Antonio Ingroia scrive a Pierluigi Bersani e attacca frontalmente Silvio Berlusconi. Il magistrato che ha coordinato l’inchiesta della Procura di Palermo sulla trattativa Stato-mafia augura a Bersani la “vittoria come premier candidato dal centrosinistra alle prossime, ormai imminenti, elezioni politiche“, soprattutto di fronte al profilarsi “dell’ennesima candidatura di una vecchia e nefasta conoscenza degli italiani, Silvio Berlusconi, artefice del disastro economico-finanziario, politico-istituzionale e etico-morale in cui è precipitato il Paese in questi ultimi anni” (qui il testo integrale)

Ma Ingroia, attualmente fuori ruolo perché nominato capo dell’Unità di investigazione della Commissione internazionale contro la impunità in Guatemala, fa sapere al segretario del Pd di non sentirsi “tranquillo” neppure in caso di vittoria del centrosinistra. “Le chiedo, la maggioranza da Lei guidata vorrà abrogare, tutte, senza esclusione alcuna, le leggi ad personam fino ad oggi approvate?”. Il magistrato chiede anche l’introduzione di un nuovo reato, già presente in altri ordinamenti, che pare ispirato dalle recenti vicende del processo Ruby. Quello di “ostruzione della giustizia, ampiamente praticata, e con successo, nel nostro Paese”. 

Nella lettera, Ingroia si richiama alla Costituzione che “troppe volte è stata sfregiata, mortificata, umiliata”. E il primo passo per ripristinare la reale uguaglianza tra i cittadini, la prima cosa da fare, sostiene l’ex pm antimafia, è abrogare appunto le “leggi ad personam, che a decine sono state approvate negli ultimi anni. Un’intollerabile legislazione di privilegio che ha creato praterie di impunità per i potenti, ma soprattutto ha mortificato il principio di eguaglianza dei cittadini”. 

Da qui l’appello finale a Bersani: “Occorre una nuova Liberazione. La liberazione dalle cricche, dalle caste e dalle mafie. Lo potrà e lo vorrà fare davvero la compagine governativa che vuole guidare, caro Bersani, al contrario di quanto non si sia fatto in passato?”.

La lettera è pubblicata all’indomani dell’intervento via Skype di Antonio Ingroia alla presentazione romana del movimento “arancione” guidato da Luigi De Magistris

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