Le ha promesso un alloggio, poi l’ha portata in una baracca alla periferia di Bologna, l’ha stordita a forza di pugni e l’ha violentata. È successo nella notte tra mercoledì 16 gennaio e giovedì 17 . Una 51 enne residente in Liguria, arrivata in città martedì alla ricerca di alcuni suoi amici di vecchia data, dopo avere passato una notte a dormire nella sala d’attesa di una stazione, è stata avvicinata da un suo coetaneo rumeno, mentre si trovava dentro un bar.

L’uomo, sentite le necessità della donna  (che pare abbia una qualifica da infermiera e che comunque non è una senzatetto), le ha chiesto subito se avesse bisogno di un alloggio per la notte. “Se mi paghi una piccola somma ce l’ho io una stanza per te”, le ha detto. Complice forse un bicchiere in più, la donna si è fidata e dopo avere preso due autobus i due si sono ritrovati alla periferia di Bologna, verso Borgo Panigale. Un piccolo tratto di strada a piedi e subito la scoperta: la casa promessa era una tendopoli abusiva, ospitata in un terreno privato e abitata soprattutto da cittadini stranieri. La stanza era una tenda. Vista l’ora e soprattutto le condizioni climatiche, con la neve che cadeva in città, la donna ha deciso di fidarsi ancora una volta e di rimanere nel campo, chiedendo tuttavia di stare a dormire da sola.

Il rumeno è uscito, ma poco dopo è rientrato pretendendo un rapporto sessuale. La donna, che aveva fatto già intendere in precedenza di non essere interessata ad andare a letto con lui, ha raccontato di avere iniziato a urlare. Ma non è servito a niente, le altre tende erano distanti e nessuno degli altri ‘inquilini’ ha sentito, o forse ha voluto sentire. Per farla stare zitta l’uomo l’ha riempita di pugni, stordita e poi violentata ripetutamente. Poi è stata rapinata: 200 euro, il cellulare e dei gioielli. Solo a questo punto è riuscita a scappare.

Piena di sangue, il viso pieno di lividi, la vittima è stata notata da un’automobile vicino alla tangenziale della città ed è stata subito portata dai carabinieri di Borgo Panigale. Lì ha raccontato tutto prima di essere trasportata all’Ospedale Maggiore.  Contemporaneamente i militari hanno iniziato una caccia all’uomo rivelatasi molto breve, visto che lo stupratore era ancora lì, sul luogo del misfatto. Russava beatamente tra le tracce di sangue, il telefonino e i soldi rubati. L’uomo, difeso d’ufficio dall’avvocato Sergio Tanzillo, è stato rinchiuso nel carcere bolognese della Dozza dove venerdì si terrà l’udienza di convalida. Le accuse formulate nei suoi confronti dalla pm Gabriella Tavano sono gravissime: violenza sessuale e rapina.