Ostetriche sul piede di guerra. A far infuriare la categoria di lavoratrici sanitarie, un servizio trasmesso il 31 gennaio dal Tg1 (si trova al minuto 33) per la presentazione di una nuova figura professionale: la doula. Nell’antica Grecia, doula era la “serva della donna” che puliva la casa e assisteva la padrona. Oggi si presenta come professionista non sanitaria che assiste le partorienti nel periodo pre e post parto. “Uno scandalo – dice la presidentessa della Fnco, la Federazione nazionale collegio ostetriche, Miriam Guana – Aspettiamo una rettifica da parte del telegiornale. Si tratta di una professione ai limiti dell’abusivismo ed è incredibile che questo servizio sia apparso su una rete nazionale”.

La presidente della Fnco definisce “pericoloso” parlare di doula come “figura emergente a sostegno della donna durante la gravidanza, il parto e il puerperio”, perché ufficialmente “ai dubbi e ai bisogni delle donne deve rispondere il sistema sanitario nazionale“. Diffusa all’estero, la doula è un’assistente che si propone di cooperare con le professioni sanitarie per l’aiuto alla donna incinta. Le ostetriche, invece, devono ottenere l’abilitazione con la laurea in ostetricia e l’esame di stato, per poi lavorare non sono solo negli ospedali, ma anche in punti nascita e consultori, assistendo direttamente la donna. La paura delle ostetriche è che le doule possano sostituirsi a loro senza aver bisogno di studiare per ottenere le qualifiche necessarie.

In Italia si diventa doula grazie a corsi di formazione di 6-8 weekend e le prestazioni avvengono in ambito privato o assistenziale. “C’è poca conoscenza del nostro ruolo – racconta Francesca Aicardi di “Ecomondo Doula”, la prima realtà nata in Italia – Le giovani ostetriche temono che possiamo portare via loro il lavoro. In realtà vogliamo affiancarle. Ancora non siamo riconosciute a livello statale, ma stiamo cercando di strutturarci il più possibile. La nostra scuola ad esempio è certificata dall’ente Cermet”.

Il timore delle ostetriche quindi, è che figure professionali che dovrebbero fare semplice assistenza pratica e psicologica alle donne incinte si ritrovino a svolgere compiti più qualificati di loro competenza. “È una situazione gravissima – continua la presidente della Fnco Guana – Le doule sono persone che si dichiarano competenti per la presa in carico di madre e bambino senza essere preparate a farlo. È un’interferenza pericolosa, per questo chiediamo al ministro della Salute Renato Balduzzi di intervenire al più presto”. La condanna della Fnco non lascia spazio a interpretazioni: “Non possiamo affiancarci a queste figure. È pericoloso far passare il messaggio che chiunque, dopo qualche weekend di formazione, possa esercitare la professione di ostetrica”.

L’episodio dell’appello contro il Tg1 non è nuovo alle orecchie del ministero della Salute e segue numerose denunce che la Fnco ha rivolto contro la “professione relazionale” e contro le ostetriche che collaborano nelle scuole per doule. A peggiorare lo scontro è il blocco delle assunzioni per le giovani laureate nel pubblico, che spesso si trovano senza lavoro e senza possibilità di impiego in altri contesti professionali, già occupati da infermieri o dalle doule stesse. “Nessuno può negare – conclude Aicardi di Ecomondo Doula – che la categoria dell’ostetrica è diventata sempre più ospedaliera. C’è un vuoto assistenziale che noi vorremmo poter colmare nel rispetto delle regole”. Una lacuna riconosciuta anche dalla Federazione nazionale delle ostetriche che sottolinea “l’esigenza che le Regioni si attivino per riorganizzare le cure primarie sul territorio”. L’appello è al ministero della Salute perché possa prendere una posizione chiara: “Aspettiamo una risposta – conclude Guana – e nel frattempo continuiamo a presidiare il territorio e denunciare”.