Antonio Ingroia candidato premier fa già discutere. Non solo per i politici del centrodestra, per i quali il magistrato siciliano era già da tempo una “toga rossa”, ma anche nel campo del centrosinistra, con il gelo del Partito democratico soprattutto alla luce degli attacchi rivolti da Ingroia verso il segretario Pier Luigi Bersani e il neo candidato Piero Grasso. ”Si entra in politica se si ha un’idea di Paese, se si vuole essere utili alla collettività, se si vuole mettere a disposizione la propria esperienza”, ha commentato la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, che vede la salita in campo dell’ormai ex pm come un deja vù della vecchia politica: “Iniziare come ha fatto Ingroia attaccando in modo scomposto un grande partito come il Pd, il suo segretario e il procuratore Grasso, è segno di debolezza culturale, ma anche il prodotto di anni in cui la politica è stata per molti solo uno strumento di affermazione personale, difesa dei propri interessi e a volte di mera celebrazione del proprio ego”. 

Sempre dal Pd, è il neo presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, a criticare la scelta dell’ex magistrato: “Ingroia? Io la rivoluzione voglio farla con Bersani, ognuno poi è libero di farla con chi vuole. Con Bersani – ha aggiunto Crocetta – mi sembra un progetto più realistico”.

Dal Pdl, il presidente dei senatori al Senato Maurizio Gasparri non risparmia critiche all’ex capo del pool antimafia di Palermo: ”Non sorprende nessuno la candidatura di Ingroia, da sempre in campo come politico di parte ed ennesimo protagonista della trasformazione di settori della magistratura in autentici partiti. Come dubitare ora che molte sue iniziative siano state preparatorie di questa scelta?”. E inoltre, domanda sempre Gasparri, “come negare che il suo comportamento, ma anche quello di altri magistrati meno estremisti ma protagonisti di clamorose svolte politiche, rende sempre meno credibile l’indipendenza della magistratura?” 

Parteggiano apertamente per Ingroia invece i leader della sinistra, assenti dalla platea del teatro di Roma davanti alla quale il magistrato ha presentato la sua candidatura ufficiale a premier, ma sostenitori del suo progetto politico sin dall’inizio. “Esprimiamo il pieno apprezzamento per la scelta di Ingroia di candidarsi a premier – dice Paolo Ferrero, segretario nazionale del partito della Rifondazione comunista – L’Italia ha bisogno di una rivoluzione civile che rompa con berlusconismo e montismo, per la libertà, l’eguaglianza, la democrazia e la giustizia sociale. Rifondazione comunista sta con Ingroia per costruire questa nuova speranza”.

Anche il segretario nazionale dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto non nasconde l’entusiasmo: “La presentazione della lista ‘Rivoluzione Civile’ di Antonio Ingroia rappresenta una vera novità nella politica italiana. Il Pdci è orgoglioso di far parte di questo progetto. E’ necessario cambiare rotta rispetto alle politiche di austerità. Difesa del lavoro, lotta alla mafia e questione morale  – elenca Diliberto – sono le coordinate attraverso cui cambiare il Paese”.

Da Facebook, il fautore della candidatura di Ingroia, ovvero il sindaco di Napoli Luigi De Magistris scrive che “da oggi vedremo, con i fatti, chi sta dalla parte del popolo e della Costituzione, dei diritti e della giustizia sociale, della legalità e della pace. Siamo alternativi a Monti-Pd-Berlusconi e siamo alternativi ai poteri forti”. 

Infine arriva la risposta di Beppe Grillo, che rispetto ad una possibile alleanza col Movimento 5 Stelle avanzata dallo stesso Ingroia nella sua conferenza stampa, attraverso un suo post sul suo sito avverte: “Ingroia ha detto che la sua porta per il Movimento 5 Stelle è aperta. Lo ringrazio, ma, per favore, la richiuda”.