I siciliani Mirello Crisafulli e Antonio Papania non saranno candidati per il Pd alle prossime elezioni politiche. Lo ha deciso la commissione nazionale di garanzia presieduta da Luigi Berlinguer “in base a un criterio di opportunità”. Bocciature che rischiano di scatenare la rivolta del partito siciliano, che si era già mosso a difesa dei suoi esponenti. Ai garanti erano stati sottoposti anche i casi di Angelo Capodicasa e Francantonio Genovese, anche loro siciliani. Capodicasa è stato tirato in ballo dall pentito Maurizio Di Gati con dichiarazioni che non hanno trovato riscontro e non hanno portato ad alcuna conseguenza giudiziaria. Genovese, recordman italiano di preferenze alle primarie (quasi 20mila) ed ex sindaco di Messina, è indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulle delibere di affidamento di servizi a Feluca spa, una società che si occupa della rete internet del Comune. Su entrambi, come su Crisafulli e Papania, grava il peso di intercettazioni e di rapporti di polizia ritenuti senza rilievo giudiziario che raccontano di presunte contiguità con la mafia o li collocano al centro di un ambiguo sistema di potere  di Manolo Lanaro