Lutto nella musica italiana. E’ morto a 66 anni Valerio Negrini, musicista e paroliere, noto per essere il fondatore nonché l’autore dei testi della maggior parte delle canzoni dei Pooh. Nato il 4 maggio del 1946 a Bologna, Negrini, fu prima batterista – e talora voce solista – dei Pooh, poi dal 1971 si dedicò solo alla composizione dei testi del gruppo lasciando le bacchette a Stefano D’Orazio. Il suo partner più assiduo nella composizione è Roby Facchinetti, in coppia con il quale ha composto numerose canzoni di successo. Quattro gli album, prima dell’abbandono ufficiale: nel 1966 Per quelli come noi, nel ’68 Contrasto, nel 1969 Memorie e nel 1971 Opera prima. 

Sul lato A di Contrasto appare per la prima volta Piccola Katy, un must negli oltre 40 anni di carriera dei Pooh: parole di Negrini e musica di Facchinetti che a metà del ’66 si era aggiunto alla formazione iniziale. In Opera prima, l’album della consacrazione internazionale, quando già i Pooh erano Negrini alla batteria, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Riccardo Fogli, ecco i branid ella consacrazione: Pensiero e Tanta voglia di lei.

Negrini è stato ribattezzato da molti “il quinto Pooh” ma lui non gradiva questa definizione. Lascia tre figlie: Alice nata nel 1979, Linda nel 1990 e Ginevra nel 2006. E la moglie Paola con cui era sposato dal 1995. Negrini si e’ spento nel tardo pomeriggio di oggi all’ospedale Santa Chiara di Trento, in seguito ad un infarto.

“E’ troppo difficile, in un momento come questo, riuscire a racchiudere in poche parole la nostra sofferenza, possiamo soltanto dire che la nostra strada e’ stata sempre tracciata dalla sua poesia“. Cosi’ Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, che hanno appreso la notizia dalla moglie Paola nel pieno del dolore, commentano l’improvvisa scomparsa di Valerio Negrini, musicista e paroliere, noto per essere il fondatore nonché l’autore dei testi della maggior parte delle canzoni dei Pooh. Oltre che fondatore, Negrini era stato il primo batterista dei Pooh prima di lasciare le bacchette a Stefano D’Orazio, che lo ricorda con particolare commozione: “Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande ed improvviso -dice D’Orazio – è una parte della mia vita che se ne va e già sento un vuoto incolmabile, buon viaggio amico mio”.