Ripartire dagli errori dei governi di centrosinistra. Pierluigi Bersani, intervistato a Ballarò, sembra mandare questo messaggio. Tanto che è arrivato a dire quello che non si era mai sentito nel periodo dei due mandati con l’Ulivo e simili a Palazzo Chigi: “Cancelleremo le leggi ad personam – ha detto il candidato del centrosinistra – Ce n’è un certo tot, la Cirielli va cancellata, la Gasparri da modificare… Insomma ce n’è un po’, finché c’è la persona”. Bersani ha ribadito, con altre parole, il concetto del voto utile già espresso nei giorni scorsi, che vale soprattutto in quelle regioni che (per via il meccanismo della legge elettorale) diventano fondamentali per conquistare la maggioranza al Senato. “Tutti i voti vanno bene – dichiara Bersani – ma poi c’è la matematica e noi siamo i soli in condizione di battere la destra. Indebolire noi è un gioco masochista”. Così il segretario del Pd ribadisce come fare concorrenza al Pd in alcune regioni favorisca solo il centrodestra. Sul punto, poi, manda un messaggio sia al centrodestra di Berlusconi sia al centro di Monti: “Non è possibile che alla fine decide chi ha preso meno voti, sarebbe inaccettabile. L’Italia ha diritto che governi chi ha preso il 51% per avere un programma preciso di riforme ma certo bisogna ragionare come avesse il 49%”. 

Poi i temi principali di attualità e di campagna elettorale. A partire dalle tasse. “In quest’anno non siamo in condizione di ridurre le entrate Imu – ammette – Inutile che ci raccontiamo delle favole, ma potremo fare un riequilibrio caricando caricando di più sui possessori di grandi patrimoni immobiliari. A fronte di una detrazione dobbiamo caricare con un’imposta personale sui detentori dei grandi patrimoni immobiliari, poi discutiamo della soglia in parlamento. Dico che a valore catastale con 1,3-1,5 milioni indiscutibilmente si è in presenza di un grande patrimonio”. “Se la spesa sarà sotto controllo – insiste – ogni euro recuperato può andare alla riduzione delle tasse. La differenza vera è alleggerire il peso sul lavoro che dà lavoro”. 

Bersani non si sbilancia su un abbassamento delle tasse: “Le tasse il meno possibile compatibimente con la tenuta dei servizi che non possono abbassarsi. La pressione fiscale è molto alta perché l’evasione fiscale è molto alta e aumentare le tasse significa farle pagare ai soliti”. Bisogna dunque combattere l’evasione fiscale. “Credo che gli italiani non si aspettino che noi aumentiamo le tasse. Se teniamo la spesa sotto controllo è possibile dire che ogni euro recuperato da una maggiore fedeltà fiscale può andare a riduzione delle tasse”, ha assicurato.

Per il resto Bersani non ha alcun complesso di fronte al “tecnico” Mario Monti. “Non potrei essere un bocconiano, ma un po’ tecnico penso di esserlo anche io. Monti ha una certa attitudine alla politica, ma diciamo che ha un’attitudine a una politica di centro. E io vagamente di sinistra”, ha aggiunto ridendo. Poi l’altro “rivale”, Berlusconi. “E’ un contendente – afferma – è la destra dell’individualismo che vuole sempre denigrare ogni funzione pubblica, che ovunque dice sempre le stesse cose, che non crede nel collettivo e nell’equità e che non crede che la parola uguaglianza sia una parola valida. Quella è la destra”. E alla domanda su cosa il Cavaliere abbia più di lui Bersani ha risposto con una battuta: “Solo i capelli…”. Insomma: “La destra non lavora per vincere ma per azzoppare la nostra vittoria. Non temo la rimonta clamorosa del centrodestra come nel 2006 perché penso che gli italiani abbiano capito che il centrodestra ci ha portato in un mare di guai”. 

Infine un passaggio sulla questione Fiat che ieri ha chiesto la cassaintegrazione per due anni per lo stabilimento di Melfi: “Bisognerebbe rendere un po’ più chiaro cosa ha intenzione di fare la Fiat – spiega Bersani – E’ concepibile che si chieda la cassa integrazione per nuove linee, ma fossi il governo chiamerei (Marchionne, ndr) per dire: fammi capire esattamente di che investimenti si tratta”.