Endorsement. Termine inglese di dubbio gusto estetico, che però sintetizza bene il concetto: l’indicazione – o il consiglio – di voto, per questo o quell’altro candidato, partito o schieramento. Di questi tempi va di moda, e ci mancherebbe altro, visto che mancano pochi giorni alle elezioni. Personaggi più o meno pubblici fanno a gara per esprimere il proprio parere. E così c’è chi riceve “l’appoggio” di un cantante (Beppe Grillo da Adriano Celentano), chi quello di uno sportivo (Gianluigi Buffon per Mario Monti). Chi, addirittura, da un sacerdote.

E’ il caso di Pier Luigi Bersani che – non a sorpresa, c’è da dire – si ritrova “candidato ideale” di don Angelo Fanucci, animatore da decenni della Comunità di Capodarco a Gubbio, in provincia di Perugia. “Vi prego, votate per il Pd”, scrive don Angelo in un’e-mail spedita ai suoi collaboratori. Un messaggio che più chiaro non si può. Ma il sacerdote ci tiene a precisare i motivi che lo hanno spinto a chiedere agli amici di appoggiare il Partito democratico: “Se la destra andrà al potere, o se la sinistra non avrà i numeri per governare con tranquillità e giustizia, per noi del sociale saranno guai”.

Il messaggio è rivolto agli operatori del sociale, alle famiglie dei disabili e “a tutti coloro che sentono fortemente il problema dei soggetti svantaggiati”. Don Angelo invita gli elettori a non lasciarsi condizionare dalle “piccole défaillances della sinistra in questioni locali”, né di farsi abbindolare dalle trovate elettorali di Berlusconi, definito l’ex Omino di Ceralacca (la definizione era già stata usata in passato dallo stesso don Angelo, ndr). Il sacerdote spiega di avere preso questa iniziativa “dopo l’ultima, indegna trovata di quel cialtrone di Berlusconi, quella dell’Imu“, che lo ha “angosciato”, ma “anche indipendentemente da questo”.

La lettera di don Angelo ha suscitato immediate reazioni, nel mondo politico e in quello ecclesiastico. “Don Angelo Fanucci – accusa il deputato uscente del Pdl Rocco Girlanda – da sempre fa politica, e la fa da anti-berlusconiano fervente”. Il coordinatore umbro del Popolo della libertà condanna fermamente l’iniziativa del sacerdote: “Non credo sia utile, per chi fa il mestiere di don Fanucci, confondere la politica con l’attività di pastore di anime. Senza contare che la Chiesa è da sempre più vicina non alle posizioni del partito per cui il sacerdote in questione invita a votare, ma a quelle di un Pdl che sostiene la famiglia tradizionale, il matrimonio tra uomo e donna e la lotta all’eutanasia”.

Anche il vescovo di Gubbio, mons. Mario Ceccobelli, prende le distanze: “Queste di don Angelo sono iniziative personali. Io non prendo posizione, i cristiani sono in tutti i partiti. Ho già chiesto di votare secondo coscienza e secondo un discernimento prudente e saggio”.