Perché ostinarsi con i Maya, a lamentarsi di loro sostenendo che non ci hanno azzeccato? Che il mondo non sia finito, ma che comunque questa fine d’anno rappresenti la somma di ogni peggio e dunque la loro profezia catastrofista sarebbe una fregatura, non sono d’accordo!

Abbiamo avuto la fine del governo Monti che, avrà anche risanato i bilanci dello Stato (forse) e (soprattutto) certi altri bilanci, ma ora se n’è andato e, nonostante i Montezemolo e i Casini a tirarlo per la giacchetta, senza fare belle figure.
Berlusconi è tornato in politica e ha definitivamente affondato tutta la destra (ma quali moderati?) sua e non sua, ha sfinito Alfano, distrutto il PdL e ancora di più la Lega che già si era distrutta da sola.

Il PD? D’Alema si è ritirato, Veltroni pure, i loro accoliti reclamano la grande dignità nel farlo e noi reclamiamo il fatto che la dignità non dovrebbe essere stipendiata dai soldi pubblici. Lusi ha rivelato lo scandalo dei finanziamenti pubblici ai partiti e dei rimborsi elettorali, Rutelli, uomo dai cento volti e dalle mille bandiere, si dispera in cerca di collocazione… e non è il solo.
Vendola, invaghito dal successo mediatico delle “primarie” le convoca pensando di blindare la Frascaroli per il Parlamento, ma lei rifiuta in malo modo facendolo incazzare… adesso non vorrete davvero convincermi che non avere la pupilla della Franzoni-Prodi al Senato sia una brutta notizia?

Montezemolo getta la maschera e scende in campo, è un liberista evidentemente all’ultima spiaggia e con la puzza sotto il naso che ora non disdegna la comunella con Casini e Fini, di questi, che sentono vacillare le poltrone come capre di montagna in bilico sul costone e non hanno il mestiere dei camosci nei loro garretti, più di uno finirà nel dirupo, è un bene che stiano insieme, sarà più facile capire di dove viene il cattivo odore.

La Marcegaglia ha lasciato la presidenza di Confindustria che non cambierà per questo i suoi applausi al manager della Thyssen Krupp, se n’è andata la Fornero con le sue lacrime certo indirizzate più a sé stessa che non alle sue vittime, rimane l’Ilva a Taranto purtroppo, con le sue polveri e i suoi morti, rimane purtroppo Marchionne che prova a sopravvivere comprando per due soldi gli applausi delle truppe cammellate di Bonanni e di Angeletti.

Restando in materia olfattiva, Storace candida il console fascio-rock e La Russa i due marò omicidi, se ci mettiamo di mezzo anche la Meloni e la Mussolini è la volta che ci liberiamo definitivamente di tutti e quattro. La Suprema Corte ha rifiutata la grazia chiesta da Napolitano per Sallusti, evidentemente la coabitazione coatta con la Santanchè dev’essere peggio della galera. Pure il presidente migliorista si prepara ad uscire di scena ma avremo ancora a che fare con giornalisti pronti ad usare lo sciopero come strumento corporativo per proteggere sé stessi attraverso Sallusti, ricordatevene quando il prossimo parlerà di etica.

Grillo litiga con i suoi grillini e li scomunica con una facilità da fare invidia a un Papa certo della fedeltà dell’orda di coloro che considera suoi dipendenti, costoro però omologano Favia che raccatta consensi plebiscitari, ma si dispera perché, dice il poverino, non vuole buttare via anni di lavoro: strano, credevamo che sostenesse che la politica non fosse un mestiere. Casaleggio ancora aleggia sovrano come l’odore di un formaggio stantio e tutti si aggrappano al simbolo del Movimento 5 Stelle che si accinge a mandare a Camera e Senato candidati impreparati purchè obbedienti, c’è molto di vecchio in tutto questo nuovo.

Persino il Papa non è immune dall’aura dei Maya e si auto-demolisce dichiarando che i matrimoni gay sono una minaccia per la pace, tutti coloro che erano convinti che le cause scatenanti fossero fame, sete e povertà insieme agli interessi di chi pilota l’ordinamento mondiale hanno rinnovato il proprio impegno trovando nuove risorse e mandando a quel paese lo sciagurato che cammina calzando babbucce dorate.

Se n’è andato Fede che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, mentre le olgettine non conoscono crisi, ma almeno il loro pagatore è stato vittima di sequestro tanto breve quanto milionario e il cui segreto è tanto ridicolo quanto le spiegazioni .
Di Pietro sputtanato e dimezzato come Umberto Bossi, spariscono il Trota come il Batman e la Minetti e i consigli e le giunte regionali di Lombardia e Lazio coi loro e Formigoni e Polverini sono sputtanati, persino in Emilia Romagna si cerca e si trova del marcio.

Record mondiale per il sindaco Alemanno, sputtanato agli occhi di tutti per il clientelismo della sua amministrazione, ma unico romano ad essere sputtanato da una nevicata. Ora, un sintomo importante che ha fatto dubitare i negazionisti della Fine del Mondo prevista dai Maya è stata la richiesta di spostare il Festival di Sanremo a causa di Fazio e della Littizzetto, accusati di essere smaccatamente schierati a Sinistra (scrivo Sinistra con la esse maiuscola perché rispetto la Sinistra vera, non quei due là).

Colpa forse di Umberto Eco, che dopo “Fenomenologia di Mike Bongiorno” di oramai cinquant’anni fa non sa più descrivere adeguatamente come il nulla televisivo si sia impadronito del dibattito culturale e intellettuale. Spostare Sanremo poteva essere la mossa a sorpresa che, imprevedibile tanto quanto un gigantesco meteorite per degli ignari dinosauri, avrebbe spiazzato tutti, compresi i cronisti sportivi, colpendo il globo e spazzando via la vita così come la conosciamo noi… tranne una zona dei Pirenei e una della Serbia, mah… bizzarrie Maya che probabilmente non avevano problemi di destra o di sinistra, ma che gente come Fazio o Floris, Fede o Vespa, l’avrebbero certo presa a calci in culo sia col piede destro come col sinistro senza stare a pensarci tanto sù.

Male per noi sarebbe stato se non ci fossero stati i Maya a liberarci da tutti questi, perché i partigiani son rimasti pochi e noi non sappiamo più ribellarci… A questo proposito ricordo trentacinque anni fa un mio amico che buttò giù di getto queste righe che, a saperle leggere resistendo alla tentazione di canticchiarle, sembrano sgrammaticate…

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c’è una grossa novità, l’anno vecchio è finito oramai, ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, si sta senza parlare per intere settimane e quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando, sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce e anche gli uccelli faranno ritorno.
E ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno:
E si farà l’amore ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi, ma soltanto a una certa età, e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età.
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico e come sono contento di essere qui in questo momento, vedi caro amico cosa si deve inventare per poter riderci sopra, per continuare a sperare…
E se quest’anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch’io…
L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, io mi sto preparando è questa la novità

Quell’amico se n’è andato anche lui nell’anno che sta finendo e non è stato il solo che abbiamo perduto purtroppo. Oggi come allora le dedico a chi lotta e a chi soffre per una vita dalla normalità inaccettabile