Un invito rivolto “ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria” per scegliere il Pdl nell’urna prontamente rispedito al mittente da uno dei destinatari. Don Gianfranco Formenton, parroco di Sant’Angelo in Mercole e San Martino in Trignano vicino a Spoleto, ha ricevuto via web, come decine di altri ‘colleghi’, la mail di propaganda elettorale di Ada Spadoni Urbani in corsa per la rielezione a Palazzo Madama. La senatrice sostiene il primato del partito di Silvio Berlusconi sulla difesa dei temi etici perché “a differenza di altri partiti, il Pdl è stato sempre unito e coerente, perché composto da molti cattolici e da altri che si definiscono laici adulti, la cui formazione culturale e politica è in ogni caso improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili”. E “devotamente” saluta i parroci corregionali.

Ma il sacerdote la stronca: “Rivolgendosi ai pastori del popolo cristiano lei dovrebbe ricordare che tra i valori non negoziabili nella vita, nella vita cristiana e soprattutto in politica entrano tutta una serie di comportamenti di vita, di etica pubblica e di testimonianza sui quali non mi sembra che il partito di cui lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli”. Poi si scaglia contro il Cavaliere: “Sarebbe bello stendere un velo pietoso su tutto ciò che riguarda il capo del suo partito – osserva- sul quale non credo ci siano parole sufficienti per stigmatizzare i comportamenti, le esternazioni, le attitudini pruriginose, le cafonerie, le volgarità verbali che costituiscono tutto il panorama di disvalori che tutti i pastori del popolo cristiano cercano di indicare come immorali agli adulti cristiani e dai quali cercano di preservare le nuove generazioni”.

La replica di Formenton è stata prima pubblicata dal sito locale Spoletocity, poi rilanciata sulla pagina facebook del deputato uscente Giovanni Bachelet. Da lì è stata condivisa quasi 2500 volte, ha raccolto oltre 1200 ‘mi piace’ e più di 200 commenti. Un successo imprevisto – e involontario – per la lettera di Urbani che al contrario, come dice al fattoquotidiano.it, voleva rimanesse “confidenziale”. Ma così non è stato. La senatrice però, non entra nel merito delle critiche del sacerdote e lo liquida attaccandolo. “Ma lei lo sa chi è quel prete? E’ uno di quelli che Ruini voleva cacciare dalla Chiesa”, spiega. Eppure Ruini non ha mai fatto ‘liste di proscrizione’ (la dichiarazione della senatrice, infatti, è basata su un articolo comparso su Lettera 43 in cui compariva un elenco di sacerdoti ‘di frontiera’, ndr). “Ho inviato la lettera a chi non sono riuscita a incontrare di persona in campagna elettorale. Ai sacerdoti, agli agricoltori, agli imprenditori. Tanti non hanno risposto e chi tace acconsente”, aggiunge, “ma una ventina mi hanno scritto che non erano d’accordo. Tutti comunisti e grillini“. Gli scandali in cui è stato coinvolto il Cavaliere non lo rendono poco credibile quanto a temi etici e “valori non negoziabili”? “Quelli sono affari suoi”, taglia corto Urbani. “E in ogni caso io ho visto Berlusconi fare approcci solo con gentilezza e quelle battute di gusto che vediamo in tv”. Battute “di gusto“? “Tutti noi siamo peccatori. E comunque grazie a don Formenton che ha dato visibilità al nostro programma”. Un programma fatto di barricate su “disposizioni sul fine vita (chi non ricorda il caso Englaro) – prosegue la lettera – legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, adozione di bambini nelle stesse coppie omosessuali, problematiche sull’uso degli embrioni, apertura all’aborto eugenetico (che, di fatto, si va già diffondendo)”. 

Ma queste sono categorie che per il sacerdote umbro non rappresentano il mondo cattolico. E cerca di spiegarlo alla senatrice: “Mi consenta di dirle francamente – si legge nella replica – che il Vangelo che i pastori annunciano al popolo cristiano non ha nulla a che vedere con ideologie che contrappongono gli uomini in base alle razze, alle etnie, alle latitudini, ai soldi e, mi creda, mentre nel Vangelo non c’è una sola parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto”. Al contrario, “sulle discriminazioni, sul rifiuto della violenza e su una visione degli altri come fratelli e non come nemici ci sono monumenti innalzati alla tolleranza, alla nonviolenza, all’accoglienza dello straniero, al rifiuto delle logiche della furbizia e del potere”. “I politici si presentano sul territorio solo quando devono rastrellare voti – puntualizza – ma non possono ergersi a esperti della morale”.

Infatti ritiene che il Pdl e il suo fondatore siano responsabili della creazione di un’idea di vita irreale che “ha devastato le coscienze e i comportamenti dei nostri giovani che hanno smesso di sognare sogni nobili e si sono adagiati sugli sculettamenti delle veline, sui discorsi vacui nei pomeriggi televisivi, sui giochi idioti del fine pomeriggio e su una visione rampante e furbesca della politica fatta di igieniste dentali, di figli di boss nordisti, di pregiudicati che dobbiamo chiamare onorevoli. Oltre a questo – ricorda a Urbani – lei siederà nel Senato della Repubblica insieme a tutta una serie di personaggi che coltivano ideologie razziste, populiste, fasciste che sono assolutamente anti-cristiane, anti-evangeliche, anti-umane”. Per don Formenton, il caso Englaro “è stato usato dalla politica come una clava e se in quel caso c’era una virtù, era quella del silenzio”. Le critiche si spingono anche sulla crisi culturale generata dalle tv dell’ex premier (“vogliamo parlare di tutti quegli anziani che passano i pomeriggi davanti alla tv e ne escono rincoglioniti?”, dice) e sottolinea che nella società e nella comunità cattolica “si discute” e, diversamente da quanto crede, “non ci sono divorziati o gay. Ci sono le persone”. I suoi fedeli cosa dicono della replica? “Sono abituati a riflettere, si informano. Usano internet e guardano la tv. E anche i miei colleghi sacerdoti sono d’accordo con me, parliamo in questi termini da anni”. Urbani la accusa di essere comunista. E’ vero? “Se parli di povertà, sei un vescovo. Se ne spieghi i motivi, sei un comunista. Quindi, per loro ragionare è essere comunista”.