Il giorno di San Valentino il fuoco si è mangiato il tetto del Maga, il nuovissimo museo della città di Gallarate. Inaugurato nel 2010 con una grande mostra dedicata a Modigliani, il museo ospita una vasta collezione permanente che conta più di 5 mila opere tra dipinti, sculture, disegni, installazioni, fotografie, oggetti di design e opere di grafica. Le fiamme hanno distrutto il tetto, rendendo impraticabile la struttura e costringendo il personale del museo ad evacuare in poco tempo tutto il patrimonio artistico, tra cui ci sono dipinti di Fontana, Guttuso e De Pero. Le opere sono state messe subito al sicuro, ma dovranno essere completamente inventariate e controllate, per escludere possibili danni e ammanchi (che al momento sembrano scongiurati).

Oggi il sindaco della città Edoardo Guenzani, che assieme all’architetto Aldo Rossi ha curato la ricostruzione del teatro La Fenice dopo il rogo del 1996, lancia un appello al ministero affinché si possa procedere al più presto alla messa in sicurezza dell’edificio: “I danni sono ingenti. In casi del genere è necessario intervenire fin da subito – ha detto il sindaco -, la copertura del museo non assolve più alla sua funzione ed eventuali infiltrazioni d’acqua potrebbero compromettere anche la parte che non è stata danneggiata dall’incendio”. Al momento l’edificio è stato posto sotto sequestro dalla magistratura che ha aperto un’inchiesta per appurare l’origine del rogo. Si parte da un’unica certezza: quando sono divampate le fiamme sul tetto erano al lavoro alcuni opera per dei lavori di manutenzione.

Edoardo Guenzani mette in campo anche la sua esperienza professionale, evidenziando i punti deboli che hanno segnato la vicenda della ricostruzione del teatro veneziano per evitare che possano essere ripetuti gli stessi erri di allora. “Nei primi anni dopo l’aggiudicazione della gara per la ricostruzione della Fenice, quando il commissario era il prefetto di Venezia, abbiamo subito una serie di passaggi burocratici che hanno portato alla stasi dei lavori per molto tempo. Poi finalmente è intervenuto Romano Prodi, indicando Paolo Costa (all’epoca sindaco di Venezia e già ministro dei lavori pubblici) come nuovo commissario. Costa, rendendosi conto dei problemi è riuscito in due anni ad avere il teatro pronto e finito sempre seguendo il progetto originale”.

Insomma, come su La Fenice anche sul Maga incombe lo spettro della burocrazia italiana che rischia di ingabbiare i lavori di ripristino per anni, così il sindaco invoca un intervento straordinario: “I vincoli che abbiamo per intervenire su un’opera pubblica prevedono procedure lunghe – ha aggiunto Guenzani -, senza contare che su di noi pesano anche i limiti del patto di stabilità. A Venezia l’importo per la ricostruzione del teatro superava i 140 miliardi di lire, qui fortunatamente non siamo in questa situazione, ma ho verificato in prima persona come da quelle parti si sia sbloccata la faccenda solo quando è stato nominato un commissario straordinario che ha gestito la situazione. È chiaro che anche nel nostro caso servirebbe una soluzione adeguata, che ci metta in condizione di operare rapidamente per evitare di aggravare il problema”. L’auspicio è dunque quello della nomina di un commissario straordinario che metta il comune in grado di poter operare in tempi brevi e riportare presto i quadri al loro posto. In larga misura la collezione permanente del Maga è frutto dei lasciti di Silvio Zanella, cui oggi è intitolata la fondazione che gestisce il museo (tra i soci della fondazione c’è anche il ministero per i Beni culturali).

A partire dagli anni 50 Zanella ha patrocinato il “premio arti visive città di Gallarate”, une evento di caratura nazionale, al termine del quale le opere venivano acquisite, andando così a formare un patrimonio artistico di tutto rispetto. Pur con tutte le cautele necessarie, per molti anni le opere sono state custodite in una struttura inadeguata, giustificando così la creazione di una struttura ad hoc. Il museo, finanziato annualmente con circa un milione di euro di fondi comunali, in questi anni ha ospitato altre mostre che hanno riscosso un discreto riscontro di pubblico (una dedicata allo scultore Gicometti e una alla collezione Consolandi). L’amministrazione gallaratese assieme a Giacomo Buonanno, presidente della Fondazione “Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella” hanno comunicato che le attività del museo non si fermano: “Il museo – hanno detto – è un’istituzione che sente il sostegno della città e non abbandona la sua funzione di servizio culturale. Si è perciò deciso di non cancellare nessuna delle attività in programma. Il Maga è più forte delle fiamme”.