l’effetto sul livello del debito, che è il problema principale, comincerà a essere visibile”.

In coda il veleno: ”Il presidente Barroso aveva avvertito che quella del populismo non è la voce da seguire e che non si deve cedere a quelle sirene. Chi lo fa, si prende le proprie responsabilità”.  Oggi pomeriggio il presidente della Commissione avrà una conversazione telefonica con Napolitano per discutere l’esito delle elezioni.